25 Ottobre 2026, domenica
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Ancora un fallimento per Napolitano

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Larghe intese mica tanto, da subito PD e PDL si sono scontrati su tutto: dall’IMU all’Iva fino ad arrivare al voto per escludere Berlusconi dal Parlamento. Non che il PD faccia male a votare ladecadenza di Berlusconi da senatore, ma è anche vero che era il loro unico grande alleato di governo, almeno fino a ieri, ed è logico pensare che il “padrone” del PDL non avrebbe retto a lungo un simile affronto rimanendo insensibile al fascino di mandare tutto a rotoli. Per la seconda volta, la prima è stata con Monti.

Silvio Berlusconi ora sorride, lui ha già “fregato” Pier Luigi Bersani in campagna elettorale con la storiella di Imu e Iva, ora è il turno di Letta farsi “fregare” sull’Iva. Già, sull’Iva, non sulla decadenza. Furbo no? Non si crea una crisi di governo sul problema della decadenza di Berlusconi, bensì sull’aumento dell’Iva, proprio su uno dei punti di forza di Berlusconi che gli ha permesso di non perdere le elezioni, almeno non come voleva Bersani & Co. Ora il PD accusa il PDL di aver provocato l’aumento dell’Iva, mentre il PDL accusa il PD della stessa cosa. Chi ha ragione?

Ma nessuno dei due, naturalmente! Ognuno fa gli affari propri, il problema è che entrambi li stanno facendo male, ma proprio male. Il governo delle larghe intese è stato un fallimento voluto da Napolitano; anche la caduta di Monti è un suo fallimento politico, il Presidente della Repubblica ha un’enorme responsabilità su quanto succede in Italia da due anni a questa parte, e non sembra si possa vedere la luce in fondo al tunnel.

Enrico Letta è il secondo capo del governo indicato da Napolitano, è pleonastico asserire che il nostro grande Presidente della Repubblica non riesce nel tentativo di costruire un moderno e affidabile esecutivo, da anni ormai. La pietra sopra la mette sempre lui: Silvio Berlusconi. E la pietra si sfracella sui governi che non fanno nulla per lui: Monti per la sentenza Mediaset, Letta per la decadenza da senatore.

MORTO A 22 ANNI DOPO IL COMA: “SI È SCHIANTATO CON IL SUO SCOOTER”

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Una morte prematura, come spesso accade per gli incidenti stradali, che spezzano la vita di centinaia di migliaia di vite ogni anno.
Sandro Mazzola ha lottato per 7 giorni, tra la vita e la morte, ma alla fine non ce l’ha fatta ed è morto a soli 22 anni.
L’incidente è avvenuto sabato scorso, tra Scauri e Formia, nel sud pontino, mentre era in sella al suo scooter. Secondo la ricostruzione della polizia, il giovane avrebbe perso il controllo del mezzo e si sarebbe schiantato contro un palo, sbattendo in modo violentissimo la testa.

LONDRA, BATTELLO IN FIAMME SUL TAMIGI: I TURISTI SI GETTANO IN ACQUA

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Una trentina di turisti sono stati costretti a tuffarsi nelle acque del Tamigi, a Londra, per sfuggire all’incendio scoppiato sul battello anfibio sul quale stavano effettuando un tour del fiume.
L’incidente, riferisce la Bbc, è avvenuto nei pressi del Parlamento. Tutti i passeggeri del battello e l’equipaggio sono stati tratti in salvo dai servizi di emergenza e da un’altra imbarcazione turistica che si trovava nelle vicinanze.

‘NDRANGHETA NEL PONENTE LIGURE. OGGI AL VIA IL MAXI PROCESSO. ATTESO ANCHE L’EX SINDACO

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Inizia questa mattina a Genova la maxi udienza preliminare legata all’operazione “Svolta” che lo scorso 3 dicembre aveva portato i carabinieri ad un blitz nel ponente ligure contro la ‘Ndrangheta.

Sul tavolo degli imputati ci sono 36 persone, diciotto delle quali devono rispondere di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Secondo l’Antimafia esisterebbero due punti di comando della ‘Ndrangheta nel ponente: il primo tra Ventimiglia e Vallecrosia, il secondo a Bordighera.

