25 Ottobre 2026, domenica
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La crisi? Il gesto di un uomo disperato

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Questa volta Berlusconi ha sbagliato, e la disponibilità a votare la legge di stabilità è un modo come un altro per recuperare una situazione compromessa, che gli sta sfuggendo di mano. Un gesto irresponsabile? Certo ma soprattutto un atto di ritorsione contro gli avversari politici, contro i magistrati che lo hanno condannato, contro il PD e Napolitano che non lo hanno salvato.

Berlusconi è un uomo disperato, rincorso dagli incubi di probabili mandati di cattura successivi alla sua decadenza da senatore. In preda al terrore del carcere, ha imboccato, sulla pelle degli italiani e sulla sua pelle, una via senza uscita, che non lo libera dalla situazione in cui è impelagato. La crisi non risolve i suoi problemi, non gli dà il condono, non gli da consensi, ma apre la strada al suo isolamento politico e al dissenso interno, a defezioni di autorevoli membri del suo partito.

Berlusconi ha sbagliato, ma questo errore lo paghiamo tutti noi. Se non viene approvata la legge di stabilità e la legge elettorale questo Paese a sbattere, perde la sua indipendenza politica, sarà governato dalla troika finanziaria (BCE Fondo monetario, Commissione UE), e non da un governo scelto dagli italiani. Ma queste cose non importano al cavaliere, a cui preme solo di evitare la decadenza, le sue aziende, la prossima campagna elettorale. Per questo tenta di far cadere il governo, senza subire contraccolpi negativi. I suoi interessi prima di tutto, a spese degli italiani. E per questo obiettivo utilizza qualsiasi mezzo, anche se porta alla rovina l’Italia.

La crisi è l’ultimo atto di un ventennio in cui Berlusconi ha sempre anteposto i suoi interessi a quelli del Paese. Tutti i governi di Berlusconi non hanno pensato a governare, ma ad accorciare i tempi di prescrizione, ad eliminare il falso in bilancio, insomma ad adottare provvedimenti atti ad aiutare il cavaliere nelle sue vicende giudiziarie, a fare condoni e ad eliminare l’IMU per acquisire consensi. All’inizio della crisi non erano all’attenzione del governo di allora i provvedimenti per tamponarla, ma il lodo Alfano.  E come ultimo atto fa cadere il governo, come ritorsione alla probabile pronuncia di decadenza da senatore della commissione parlamentare sulle immunità. E in questa operazione fa sentire in pieno il pugno del comando. Le dimissioni dei ministri non vengono discusse negli organi di partito. I ministri non vengono preventivamente avvertiti. Quando sono in ballo i suoi interessi non si comporta da statista, da leader, dapadrone che dà ordini ai suoi servi senza consultarli.

Ma poi avverte che questa volta il gioco è troppo scoperto per poter reggere. I suoi elettori nonostante la campagna mediatica di Mediaset, del Giornale, di Libero, di Panorama, sanno benissimo che la crisi è figlia degli interessi personali del cavaliere e che anteporre gli interessi personali a quelli del Paese non è accettabile. Così le motivazioni personali diventano motivazioni economiche, le sua responsabilità per lo strappo addossata ai suoi avversari. E come ha giustamente rilevato Letta, copre una iniziativa nata da una vicenda personale con una vicenda economica. Le ragioni vere della crisi sono collegate alla decadenza.

TITANFALL – LA DEMO DELL’EUROGAMER EXPO GIRAVA SU UNA GEFORCE GTX 770 A 60 FRAME PER SECONDO

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Il community manager di Respawn Entertainment ha rivelato che la demo di TitanFall portata dalla software house all’Eurogamer Expo girava a 60 frame al secondo su un PC equipaggiato con una Geforce GTX 770.

Il manager ha anche affermato che la qualità della versione Xbox One sarà la medesima ma non ha rivelato dettagli in merito alla risoluzione. In queste settimane abbiamo avuto la conferma che Forza Motorsport 5 sarà in 1080p mentre Ryse girerà in 900p e Killer Instinct dovrà accontentarsi della risoluzione 720p.

Immigrati annegati, arrestati 7 uomini dell’equipaggio

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Polizia di Ragusa, Carabinieri e Guardia di finanza di Modica hanno fermato 7 siriani, ritenuti i componenti dell’equipaggio del peschereccio con 160 migranti a bordo, tutti eritrei, 13 dei quali sono morti annegati durante lo sbarco su una spiaggia di Scicli, nel Ragusano. Contestato il reato di morte a seguito dell’evento criminoso.

