25 Ottobre 2026, domenica
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Pd, Renzi ci prova all’attacco

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Matteo Renzi “asfalta” il Pd. Ospite di Omnibus su La7, il sindaco di Firenze, candidato alla segretaria del partito, non ha risparmiato critiche al partito. “L’assemblea del Pd ha fatto una brutta figura, mentre il paese vive la situazione che vediamo, con possibilità ma anche difficoltà, il Pd sabato ha perso un’occasione per parlare dei problemi del paese. Tutti i candidati hanno parlato dei problemi del paese ma qualcuno ha voluto bloccare tutto”. Nel mirino di Renzi “un gruppo dirigente rancoroso” che ha cercato di buttare tutto in caciara. Non vogliono fare né il congresso né le primarie perché poi sanno che si volta pagina”. Il sindaco di Renzi ha poi aggiunto: “Dopo aver rinviato tutto il rinviabile in Parlamento e al governo, dal finanziamento ai partiti agli F35, ora vogliono rinviare anche il congresso. Quando hanno deciso di smettere, ci facciano un colpo di telefono che noi veniamo a Roma”. Insomma: “Io sto fermo in un angolino. Io non voglio diventare come loro”. Al governo, invece, riserva parole apparentemente rassicuranti: “Non ha nulla da temere dal Pd: non siamo noi a fare “o fa cosi’ o te ne vai”. Quello lo fa Brunetta, non il Pd”.

Conti, Fassina si muove con Saccomanni

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Lo sfogo del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, sui conti dell’Italia, con allegata minaccia di dimissioni, è sufficiente a rendere ancora più traballante il precario equilibrio della strana maggioranza che sostiene il governo di Enrico Letta. “Quello del ministro Saccomanni è un giusto richiamo a un impegno preso nei confronti dell’Europa”, afferma il sottosegretario al Lavoro, Carlo Dell’Aringa, ai microfoni di Radio1 Rai. “Siamo usciti dalla procedura per deficit eccessivo e dobbiamo consolidare questa posizione per acquisire credibilità, anche in futuro, e per ottenere come altri paesi l’eventuale attenuazione dei vincoli di bilancio. Quello di Saccomanni è dunque un richiamo al paese, ai partiti, al parlamento, affinché il governo abbia questa priorità. Certamente il fatto di avere questa priorità non impedirà di avere una politica economica improntata sia al rigore sia all’equità”, aggiunge. Al monito di Saccomanni , “non sono sobbalzato”, ha sostenuto Stefano Fassina su Radio 24. Per il vice ministro dell’Economia bisogna “fare i conti con i dati della realtà e il discorso di verità che Saccomanni ieri ha posto è un discorso ineluttabile”. Sostiene Fassina che l’ipotesi di rinviare l’aumento dell’Iva di tre mesi, “è plausibile a patto che si facciano altre scelte nel rispetto di risorse insufficienti”. E aggiunge che si “deve riconsiderare la seconda rata dell’Imu”, facendo pagare il 10% delle prime abitazioni di maggior valore così “potremmo recuperare le risorse necessarie per rinviare l’aumento dell’Iva e, a regime, recuperare quel miliardo che serve a intervenire sulla deducibilità dell’Imu per i capannomi, per i negozi, per le botteghe degli artigiani”

Cicchitto: non si può andare al voto subito

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Ci pensa Fabrizio Cicchitto a recapitare le rassicurazioni del Pdl al governo . “Impossibile un voto subito”, quindi “Letta durerà. Napolitano non ci manderà mai alle urne con questa legge. Chi stacca la spina pagherà un prezzo altissimo perché lo spread risalirà”. Cicchitto, in un’intervista con Il Tempo, fornisce lo schema col quale nei prossimi giorni il maggior partito del centrodestra si approccerà con l’esecutivo. “Berlusconi, e con lui il Pdl, da una parte ha scelto la strada della denuncia dell’uso politico della giustizia, dall’altra quella di evitare la rivalsa e di staccare la spina all’esecutivo. E questo ha fatto saltare i nervi al Pd”.  .