A Genova è atteso anche l’ex sindaco di Ventimiglia Gaetano Scullino accusato di concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso.

Vibo: Truffa all’Inail. Una denuncia

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Le Fiamme Gialle della Compagnia della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, nell’ambito di indagini di Polizia Giudiziaria volte a tutela della Spesa Pubblica Nazionale, hanno scoperto un redditizia frode ben studiata ed articolata, messa in pratica da un soggetto, residente nella provincia vibonese.

Questi avrebbe ottenuto, mediante la presentazione all’INAIL di documentazione medica redatta ad hoc e falsi certificati medici, riportanti anche l’intestazione e la firma di due inconsapevoli medici specializzati in Medicina del Lavoro, l’indebito pagamento di Danni Biologici per una somma pari a € 40.000,00.

In particolare, il soggetto, scovato dagli investigatori, avrebbe utilizzato formats ed intestazioni di pregresse “Relazioni Mediche” già in suo possesso, per redigere ulteriore documentazione attestante danni biologici e/o aggravamenti degli stessi conseguenti ad infortunio sul lavoro, che, successivamente presentate all’INAIL di Vibo Valentia, gli hanno fruttato il fraudolento pagamento.

Il ben congeniato sistema di frode scoperto dalle Fiamme Gialle vibonesi mediante altresì l’importante apporto collaborativo dei Reparti territoriali di Reggio Calabria e Messina, denota un alto acume investigativo, trattandosi di un settore, quello della Medicina del Lavoro, molto complesso ed articolato.

L’indagine svolta nell’ambito dei poteri conferiti al Corpo dal D.Lgs.68/2001 assume spiccata importanza, laddove vede la Guardia di Finanza costantemente impegnate sul versante della difesa degli interessi erariali del Paese e della tutela della Spesa Pubblica Nazionale, settori in relazione ai quali il Corpo svolge attento ed imprescindibile contributo al fine di prevenire o reprimere illeciti in tale ambito, volti a rilevare l’esistenza di eventuali anomalie nel percepimento di indennità e vitalizi di infortunio sul lavoro, corrisposte dall’INAIL.

Scoperta e sequestrata piantagione di marijuana a Caulonia (RC)

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I finanzieri della sezione operativa navale di Roccella Ionica (RC) hanno scoperto e sequestrato una piantagione composta da 15 piante riconducibili alla famiglia della “cannabis sativa”, alte oltre 3 metri.

I militari delle Fiamme Gialle sono stati impegnati nel fine settimana nella ricerca di piantagioni illecite di canapa indiana sul territorio calabrese – che ben si presta a tale tipo di coltivazione; e’ stato anche impiegato un elicottero del corpo, del reparto di volo di Lamezia Terme che, sorvolando la contrada rosi in agro del comune di Caulonia (RC), individuava nella fitta boscaglia la presenza sospetta di alcuni tubi per l’irrigazione.

Al termine della ricognizione i finanzieri scoprivano un terrazzamento, su terreno demaniale, ricavato lungo un costone assai scosceso e ben occultato dalla fitta vegetazione, una coltura di canapa indiana composta da 15 piante, oramai pronte per la raccolta, abilmente mimetizzate “a macchia di leopardo” da altri arbusti presenti sul terreno.

la sostanza stupefacente immessa sul mercato avrebbe fruttato circa 130.000 euro, secondo gli attuali prezzi di mercato di vendita al dettaglio.

BANDA DEL BUCO IN AZIONE : “SVALIGIATI DUE NEGOZI”

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Banda del buco in azione nella notte in via Tuscolana. Ad allertare la polizia, con una segnalazione intorno alle sette di questa mattina, una persona che riferiva di aver trovato un buco nella propria cantina in via Tuscolana 909. Attraverso tale passaggio, i ladri, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbero voluto entrare in un bar, invece si sono ritrovati in un Golden Point. Non soddisfatti, il gruppo ha realizzato un altro buco attraverso il quale sono entrati in un negozio di rivendita di videogiochi Gamestop.

