8 Maggio 2021, sabato
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Parolisi colpevole anche in Appello: condanna a 30 anni

Trent’anni per Salvatore Parolisi. E’ il verdetto del giorno della verità per il militare condannato all’ergastolo in primo grado per l’omicidio della moglie Melania Rea. La sentenza giunge alle 20.30 in corte d’Appello, all’Aquila dove è andata in scena l’ultima udienza del processo di secondo grado. L’udienza ha avuto inizio intorno alle 9,20 con le repliche del procuratore generale Romolo Como. Poi è stata la volta delle parti civili: l’avvocato dei Rea, Mauro Gionni, ha presentato ulteriore materiale, foto e video.

L’intervento del legale della famiglia Rea, Mauro Gionni, è stato incentrato su alcune prove per smontare le repliche della difesa di Salvatore Parolisi. In udienza, come ha raccontato lo stesso Gionni, è stato mostrato un video che mostra Parolisi sullo stesso luogo del delitto mentre dondola la figlia Vittoria con gli stessi abiti di quel triste 18 Aprile, una video chat con l’amante Ludovica, nella quale i due si mostrano reciprocamente le parti intime, ma soprattutto un filmato del 20 Aprile, giorno in cui è stato ritrovato il cadavere di Melania, nel quale sono evidenti macchie di sangue rappreso che secondo la difesa di Salvatore potrebbero aver dato vita a quell’impronta sullo chalet che potrebbe dimostrare l’innocenza dell’ex caporalmaggiore.

Gionni ha invece spiegato che i militari della scientifica si sono addirittura sporcati i guanti con quel sangue e che quindi quell’impronta può avere quel tipo di origine.

“E’ un momento difficile per la famiglia di Melania” ha aggiunto Gionni. In aula, oltre al fratello Michele, al padre Gennaro e allo zio Gennaro, c’è anche la madre della giovane, apparsa molto provata. L’udienza è finita alle 11,30. I giudici si sono ritirati in camera di consiglio. La sentenza è arrivata alle 20,30.

La difesa, dal canto suo, pare ottimista sulla possibilità che la Corte disponga ulteriori accertamenti e, dunque, non si arrivi oggi alla sentenza.

«Questo non è un processo da ergastolo – ha detto uno dei difensori dell’ex caporalmaggiore, Nicodemo Gentile – qualora il collegio d’appello decidesse di confermare la colpevolezza di Salvatore, l’ergastolo sarebbe comunque una pena smisurata, che non terrebbe conto degli orientamenti di altri giudizi. Ci aspettiamo la concessione delle attenuanti e magari anche la cancellazione della crudeltà e quindi la pena sarebbe più umana».

Secondo quanto appreso dagli avvocati, la Corte d’Assise d’Appello ha confermato l’ergastolo ma è stata riformulata in tono minore la pena per l’accusa di vilipendio. Per questo il cumulo che tocca a Parolisi è di 30 anni di carcere. «È stata dura» è l’unico commento uscito dalla bocca di uno dei giudici popolari della Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila che ha confermato, di fatto, la colpevolezza di Parolisi.

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