Strage di Nairobi, 69 i morti accertati

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E’ salito a 69 il numero dei morti accertati nell’attacco jihadista sferrato sabato al centro commerciale Westgate di Nairobi, sotto assedio da tre giorni. Lo rendono noto fonti della Croce Rossa kenyota, aggiungendo che all’appello mancano inoltre non meno di altre 63 persone, compresi gli ostaggi trattenuti dagli assalitori. Incerto il numero di coloro che sono ancora prigionieri: secondo Laban Onditi, presidente della Camera di Commercio e Industria del Kenya, sarebbero tra i dieci e i quindici. I feriti ammontano a 175. Il ministro dell’Interno, Joseph Ole Lenku, riferisce che nel complesso rimangono “alcuni” ostaggi. Gli stessi Shebab si sono rifiutati di specificarne il numero.  Quanto ai membri superstiti del commando, il presidente della Camera di Commercio e Industria afferma che una parte di loro sarebbero morti negli scontri con le forze governative. Intanto, su un sito internet islamista, il portavoce di Shaabab, Sheikh Ali Mohamud Rage, dice: “Autorizziamo i mujahedin all’interno del centro commerciale ad agire contro i prigionieri”.

Pd, Cuperlo basta con le polemiche

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“Penso sia arrivato il momento di farla finita con le dichiarazioni e le polemiche sulle regole che ci devono portare al prossimo congresso. Sono certo che Guglielmo Epifani, Davide Zoggia e chi sta lavorando per affrontare e risolvere le questioni aperte sapranno trovare la soluzione che ci deve portare a svolgere le primarie per il segretario l’8 dicembre”. Così Gianni Cuperlo, deputato del Pd e candidato alla segreteria del partito, interviene sulle polemiche che stanno provocando tensioni all’interno del partito. “La prossima riunione della Direzione armonizzi i tempi e fissi il percorso che ci deve portare a quella data. Con questa discussione sulle regole stiamo logorando la pazienza dei nostri iscritti e dei nostri elettori che non ci capiscono più”. Per Cuperlo “è ora di mettere al centro della nostra discussione il futuro del Pd e del paese e le questioni che interessano da vicino le famiglie, le imprese, i lavoratori e i cittadini italiani”.

Professionisti del pane e acqua

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Il reddito medio degli avvocati italiani era, nel 1990, di circa 53 milioni di lire. Che, al netto dell’inflazione, corrispondono ai 47 mila euro dichiari nel 2011. Negli ultimi ventun anni, insomma, non c’è stata alcuna crescita. Ma ci sono professionisti che stanno ancora peggio. I notai, per esempio, che in sei anni hanno dimezzato il repertorio, quindi anche i redditi professionali, passando da  129.000 a 66.000 euro. Colpa della crisi, che ha comportato il dimezzamento delle compravendite immobiliari,ma anche della sottrazione di competenze professionali.

La crisi economica deflagrata nel 2008 è indubbiamente una delle cause di questa situazione drammatica. Ma forse non ne è la causa principale. I governi che si sono succeduti dal 2006 si sono infatti messi d’impegno per rendere la vita difficile ai professionisti. Con l’abolizione dei minimi tariffari, per esempio, che ha creato problemi enormi alle professioni tecniche, soprattutto nei rapporti con la pubblica amministrazione: si sono visti in questi anni appalti di progettazione con ribassi d’asta fino all’80%. E poi ancora con l’eliminazione di alcune esclusive o il riconoscimento di competenze a categorie diverse dalle professioni ordinistiche. Nel 1990 c’erano 45 mila avvocati iscritti alla cassa di previdenza, nel 2011 erano oltre 170 mila. E nell’ordine di Roma sono iscritti tanti legali quanti se ne contano in tutta la Francia. Ecco perché nonostante una crescita del volume d’affari complessivo, il reddito medio, in valori costati è rimasto lo stesso a distanza di vent’anni. Per gli psicologi la situazione è addirittura patologica. Basti pensare che solo in Italia esercitano un terzo dei professionisti di tutta l’Europa.

 

