25 Ottobre 2026, domenica
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86ENNE SORPRESO DAI LADRI IN CASA: “NON C’E’ NULLA, MI HANNO GIÀ RAPINATO”

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In quattro, con il volto coperto da cappellini da baseball e sciarpe, sono entrati nel villino quando mancavano appena cinque minuti alle ore 23.
Sorpresi dall’anziano proprietario, che era stato svegliato dai rumori, i ladri l’hanno minacciato allo scopo di far consegnare nelle loro mani gioielli e denaro. Ma, nonostante argomenti decisamente “convicenti”, l’anziano inquilino non ha offerto quanto desiderato dai malviventi: che, quindi, hanno iniziato a mettere a soqquadro l’intera abitazione per poi arrendersi al nulla.
Tutto è accaduto l’altro ieri sera nel villino al civico 100 di via Anagnina di proprietà di Salvatore Parilla, 86enne ex giornalista del “Giornale d’Italia”. I banditi, sui quali stanno indagando i poliziotti, si sono intrufolati nella casa dopo aver divelto una porta del garage comunicante con il salotto. Una volta dentro, sorpresi dall’uomo (che in quel momento era solo) lo hanno minacciato – pare senza armi – convinti di portarsi via un bottino di valore.

L’anziano, una volta segnalata la rapina al 113 subito dopo, avrebbe raccontato di esser stato più volte minacciato ma mai picchiato dai quattro – forse stranieri dell’Est Europa – e di averli visti correre via a mani vuote. Recentemente, infatti, l’ex giornalista era stato vittima di un furto costatogli la perdita di tutti gli oggetti di valore custoditi nella propria abitazione.
Salvatore Parilla, 86 anni, pare non avesse più nulla in casa proprio per le conseguenze di un altro colpo.

Altro naufragio a Lampedusa, oltre novanta morti

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«Sono oltre novanta gli immigrati morti nel naufragio al largo di Lampedusa. Tre corpi sono stati recuperati da un peschereccio, gli altri dalle motovedette. È una tragedia». È scossa il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini, che conferma la morte di decine e decine di immigrati nel naufragio di un barcone con almeno 500 profuhi a bordo avvenuto poche ore fa a poche miglia dall’isola. Secondo le prime notizie, sarebbero state centinaia i profughi a bordo del barcone naufragato nella zona della Tabaccara, a poche miglia dalle coste di Lampedusa. Molti immigrati stanno raggiungendo a nuoto gli scogli. Gli altri vengono soccorsi dalle motovedette della Guardia costiera che hanno raggiunto la zona del naufragio. Ci sono almeno una trentina di bambini, tra cui uno di due mesi, e tre donne incinte tra le centinaia di migranti. Una delle donne incinta ha perso la vita, come due bambini. I soccorritori e il sindaco: «Il mare è è pieno di morti». All’appello mancano 250 immigrati. I soccorrotori temono che le vittime diventino centinaia. La procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta. Arrestato uno scafista. «Preghiamo Dio per le vittime del tragico naufragio a largo di Lampedusa», ha scritto su twitter Papa Francesco. E ancora: «Non posso non ricordare con grande dolore le numerose vittime dell’ennesimo tragico naufragio avvenuto oggi al largo di Lampedusa. Mi viene la parola vergogna: è una vergogna».

Scoperto stamattina da alcuni pescatori un cadavere a Sacca Sessola

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Un cadavere è affiorato questa mattina in laguna, nel canale Fasiol, fra San Clemente e Sacca Sessola. Sono stati alcuni pescatori a notare il corpo a pelo d’acqua, questa mattina verso le 7, e a dare l’allarme. Sul posto sono intervenuti i militari della stazione navale della guardia di finanza e i sommozzatori, dei vigili del fuoco, visto che la bassa marea impedisce l’intervento di barche più grandi. Non si conoscono ancora le cause della morte dell’uomo (dovrebbe avere 60-65 anni), che secondo i primi accertamenti non era in acqua da molto tempo.