Tra i fermati non ci sono i due presunti ‘scafisti’ che erano stati bloccati nell’immediatezza e condotti nella caserma dei carabinieri della Tenenza di Scicli. I due non sono stati riconosciuti dagli altri ‘compagni di viaggio’ e quindi sono stati rilasciati e condotti nel centro di accoglienza di Pozzallo. Ai sette fermati è stato contestato il reato di morte a seguito dell’evento criminoso perché,allo stato delle indagini,manca la prova che le vittime siano state costrette a gettarsi in mare dagli ‘scafisti’.

Misteriosa morte di Gaetano Musella

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La morte di Gaetano Musella è avvolta nel mistero. Il corpo dell’ex calciatore azzurro è stato trovato in un boschetto a Caprazoppa, conosciuto come luogo di incontri notturno per gay e punto panoramico per i turisti durante il giorno. Sul corpo del calciatore non sono stati trovati segni di violenza quindi la prima ipotesi del decesso potrebbe essere per malore.
A tingere di giallo la morte del calciatore sarebbero le testimonianze di alcune persone che dichiarano di aver visto arrivare Musella su un’utilitaria in compagnia di un’altra persona. Il corpo di Musella è stato trovato da una coppia di turisti stranieri ieri intorno alle 14. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Albenga e di Savona unitamente a un medico legale che ne ha constatato il decesso.
Pare che il pubblico ministero incaricato delle indagini voglia disporre un esamente autoptico sul corpo dell’ex azzurro.
Gaetano Musella aveva 53 anni.

Piacenza, dipendenti pagati in nero

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Pagavano in nero i dipendenti, fatturando meno ore del dovuto. A scoprire tre cooperative di facchinaggio sono stati gli uomini della guardia di finanza di Piacenza al termine di un’indagine partita oltre due anni fa nel corso della quale sono stati ascoltati circa 900 lavoratori.

UNA VOCE A FAVORE DELL’EVASIONE FISCALE

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Secondo la Costituzione i cittadini devono partecipare al finanziamento della spesa pubblica in base alla propria capacità contributiva.

Ecco la prima truffa sancita addirittura dalla Carta Costituzionale.

Nel settore privato chi guadagna di più, in modo del tutto onesto, non dovrebbe pagare più tasse ma addirittura non dovrebbe pagarle proprio perchè dimostra che i soldi in mano sua creano ricchezza reale. Pagare le tasse per queste persone significherebbe trasferire soldi da una persona, l’imprenditore, che crea posti di lavoro ad una persona, lo stato-mafia, che distrugge ricchezza. L’imprenditore assume lavoratori utilizzando soldi propri mentre lo stato li assume utilizzando i nostri soldi. In poche parole l’imprenditore non fa pesare sulla collettività le sue scelte.

Quindi da un punto di vista logico le imposte non dovrebbero essere pagate perchè derivanti da una scelta da me non effettuata.

Poi ci sono anche i furboni in Italia, ovvero imprenditori che avendo paura della libera concorrenza, e quindi statalisti travestiti da liberisti, che finanziano le loro imprese con denaro pubblico o con leggi create ad hoc per il loro settore.

Nel mio modello tali furboni non potrebbero esistere visto che non esiste uno stato che li finanzia.

L’evasione fiscale è l’unica soluzione per un Paese che sta andando alla rovina. Purtroppo in Italia è ancora troppo bassa e quindi molti burocrati continuano a prosperare e a distruggere ricchezza.

Per raggiungere gli obiettivi del modello da me proposto è necessario che nessuno paghi più le tasse e che vada a votare.

Qualcuno, indottrinato di statalismo, potrebbe domandarsi: se togliamo lo stato come faremo ad andare in un ospedale, una scuola, acquistare i medicinali senza pagare nulla?

Ripeto ciò che scrissi in un mio vecchio articolo: se per andare all’ospedale o ad una scuola pubblica il tuo stipendio viene decurtato del 50% forse non è così vero che non paghi proprio nulla. Non paghi nulla direttamente ma indirettamente stai pagando la stessa cosa che ti sarebbe fornita da un libero mercato, e con una qualità di gran lunga migliore, dieci volte di più.

Ah non ci credi?

Se la tua risposta è affermativa vuol dire che non sai fare di conto.