Zanonato, i fastidi Telecom e Alitalia. Venerdì il decreto

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Che si chiami Riva acciaio, per la quale ha già predisposto un decreto pronto ad atterrare venerdì in consiglio dei ministri, o Alitalia e Telecom, in procinto invece di decollare verso lidi lontani. Flavio Zanonato, ministro dello sviluppo economico, è senza dubbio pieno di lavoro fino al collo. Ieri dopo avere confermato che il decreto che sbloccherà la situazione dell’Ilva e di Riva Acciaio arriverà con ogni probabilità venerdì prossimo, è stato costretto a intervenire sul passaggio di Alitalia ad Air France e sulla crescita della spagnola Telefonica in Telco che ha il 20% del capitale di Telecom Italia. A proposito della ex compagnia di bandiera Zanonato ha detto che “per ora non esiste nulla di concreto, sono tutte cose raccontate dai giornali”. Su Telecom, invece, a giochi ormai ampiamente conclusi, il titolare del dicastero di via Veneto è stato chiaro: “Difficile sostenere che Telecom Italia diventi spagnola”, ha dichiarato..”La Telco, che possiede il  20% di Telecom Italia, era già a maggioranza Telefonica, che passerà dal 46 al 61%. Se si sequestra un’attivita’ produttiva questa non si deve interrompere ma deve proseguire, a garanzia del lavoro e delle aziende fornitrici, di quelle clienti, che altrimenti si fermano e infine a garanzia sia dello Stato, che vuole confiscare non un rottame ma una cosa produttiva, sia dell’eventuale innocenza dell’imputato”, ha concluso. Il provvedimento, cinque articoli in tutto, prevede la possibilità che il  commissariamentodell’Ilva possa essere esteso alle «controllate o collegate», con l’eventuale nomina di fino a 3 subcommissari.

Enel concede alla russa Rosneft la quota in SeverEnergia

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Enel cederà a Rosneft la sua quota del 40% di Artic Russia Bv, la joint venure con Eni che possiede il 49% di SeverEnergia. Il valore dell’operazione è di 1,8 miliardi di dollari, che saranno versati in contanti al closing. «Questa operazione rientra nel programma di dismissioni annunciato da Enel lo scorso marzo», ha commentato Fulvio Conti, «e conferma la nostra capacità di realizzare gli obiettivi di gruppo. La cessione ci permette di valorizzare al meglio il nostro investimento nell’upstream gas, dal momento che i nostri approvvigionamenti futuri di gas sono stati assicurati attraverso contratti di lungo termine con i principali fornitori russi, tra cui Rosneft. La Russia resta per Enel un paese strategico, dove continueremo a operare nei settori della generazione e della vendita di elettricità». Enel ha fatto il proprio ingresso nel mercato russo nel 2004 come primo operatore privato nel settore energetico.

Ecclestone: la F1 si quoterà a Singapore

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La piazza sarà quella di Singapore. E l’obiettivo quello di recuperare almeno 2 miliardi di euro. Bernie Ecclestone ha ribadito l’intenzione di quotare in borsa una parte del capitale della Formula Uno. Un’operazione inizialmente prevista nel giugno 2012 e poi rinviata, in attesa di tempi più favorevoli. «Bisogna trovare il momento giusto per andare sul mercato», ha dichiarato il patron storico di Formula Uno Management, il quale si è detto «sicuro» che la quotazione avverrà alla borsa di Singapore. Il ritardo ha spinto Cvc Capital partners, azionista di maggioranza della F1, a vendere direttamente una parte delle sue quote ad altri investitori. Proprio per le modalità della vendita, nel 2007, da parte di una banca tedesca, di una grossa parte di queste azioni alla stessa Cvc, Ecclestone è finito nel mirino della giustizia teutonica: il processo per corruzione inizierà nel 2014. Dunque, per ora, l’unica certezza riguarda la piazza prescelta, Singapore, una borsa considerata al tempo stesso stabile e trasparente e spesso preferita ad altre per i debutti in borsa. Ecclestone, che festeggerà in ottobre il suo 83esimo compleanno.

Letta fa l’italiano a New York: il governo rilancerà la crescita

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Conclusa la due giorni in Canada, il presidente del Consiglio Enrico Letta è da oggi in terra statunitense per tre giorni di fitti appuntamenti a New York per l’assemblea generale delle Nazioni Unite, con una inevitabile puntata a New York. Il primo appuntamento del premier, intorno alle 14 ore italiana, è stato l’intervento al Council on foreign relations” a Park Avenue. Dove il premier inevitabilmente è stato costretto a parlare di stabilità: del suo governo e della legge che dovrà essere presentata entro ottobre ma che arriverà di certo prima. Governo, innanzitutto;”Sto cercando di fare del mio meglio ma gestire una grande coalizione non è facile. Sono convinto che la stabilità prevarrà”, ha detto al Council of foreign relations. Una affermazione, questa, riferita anche alla vicenda della decadenza di Silvio Berlusconi da senatore, che da settimane tiene banco. “Si tratta di una questione che non influirà sulla tenuta del governo”, ha aggiunto. “So che per i  media globali Berlusconi è uno dei temi preferiti”, ha dichiarato il premier, “devo dire che sono certo che troveremo soluzioni nel rispetto del diritto e che la stabilità prevarrà”.