Poche settimane fa, nella stessa zona, nei pressi di San Clemente, era venuto a galla il cadavere di un cinese.

SONO 2,3 MILIONI I MALATI NEL MONDO DI SCLEROSI MULTIPLA

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Sempre piu’ persone con sclerosi multipla nel mondo: nel 2013 il numero dei pazienti ha toccato quota 2,3 milioni, il 9,5% in piu’ rispetto al 2008, quando risultavano essere 2,1 milioni. E’ quanto emerge da Atlas, la piu’ vasta indagine mondiale della malattia, la cui nuova versione è stata presentata al congresso dell’European  Treatment in Multiple Sclerosis (Ectrims), che si apre oggi a Copenhagen.

Il nuovo ‘Atlante’ fornisce anche i dati sulla prevalenza di sclerosi multipla nei bambini: fino al 5% dei pazienti sviluppa la malattia prima dei 18 anni. E conferma che le donne hanno una probabilita’ due volte piu’ alta di avere la sclerosi multipla rispetto agli uomini, anche se in alcuni Paesi queste chance sono addirittura tre volte piu’ alte.

L’Italia figura fra i Paesi con una prevalenza di sclerosi multipla pari a meno di 100 persone su 100.000 abitanti, la fascia piu’ bassa. Da Atlas emerge anche che il numero di neurologi in tutto il mondo è aumentato del 30% e che la fornitura di apparecchiature di risonanza magnetica, che sono fondamentali per la diagnosi precoce e il trattamento della sclerosi multipla, è raddoppiata negli ultimi 5 anni nei Paesi emergenti.

“L’Atlas della Sm 2013 – commenta Mario Alberto Battaglia, vicepresidente della Msif e presidente di Fism, Fondazione dell’Associazione italiana sclerosi multipla – mostra che ci sono piu’ persone con sclerosi multipla in tutto il mondo rispetto a quanto è stato precedentemente stimato e, che nei Paesi a basso reddito, non vi è alcun finanziamento pubblico per i farmaci e per il trattamento. Ecco perche’ si chiede piu’ ricerca scientifica per vincere la malattia e dare qualita’ di vita ai malati e si chiede di rendere i trattamenti piu’ accessibili a tutti. La sclerosi multipla è una patologia che non rispetta confini geografici: tutte le persone hanno diritto ai migliori trattamenti possibili nella propria vita”.

“Con questa nuova edizione dell’Atlas della sclerosi multipla – ha dichiarato Peer Baneke, chief executive officer della Msif – ora abbiamo un quadro molto più chiaro di dove sono le lacune e dove sono stati fatti dei miglioramenti per la diagnosi e il trattamento di questa malattia debilitante. E’ evidente che esistono disparità non solo tra Paesi sotto sviluppati ed emergenti, ma all’interno dei Paesi stessi. Per esempio, una recente relazione dell’Associazione sclerosi multipla inglese mostra l’entità delle disuguaglianze nel trattamento e nella cura delle persone con sclerosi nel Regno Unito”.

“Tuttavia – prosegue – siamo convinti che l’Atlante della Sm stia aiutando ad aumentare la consapevolezza della malattia in aree del mondo dove è stata spesso sotto-diagnosticata. Siamo particolarmente incoraggiati dal vedere un aumento del 40% delle risorse destinate alla diagnosi e al trattamento delle persone con sclerosi multipla nel mondo arabo rispetto a quanto rilevato nella nostra ultima indagine”.

Secondo l’esperto, “l’Atlante aiuterà a guidare gli sviluppi in queste aree e fornire una piattaforma utile per la recente formazione della Progressive Ms Alliance, una rete globale di Associazioni Sm e ricercatori”. L’Atlante della Sm 2013 invita le istituzioni, gli operatori sanitari e le organizzazioni di sclerosi multipla a utilizzare i dati più recenti per garantire una migliore diagnosi e che i trattamenti e le informazioni siano a disposizione di tutti, indipendentemente dalla nazione in cui vivono.