Se non esistessero le imposte il tuo stipendio sarebbe circa il doppio che sommato all’efficienza di un settore liberalizzato, e non soltanto privatizzato, ti darebbe la possibilità, in caso di malattia, di essere curato come se tu fossi il Papa. Potresti mandare tuo figlio a scuola senza che il costo medio unitario per studente contenga le inefficienze e gli sprechi di papponi e magnaccia politici che intascano ingiustamente laute plusvalenze.

Potresti accumulare per la pensione e andarci quando vuoi. Anche perchè se il sistema è contributivo mi dite a cosa serve l’INPS?

Praticamente devo pagare una struttura mastodontica che mi mette da parte 100 euro al mese. Quindi per i miei 100 euro al mese la collettività deve sborsare almeno 50000 euro di tasse per mantenere la pletora di dipendenti assolutamente inutili. Anzi deleteri per l’economia della società civile. Non faccio prima a provvedere da solo? Almeno con il risparmio derivante dalla riduzione del debito che finanzia tale ente metterei da parte il triplo.

Vi rendete conto cari imprenditori onesti, nel senso che rischiano soldi propri, che avete la vittoria in pugno? Provate ad organizzarvi in comitati e decidete di non versare più un solo centesimo nelle casse statali. Cercate di comprendere e di far comprendere alle persone che il Paese non va male a causa dell’evasione; anzi è proprio l’esatto contrario: troppe persone ancora pagano le imposte. Persone che sono manovrate dal politico di turno che gli ricorda che il loro fardello fiscale deriva da chi non vuole contribuire alle spese pubbliche. Quando deciderete di aprire gli occhi e di smetterla di farvi manovrare il cervello da persone assolutamente stupide e avide di guadagno disonesto?

Quando capirete che con il vostro voto legittimate questo sistema politico-sociale corrotto nel portafoglio e nell’anima? Avete proprio bisogno che qualcuno decida per voi? Vi rendete conto che questi stanno decidendo anche se potete andare in bagno?

Se vedete un povero che non ha nemmeno da mangiare non fategli la carità di una pensione sociale. Non umiliatelo come fa lo stato-mafia. Sfamatelo subito e offritegli un lavoro. Ridate dignità a questa persona. Fatelo sentire utile in questa società civile e civilizzata.

Muore per un intervento di coliciste

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Era considerato un intervento di routine ma dopo l’operazione chirurgica alla colecisti non ce l’ha fatta ed è morta. È successo a Cassino, nel Frusinate, dove una donna di sessantacinque anni è deceduta. Adelina Tollo, residente a Mignano Montelungo, nel Casertano, era stata ricoverata all’inizio della settimana nel presidio ospedaliero di Cassino e giovedì era stata operata nel reparto di Chirurgia del «Santa Scolastica». Dopo l’intervento,però, da quanto si è appreso, si era sentita male e ciò aveva reso necessario un ritorno in sala operatoria. Domenica mattina le condizioni della donna sono peggiorate ed è morta. Un decesso sul quale ora i figli vogliono vederci chiaro e con una denuncia hanno fatto scattare un’indagine della procura di Cassino. La salma è stata sequestrata su decisione del pm Alfredo Mattei, che ha anche disposto l’autopsia. Sarà l’esame del medico legale (che verrà nominato domani mattina) a stabilire le cause del decesso. Sulla morta di Adelina Tollo indagano i carabinieri della Compagnia di Cassino, che sono già andati al «Santa Scolastica», dove hanno sequestrato la corposa cartella clinica. S

Parolisi colpevole anche in Appello: condanna a 30 anni

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Trent’anni per Salvatore Parolisi. E’ il verdetto del giorno della verità per il militare condannato all’ergastolo in primo grado per l’omicidio della moglie Melania Rea. La sentenza giunge alle 20.30 in corte d’Appello, all’Aquila dove è andata in scena l’ultima udienza del processo di secondo grado. L’udienza ha avuto inizio intorno alle 9,20 con le repliche del procuratore generale Romolo Como. Poi è stata la volta delle parti civili: l’avvocato dei Rea, Mauro Gionni, ha presentato ulteriore materiale, foto e video.

L’intervento del legale della famiglia Rea, Mauro Gionni, è stato incentrato su alcune prove per smontare le repliche della difesa di Salvatore Parolisi. In udienza, come ha raccontato lo stesso Gionni, è stato mostrato un video che mostra Parolisi sullo stesso luogo del delitto mentre dondola la figlia Vittoria con gli stessi abiti di quel triste 18 Aprile, una video chat con l’amante Ludovica, nella quale i due si mostrano reciprocamente le parti intime, ma soprattutto un filmato del 20 Aprile, giorno in cui è stato ritrovato il cadavere di Melania, nel quale sono evidenti macchie di sangue rappreso che secondo la difesa di Salvatore potrebbero aver dato vita a quell’impronta sullo chalet che potrebbe dimostrare l’innocenza dell’ex caporalmaggiore.

