25 Ottobre 2026, domenica
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Oro contro mattone, la sfida dell’autunno

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La crisi economica impone prudenza negli investimenti, ma anche una ricerca mirata verso rendimenti sicuri e protezione del capitale. Una cautela oggi necessaria anche nei confronti di due beni rifugio per eccellenza come l’oro e il mattone, sotto i riflettori più per l’andamento poco confortante che per la certezza della resa. L’oro da inizio anno ha perso oltre il 20%, il mattone è in crisi da sei anni ormai. E lo shutdown americano degli ultimi tre giorni potrebbe comprimere ulteriormente i valori del metallo giallo. Quale futuro dunque?

Anja Hochberg, Head Investment Strategy dell’Asset Management di Credit Suisse, ritiene che l’oro come il real estate siano entrambi utili e importanti elementi per diversificare il portafoglio. “Mentre non vediamo dei rialzi rilevanti per l’oro nei prossimi due mesi – dice -, di fatto nel lungo periodo l’oro è ben supportato ed è un ottimo hedge di lungo specie nei confronti dell’inflazione. Ed è percepito come un bene rifugio”.
Quale sarà il trend per il real estate in Italia e in Europa? “Anche se di fatto al momento per i prossimi mesi preferiamo gli Usa e alcuni mercati asiatici, in Europa manteniamo un atteggiamento positivo specie verso la Germania.

Il costo/opportunità di detenere oro peggiora in un contesto di tassi che tendono al rialzo. Peraltro a oggi potrebbe continuare il rischio di sell off visto nei mesi precedenti. “L’oro è un asset che performa bene nei periodo di crisi -dice – ed è un ottimo hedge per l’inflazione e per gli imprevisti. Non dimentichiamoci che il mercato dell’oro è globale e quindi è un asset estremamente liquido”. Molto meno liquido è il mercato immobiliare. Soprattutto in Italia in questa fase. Ed è legato a un singolo mercato di riferimento. Il real estate può dare rendimenti che in questa fase di post-correzione dei prezzi si sono fatti interessanti. “Fatte queste considerazioni riteniamo preferibile investire in real estate, viste le previsioni di una lenta uscita dalla crisi dell’Europa e di attese di tassi bassi ancora per un periodo, come indicato da Draghi”.

Il mattone è l’oro delle famiglie italiane
Antagonista dell’oro potrebbe essere il mattone. Altro bene rifugio per eccellenza, meno liquido ma in alcuni casi più appetibile.
Il mattone è vero non dà cenni di ripresa a breve, anche se qualche operatore intravede timidi segnali di decelerazione nella discesa. Nomisma prevede una stabilizzazione delle compravendite, con un cambio di intonazione tra la prima e la seconda parte dell’anno. “Di fatto il 2013 è il punto più basso del mercato in termini di transazioni – dice Luca Dondi, direttore generale di Nomisma -. Sul fronte prezzi, invece, prevediamo ancora cali, anche per tutto il 2014, che complessivamente saranno dell’entità del 6-7% circa in termini nominali (per ottenere il calo in termini reali bisogna considerare anche l’inflazione, e si arriva al 10%)”. Qualcuno avanza l’ipotesi di cali ben più consistenti per vedere domanda e offerta incontrarsi di nuovo.

Ci sono poi degli aspetti fiscali che penalizzano il mattone nel breve periodo. L’Imu sulla seconda casa, le tasse e la fiscalità penalizzante se si vende entro i 5 anni. Se si guarda a un arco di 10 anni almeno allora il mattone resta un mercato interessante.
“Chi ha comprato nel 1990 e venduto nel 2000 ha guadagnato il 30% – dice Breglia -. L’oro oscilla di più, visto proprio il trend nell’ultimo periodo. Il mattone ha una banda di oscillazione massima in termini reali del 20%”.
È vero poi, sostiene Breglia, che il mattone è molto più lento nelle reazioni, ma nemmeno l’oro è così facilmente liquidabile, se si pensa che i gioielli si vendono a peso e se si considerano anche le truffe dovute alle bilance truccate.