Università di Messina, arrestati due docenti

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Due docenti dell’Università di Messina sono stati arrestati dalla Guardia di finanza con l’accusa di aver inquinato un concorso per ricercatore in microbiologia e microbiologia chimica in modo da pilotarne l’esito. Secondo l’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Ada Merrino e dal sostituto Diego Capece Minutolo, che ha chiesto e ottenuto dal Gip Massimiliano Micali le ordinanze di custodia agli arresti domiciliari, la commissione giudicatrice e il vincitore del concorso, venivano stabiliti a monte dagli arrestati, con la collaborazione di loro colleghi. Gli arrestati sono un direttore di Dipartimento e un professore ordinario. Altri tre docenti sono indagati.

Il concorso oggetto delle indagini, sostiene l’accusa, era stato manipolato per chiudersi con la nomina a ricercatore di un parente di uno degli arrestati, ma la presenza di un candidato con un punteggio più elevato aveva creato qualche problema. Il concorrente meritevole era stato poi costretto a ritirarsi. “Pacta servanda sunt”, i patti vanno rispettati dicevano in un’intercettazione i due arrestati, e così alludevano alla necessità che il potenziale vincitore del concorso debba farsi da parte dietro la promessa che gli sarebbe stato riservato un posto di ricercatore in un successivo concorso. L’indagine è stata avviata dopo una denuncia per una falsa fattura utilizzata presso il Dipartimento ove operava uno dei arrestati, che si sarebbe peraltro appropriato di somme del “fondo economale” del Dipartimento con il concorso di un dipendente amministrativo della Facoltà.

Il Segreto, anticipazioni: la triste storia di Tristan

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E alla fine Tristan restò disarcionato. Uno dei protagonisti assoluti della soap opera Il Segreto non vivrà nelle prossime settimane un periodo felice. Qualcuno dice che nel nome ci sia già un pezzo della propria storia, e quello di Tristan sembra davvero calzare a pennello.

Che sia colpa soltanto della maledizionelanciatagli dalla moglie in punto di morte? Moglie che tra le altre cose si rifarà viva a breve sotto altre spoglie, quelle di una suora, il cui arrivo getterà di nuovo nel terrore Pepa e anche la flemmatica Donna Francisca.

No, in questo caso le faccende che vedranno occupato Tristan saranno molto più concrete che una “semplice” maledizione. Non solo infatti il soldato ha perso definitivamente Pepa dopo la caduta a cavallo, ma rischierà di perdere tra non molti giorni anche la propria vita.

Il motivo? Questioni tra soldati, che altro. Alla tenuta infatti si farà vivo un vecchio compagno di Tristan al tempo della guerra in Sud America, di nome Maximiliano. Costui è in cerca di denaro e non esiterà a ricattare Tristan con una lettera nella quale egli giura di averlo visto uccidere un altro commilitone.

Dalle parole si passerà ben presto ai fatti. Tristan infatti verrà condannato a morte e soltanto la clemenza del re potrebbe fermare la macchina infernale della ghigliottina. Ci metterà la faccia anche Pepa, la quale non farà altro che peggiorare la propria situazione con il dottor Alberto, che ormai accecato dalla gelosia scriverà un’altra lettera con cui spera addirittura di accelerare la condanna a morte.

DRAMMA IN MESSICO, COCCODRILLO UCCIDE UN BAMBINO

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Un bambino di dieci anni è morto, attaccato da un grosso coccodrillo, lungo circa 4 metri, sulla riva di un fiume nello stato messicano di Oaxaca. L’attacco è avvenuto nel comune di Santiago Pinotepa Nacional, mentre il bambino, in compagnia del fratello poco più grande di lui, si trovata sulla riva del fiume in piena. Il coccodrillo, secondo quanto riferito dalle autorità locali, «ha afferrato il piccolo alla testa, trascinandolo diversi metri per poi lasciarlo andare e sparire nell’erba alta». Fatali sono state le conseguenze della stretta delle mandibole dell’animale che hanno causato al bambino ferite e lesioni mortali.