Gionni ha invece spiegato che i militari della scientifica si sono addirittura sporcati i guanti con quel sangue e che quindi quell’impronta può avere quel tipo di origine.

“E’ un momento difficile per la famiglia di Melania” ha aggiunto Gionni. In aula, oltre al fratello Michele, al padre Gennaro e allo zio Gennaro, c’è anche la madre della giovane, apparsa molto provata. L’udienza è finita alle 11,30. I giudici si sono ritirati in camera di consiglio. La sentenza è arrivata alle 20,30.

La difesa, dal canto suo, pare ottimista sulla possibilità che la Corte disponga ulteriori accertamenti e, dunque, non si arrivi oggi alla sentenza.

«Questo non è un processo da ergastolo – ha detto uno dei difensori dell’ex caporalmaggiore, Nicodemo Gentile – qualora il collegio d’appello decidesse di confermare la colpevolezza di Salvatore, l’ergastolo sarebbe comunque una pena smisurata, che non terrebbe conto degli orientamenti di altri giudizi. Ci aspettiamo la concessione delle attenuanti e magari anche la cancellazione della crudeltà e quindi la pena sarebbe più umana».

Secondo quanto appreso dagli avvocati, la Corte d’Assise d’Appello ha confermato l’ergastolo ma è stata riformulata in tono minore la pena per l’accusa di vilipendio. Per questo il cumulo che tocca a Parolisi è di 30 anni di carcere. «È stata dura» è l’unico commento uscito dalla bocca di uno dei giudici popolari della Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila che ha confermato, di fatto, la colpevolezza di Parolisi.

Gran Bretagna: Sempre di più i bambini ubriachi

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La denuncia viene lanciata dalle colonne delTimes: sono centinaia ibambini con meno di 11 anni che l’anno scorso sono finiti in ospedale perché ubriachi.

E se si prendono in mano i dati, c’è chiaramente scritto nero su bianco che nel  2012 si sono contati ben 293 casidi bambini ubriachi, in crescita di un terzo rispetto al 2011. E sono aumentati, rispetto all’anno scorso, anche i piccoli finiti all’ospedale a causa dell’assunzione di droghe. Più 14 per cento rispetto allo scorso anno, in tutto 145. Il record negativo spetta alla Scozie a al Sud del Galles.

Per lo più si tratta di ragazzini che, per i più svariati motivi, ma in particolar modo l’assenza o il mancato controllo da parte dei genitori, hanno avuto un facile accesso alle bevande alcoliche.

Impressionanti anche le cifre degli adolescenti: lo scorso anno oltre 6.500 con meno di diciotto anni sono finiti al pronto soccorso per una dose eccessiva di alcol. Ogni anno 20 mila bambini si rivolgono al sistema sanitario nazionale per affrontare problemi di dipendenza da sostanze, un terzo di questi hanno problemi con l’alcol.

L’orso M2 ucciso a fucilate all’interno del Parco dello Stelvio

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È stato ucciso a fucilate. Si tratta di un orso bruno, un giovane maschio di cinque anni, nome in codice M2, che da circa un paio di anni frequentava il territorio compreso tra la val di Sole e la val Rendena.
Nel mese di luglio del 2012 era stato catturato e dotato di radiocollare, al fine di monitorarne gli spostamenti conseguentemente ad alcuni episodi dannosi a carico di animali domestici di grossa taglia di cui si era in precedenza reso responsabile.

Su quanto accaduto sono attualmente in corso indagini da parte del personale del Corpo Forestale del Trentino, che ha interessato della vicenda la Procura della Repubblica.
I forestali sono alla ricerca dei bracconieri o di chi si è fatto giustizia da sé; molti, infatti, i pastori che dopo che l’orso aveva sbranato dei loro capi, cli avevano giurato che gliel’avrebbero fatta pagare. E così è stato.

Non accadeva da almeno quarant’anni nei boschi del Trentino, dall’epoca in cui i plantigradi sulle Dolomiti erano quasi estinti, sconfitti dalle battute di caccia che tra l’Ottocento e il Novecento erano state organizzate per liberare i boschi dagli orsi prima che quest’animale, nel 1939, venisse dichiarato protetto.