Tav a Chiomonte: fuoco nel cantiere

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Ancora fiamme in Valle di Susa. Un incendio ha distrutto a Bussoleno un macchinario della Geomont, una delle ditte impegnate nei lavori per il Tav nel cantiere di Chiomonte. E’ il quindicesimo episodio di una serie che si trascina dagli inizi di luglio. Ci sono alcune differenze (gli sconosciuti sono entrati in azione in pieno giorno, l’innesco non è stato trovato) ma gli inquirenti hanno già accertato che il rogo è doloso come gli altri. Le indagini hanno portato alla scoperta di materiale che dimostra la volontarietà del gesto. E pochi minuti prima che il fuoco avvolgesse il mezzo – una perforatrice cingolata – l’azienda aveva ricevuto misteriose telefonate “mute”.

Dal mondo della politica (il governatore Roberto Cota, il presidente della Provincia Antonio Saitta, il sindaco Piero Fassino, Mino Giachino del Pdl, Mario Carossa della Lega) arrivano dichiarazioni di solidarietà alle imprese valsusine e di preoccupazione per l’escalation delle minacce e degli attentati, ma le news riportano anche lo sconforto del cantautore Roberto Vecchioni: “Quando scoppiò la grana del Tav pensai istintivamente che fosse un’ingiustizia. Ora non so più chi ha ragione”. “Basta con le intimidazioni No Tav in Val Susa”, commenta, su Twitter, il senatore del Pd Stefano Esposito, da sempre convinto sostenitore della nuova linea ferroviaria Torino-Lione. Intanto il sindaco di sinistra di un paese della bassa Valle, Antonio Ferrentino, interviene per denunciare chi “fa conferenze stampa o ribadisce che il sabotaggio è legittimo” con quello che sembra un attacco al leader storico del movimento No Tav, Alberto Perino, per le sue ultime prese di posizione.

Perino ieri ha trascorso buona parte della giornata al Palazzo di Giustizia di Torino. Al mattino ha preso parte al processo in cui è imputato di “violazione di sigilli” insieme a Beppe Grillo (non presente) e altri diciannove attivisti e simpatizzanti. La vicenda è quella della baita Clarea, il presidio simbolo dei No Tav, costruita nel 2010 e oggi inglobata dal cantiere: fu messa sotto sequestro dai carabinieri ma venne ripresa dai militanti (con dimostrazioni cui prese parte anche Grillo) che la tennero fino al febbraio del 2012. 

DUE DONNE SI RIBELLANO AGLI EX COMPAGNI. E SCATTANO LE MANETTE

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Due storie parallele che si incrociano in una caserma dell’Arma per lo stesso motivo: le violenze subite dall’ex compagno. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Roma Cassia e della Stazione Roma La Storta hanno posto fine in una sola giornata a angherie, violenze e soprusi a cui erano sottoposte da mesi due donne, una cittadina filippina e l’altra cilena. 
La prima lavora come collaboratrice domestica all’Olgiata e da quando si era separata dal marito questi non la lasciava più in pace; non aveva accettato la separazione e così aveva preso a seguirla ovunque, la minacciava e in un paio di occasioni la anche picchiata. A volte si faceva trovare all’uscita della scuola frequentata dai figli per terrorizzare la ragazza, che all’ennesimo episodio si è fatta coraggio ed ha denunciato tutto ai Carabinieri. . L’ALTRA STORIA La seconda, una cittadina cilena in Italia da molti anni, vedova ed estetista,vive da sola nella casa di proprietà lasciatale dal marito italiano. La signora tempo fa contatta un operaio moldavo che vive nel suo quartiere per commissionargli dei piccoli lavori in casa. Tra i due nasce una relazione. Con la convivenza la donna scopre però che l’uomo è ‘un poco di buonò, che spesso si ubriaca e la maltratta. Lei allora lo manda via da casa ed ha così inizio il suo incubo. Lui la segue, la insulta e la minaccia ovunque la incontri. In un’occasione con un pugno in faccia le fa saltare un dente. In un’altra la manda all’ospedale per le botte subite. Ieri notte l’ultimo episodio: lui rompe il vetro di una finestra alle 2 di notte ed entra in casa. Lei terrorizzata si chiude in camera e chiama il 112. I Carabinieri arrivano prima che il peggio sia compiuto, convincono la donna a denunciare ed arrestano lo stalker. Entrambi gli arrestati si trovano ora nel carcere di Regina Coeli in attesa di processo.