Lampedusa, la più grande tragedia del mare

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Sono un centinaio gli immigrati morti nel relitto del barcone naufrato stamattina a davanti alle coste di Lampedusa. Lo si apprende da fonti qualificate del coordinamento dei soccorsi. Lo scafo si è rovesciato ed è affondato trascinando con sé almeno cento profughi, intrappolati all’interno. Al bilancio dei soccorritori si aggiungono 93 cadaveri recuperati a terra e 151 sopravvissuti. Le prime stime indicano che l’imbarcazione ospitava “almeno” 500 persone. Tra i corpi recuperati si contano 4 bambini e almeno 4 donne, una delle quali incinta.

L’imbarcazione si è capovolta nella notte «a mezzo miglio dall’Isola del coniglio» di fronte a Lampedusa. Il sindaco dell’isola Giusi Nicolini riferisce anche che tra i superstiti è stato individuato e fermato un presunto scafista. È un giovane tunisino che era stato raccolto tra i superstiti riconosciuto da un gruppo di migranti. I cadaveri, che si trovano al momento sul molo Favarolo a Lampedusa, saranno trasferiti nell’hangar dell’aeroporto.

Con l’isola già in piena emergenza, si è consumato il dramma del naufragio del secondo barcone: «Probabilmente, si è capovolto a causa dei movimenti scomposti delle centinaia di persone a bordo, nel momento in cui hanno visto terra«, ha spiegato l’operatore sanitario «in base a quella che è la mia esperienza». con un’inchiesta di Roberto Galullo.

Alle 13 circa è stato individuato il relitto del barcone naufrato stamattina davanti alla costa dell’Isola dei conigli a Lampedusa. Il natante è quasi completamente affondato ed è stato avvistato dai piloti di un ATR42 della Guardia costiera. Dal mare affiora una piccola parte dello scafo, che ha preso fuoco dopo che i passeggeri avevano acceso un falò per segnalare la loro presenza e farsi soccorrere. L’incendio ha scatenato il panico a bordo e la barca si è rovesciata per poi affondare.

Proprio oggi, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano era intervenuto sul tema del diritto di asilo. In un messaggio inviato per la presentazione del «Rapporto Italiani nel Mondo 2013» della Fondazione Migrantes, Napolitano ha invita a rivedere con «maggiore sensibilità» le politiche di accoglienza. «La tragedia di Ragusa con 13 morti vittime di criminali scafisti (l’episodio che ha preceduto la tragedia di oggi, ndr) scuote le nostre coscienze e impone a noi tutti di porre in essere le misure necessarie per evitare il ripetersi di queste tragedie.

 

Lampedusa, dietro le traversate stranieri residenti in Italia e mafia

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Stranieri residenti in Italia, con permesso di soggiorno o cittadinanza italiana, molto legati al proprio Paese d’origine e poco propensi a collaborare con gli italiani: è l’identikit di chi organizza le traversate dei migranti .

Sul Sole 24 Ore Roberto Galullo traccia l’identikit delle associazioni di trafficanti di esseri umani. Sono gruppi composti in “cellule”, che operano in diverse regioni italiane e in altri Paesi, africani ed europei. Queste cellule sono collegate tra loro ma mantengono una propria autonomia. Hanno contatti stabili con gruppi criminali attivi nei Paesi di provenienza. Hanno elevate capacità organizzative e operative: solo così, infatti, riescono a gestire in pochi giorni il trasferimento di clandestini dal nord Africa al nord Europa. Allo stesso tempo mantengono un basso profilo. Usano le stesserotte del traffico dei migranti per il traffico di droga e armi, in alcuni casi collaborando con cellule terroristiche.

Ad aiutare questi trafficanti di uomini ci sono in molti casi le mafie italiane, sottolinea Galullo. In particolare la ‘ndrangheta, che intercetta i traffici e li indirizza verso la prostituzione e lo spaccio di droga.

Per questo Galullo ricorda quanto detto dal sostituto procuratore nazionale antimafia Maurizio De Lucia, riferendosi allo sfruttamento della mano d’opera in agricoltura: “Appare opportuno pensare a forme concrete di premialità per i casi di immigrati clandestini che collaborano con la giustizia“.