Cicchitto lancia il gruppo dei dissidenti: per ora l’unico ministro è Lorenzin

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Nonostante il dietro front di Silvio Berlusconi che questa mattina al Senato ha deciso di votare la fiducia al governo Letta la scissione all’interno del Pdl si è di fatto consumata con la creazione, almeno annunciata, di un nuovo gruppo di “transfughi” dal partito del Cavaliere alla Camera e al senato. La prima prova si è avuta fin dal primo mattino, con tanto di documentazione fotografica.

Quando il ministro delle riforme, Gaetano Quagliariello è stato immortalato a Palazzo Madama con dei fogli in mano con le firme nero su bianco di 23 senatori di Pdl e Gal pronti a dire sì all’esecutivo. Ecco i loro nomi: Naccarato, Bianconi, Compagna, Bilardi, D’Ascola, Aiello, Augello, Caridi, Chiavaroli, Colucci, Formigoni, Gentile, Giovanardi, Gualdani, Mancuso, Marinello, Pagano, Sacconi, Scoma, Torrisi, Viceconte, L.Rossi, oltre allo stesso Quagliariello.

La retromarcia di Berlusconi sulla fiducia non è bastata nemmeno a frenare la scissione a Montecitorio. Dove Fabrizio Chicchitto ha annunciato la formazione di un nuovo gruppo parlamentare autonomo di 26 deputati Pdl “alfaniani”. Oltre a Cicchitto, primo firmatario, anche i deputati: Gioacchino Alfano, Paolo Alli, Maurizio Bernardo, Dorina Bianchi, Antonio Bosco, Raffaele Calabrò, Giuseppe Castiglione, Enrico Costa, Riccardo Gallo, Vincenzo Garofalo, Dore Misuraca, Antonino Minardo, Alessandro Pagano, Filippo Piccone, Vincenzo Piso, Sergio Pizzolante, Eugenia Roccella, Barbara Saltamartini, Rosanna Scopelliti, Paolo Tancredi, Raffaello Vignali.Alla schiera dei transfughi in un primo momento sembravano essersi aggiunti anche tre ministri: Beatrice Lorenzin, Nunzia De Girolamo e Maurizio Lupi.

Un’ipotesi però smentita prima dal titolare delle riforme Quagliariello: «È un’iniziativa dei parlamentari che non conosco; quello che so è che i membri del governo ne sono estranei e non si sono mossi». E poi dalla stessa De Girolamo: «Sono e resto nel gruppo parlamentare Pdl», scrive su twitter il ministro dell’Agricoltura,che aggiunge: «Oggi non si è mai parlato di nessun nuovo gruppo parlamentare».

Dal labiale di Letta allo show di Scilipoti, la giornata della “fiducia”

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Anche questo è fiducia. Il labiale immortalato dalle telecamere di Palazzo Madama, quel «grande» pronunciato da Enrico Letta nel momento in cui capisce che Silvio Berlusconi sta per fare dietrofront e annunciare il sì del Pdl alla fiducia. Un fotogramma che racconta una giornata vissuta all’insegna di colpi di scena, nervi tesi, interventi al fulmicotone e aggressione verbali (l’ex senatrice di M5s, ora al gruppo misto, che ha annunciato il suo sì alla fiducia ne sa qualcosa).

Passano i minuti, le ore. La tensione però non diminuisce, lo sconforto nelle file dei berlusconiani nemmeno. Tardo pomeriggio. Camera dei deputati. Da qualche minuto Letta ha posto anche qui la questione di fiducia. È il momento delle dichiarazioni di voto. Interviene Renato Brunetta. Sottolinea che «non è stato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a volere le larghe intese ma Silvio Berlusconi». Il vicepremier Angelino Alfano, “diversamente berlusconiano” per dirla con le sue parole, è seduto ai banchi del governo al fianco del premier. Accenna un timido batter di mani. Tre volte. Dopodiché si volge verso Letta, quasi a volergli spiegare il perchè di quel gesto.

Il frondista dissidente Carlo Giovanardi viene intercettato dai giornalisti poco prima di entrare a palazzo Madama. Non gradisce. Alla domanda su quali siano i criteri che lo spingono a dare per certo il voto pro Letta di circa 40 tra deputati e senatori del Pdl, si inalbera e risponde stizzito: «Basta vedere le loro dichiarazioni pubbliche e fare la conta, quando parlo con i giornalisti penso di avere davanti delle persone intelligenti».

Tocca al senatore Domenico Scilipoti. Incomincia, durante la riunione del Pdl, a dire che é necessario «bastonare i traditori». Poi in Aula, proprio mentre il premier Enrico Letta sta replicando sulla richiesta di fiducia al Governo, il senatore ex Idv passato – attraverso i Responsabili – con il Pdl si alza in piedi e comincia a inveire contro il presidente del Consiglio. Viene subito ripreso dal presidente Grasso, che tenta di zittirlo: «Lei non ha la parola, senatore Scilipoti». Lui tira dritto e prosegue a parlare. In tutto questo Letta continua nel suo discorso senza dar peso alle parole di Scilipoti.

Ma la discussione in Aula a palazzo Madama riserva anche altri momenti ad alta tensione. Il coordinatore del Pdl Sandro Bondi aggredisce verbalmente Mario Mauro: vergogna, ci sei riuscito, Berlusconi cade per colpa tua e del tuo piano di un anno fa. L’ex ministro del Tesoro Giulio Tremonti, in un clima sempre più da rissa, esce e se ne va: «Ho già votato contro il Governo Letta. Non ho ragioni per cambiare idea – continua -, perciò non parteciperò al voto. Però ho ragioni per considerare quanto sta accadendo tragicomico.

Economia e finanza: gli avvenimenti

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rande attesa per la riunione del cda di Telecom Italia. Per il resto, giornata densa di appuntamenti per convegni e seminari tra i quali si segnalano, a Milano, un incontro sulle Infrastrutture verdi e un seminario su “La vera impresa e’ combattere il falso”; a Roma un workshop sulla competitivita’ del Paese con Benito Benedini e un intervento dell’amministratore delegato di Intel, Brian Krzanich, alla Maker Faire Rome. A Capri si aprono i lavori di Between “Digital x Italia” con la partecipazione, fra gli altri di Pietro Scott Jovane, Franco Bassanini, Marco Patuano, Angelo Cardani

Imprese e comunicazione: dura prova per la produzione italiana

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Crisi economica, disoccupazione, consumi in calo, redditi insufficienti, difficoltà di risparmio: questi i fenomeni che ormai da qualche anno stanno mettendo a dura prova il tessuto produttivo italiano. In un periodo di recessione economica e finanziaria come quello attuale, una riduzione dei costi può rivelarsi fondamentale per la sopravvivenza di un’impresa. È necessario però operare in maniera attenta e selettiva per evitare di risparmiare su questioni strategiche che possano influire sulla capacità di pianificare in modo vincente le attività di un’azienda nel medio-lungo periodo.

Far conoscere i propri prodotti e servizi, comprendere e rilevare i bisogni dell’utenza migliorando così la propria efficacia ed efficienza, comunicare con i propri pubblici di riferimento per instaurare con essi una relazione e sviluppare in tal modo un vantaggio competitivo sui concorrenti, restano tra le priorità di un’azienda. Bisogna “saper fare” ma anche “far sapere”. Il tutto in un’ottica rigorosamente low cost. 

Il concetto di low cost fa riferimento ad un modo nuovo e più efficiente di interpretare la produzione e la commercializzazione di beni e servizi attraverso l’adozione di modelli di business innovativi, una migliore gestione dei processi produttivi, l’utilizzo del canale e-business ma anche una maggior efficienza per ciò che riguarda i flussi informativi. 
A fronte di un contesto economico e finanziario caratterizzato da forte incertezza e volatilità, le imprese di oggi dunque giocano la carta del web definendo strategie innovative che mirano a massimizzare l’efficacia delle leve del marketing e della comunicazione, selezionando i mezzi in grado di garantire la maggiore ottimizzazione degli investimenti senza compromettere l’efficacia del prodotto comunicativo. 
L’accesso all’informazione globale, la convergenza tra telecomunicazioni, computer e media tradizionali, l’interattività, la possibilità di disporre di contenuti multimediali diversi su un medesimo supporto, la personalizzazione e l’ubiquità dell’informazione grazie ai dispositivi wireless, hanno avviato un processo di trasformazione profondo, radicale e pervasivo che ha interessato il mondo delle imprese senza distinzioni.

Inoltre in contesti di mercato decisamente saturi come quelli odierni, in cui è necessario strapparsi i clienti l’un l’altro, dove la comunicazione tradizionale è quasi assordante e per questo meno efficace, il word of mouth diventa uno strumento strategico ai fini della reputazione aziendale. I contenuti ora possono essere trasferiti all’esterno dell’azienda in modo virale, girare ed essere condivisi su più mezzi e su più piattaforme contemporaneamente secondo la logica della multicanalità, colpire target specifici e sfruttare le caratteristiche di ciascuno strumento per raggiungere obiettivi di marketing mirati. Così, posizionamento organico sui motori di ricerca, Keywords Advertising, display advertising, Social Network, blog, e-mail marketing, wiki, diventano le nuove parole d’ordine per curare l’immagine aziendale e fidelizzare l’utente rendendo il proprio brand riconoscibile agli occhi degli stakeholder attuali e potenziali. 

Lo spazio relazionale è cambiato: alle imprese è richiesta una nuova forma mentis che parta dalle istanze dei consumatori non più come elemento astratto ma espressione di un pubblico attivo. Interagire in modo efficace ed economico direttamente con il proprio target di riferimento, non solo all’interno di un sito aziendale ma nell’intero spazio del web, diviene un aspetto fondamentale nello scenario competitivo odierno. 
Le imprese, dapprima abituate a basare la propria comunicazione su flussi comunicativi principalmente unidirezionali in cui i contenuti venivano preconfezionati e spinti per essere fruiti dal pubblico in maniera indistinta, avvertono ora il bisogno di comunicare con un pubblico più ampio, di creare uno spazio per lo scambio di informazioni, ma soprattutto permettere agli utenti di condividere e partecipare. 
È questa la vera rivoluzione della comunicazione 2.0, quella che si gioca tutta su Internet, sulle strategie di individuazione degli angoli giusti della rete, sull’ascolto delle opinioni, sulla partecipazione attiva del consumatore, fruitore ma allo stesso tempo agente nella complessa dinamica del consumo sempre più bidirezionale. Il valore aggiunto dunque non risiede più solo nello scoprire quali siano gli strumenti migliori per presentare il proprio prodotto ma la possibilità farsi raggiungere da chiunque e ovunque. Il tutto a costi nettamente inferiori rispetto alle tradizionali attività di marketing e comunicazione off line, sia in termini assoluti sia di ritorno sugli investimenti.

Comunicare in un’ottica low cost, grazie alle nuove tecnologie, oggi diventa dunque possibile fermo restando che una reale adesione al progetto imprenditoriale da parte dei propri stakeholder deriva da una comunicazione intesa come risorsa strategica, inserita in un modello culturale e operativo di lungo termine, parte fondamentale del sistema generale di impresa e non come mera funzione da attivare sporadicamente in situazione di crisi o in fase di vendita e promozione.