Esplode caldaia a scuola: poteva essere una strage

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l pensiero che avrebbero potuto essere coinvolti dei bambini fa accapponare la pelle. Per fortuna i ragazzini erano andati via da poco più di un’ora. Una esplosione è avvenuta ieri intorno alle 18 nella scuola di Piano d’Accio, a Nepezzano di Teramo. Solo il caso ha voluto che la scuola fosse vuota al momento dell’esplosione perché altrimenti potevano scapparci diversi morti. La deflagrazione si è verificata nel locale caldaia, i cui muri sono stati devastati: seriamente danneggiati sia l’ala che ospita al piano terra le aule, deserte dalle 16,30 quando si erano concluse le attività, sia, al primo piano, la sede del Centro Servizi per il Volontariato dove, per fortuna, ma i cinque operatori presenti in quel momento non hanno riportato conseguenze; lesionate più di tutte la cucina e una classe della sezione C. Sul luogo del crollo sono poi giunti il sostituto procuratore Giovagnoni, poi il procuratore capo, Bruno Auriemma. Facile prevedere che già in queste ore il magistrato dovrebbe affidare una perizia tecnica. I Vigili del fuoco di Teramo hanno rimosso le macerie e bonificato l’area. Rilevanti sono le lesioni anche ad alcune strutture portanti dell’edificio, è praticamente certo che le lezioni saranno formalmente interdette a tempo indeterminato.

Il redditometro al ristorante (cd tovagliometro) non è attendibile sulle cerimonie

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redditometro 

Secondo la CTR di Brescia nella sentenza n. 18/63/13 la metodologia di rideterminazione induttiva,  basata sulla ricostruzione indiretta dei ricavi di un’impresa di ristorazione, effettuata mediante l’applicazione del prezzo medio di un pasto al numero delle prestazioni fornite, stimate sulla scorta del consumo dei tovaglioli, non è attendibile nei confronti di un ristorante che effettua prevalentemente cerimonie e banchetti.

I Giudici in sentenza hanno affermato che: “Pare logico ritenere che la porzione delle singole portate di un banchetto, atteso il loro ingente numero, non possa paragonarsi a quelle del normale pasto quotidiano”.

L’accertamento analitico-induttivo (ex art. 39, primo comma, lettera d) del DPR 600/73) basato sul cosiddetto “tovagliamento” ridetermina i ricavi di un’impresa di ristorazione sulla base del consumo unitario di tovaglioli utilizzati, attribuendo la teoria secondo cui ogni cliente per singolo pasto utilizza un tovagliolo, cosi ridetermina il numero dei pasti consumati, che moltiplicato per il prezzo medio praticato per persona, viene ridetermina il volume d’affari accertato.

Questa metodologia induttiva, secondo quanto affermato i Giudici della CTR di Brescia, non è attendibile se l’attività prevalente del ristorante è quella di organizzare cerimonie e banchetti.  In quanto questi tipi di eventi non possono essere patagonati al normale servizio di pasto giornaliero, ne sotto l’aspetto delle materie prime utilizzate per la preparazione ne sotto il profilo dei tovagloli utilizzati.

Pertanto, ci troveremo di fronte all’inattendibilità della ricostruzione induttiva del volume d’affari  se il metodo di determinazione dei ricavi è fondato sul riscontro dei tovaglioli utilizzati da un ristorante e sulla stima del numero dei pasti serviti, in quanto viziato.

Rusciano Mariarosaria

Sabato rischio nubifragi su tirreniche e Liguria, Domenica al Sud e adriatiche

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L’autunno spara una grossa cartuccia destinata all’Italia, nel mirino di piogge e temporali anche forti per il secondo weekend consecutivo . E’ infatti in arrivo una perturbazione atlantica responsabile di un primo peggioramento già Venerdì sui settori occidentali del Paese, con piogge sparse entro la notte in particolare su Nordovest, tirreniche, Isole, localmente anche a carattere di rovescio e temporale; saranno già possibili primi intensi fenomeni tra Piemonte, Liguria e Toscana.

Ma sarà Sabato che il maltempo entrerà nel vivo.
C’è la possibilità di fenomeni molto intensi, anche a carattere di nubifragio, in particolare su Liguria, Toscana, Lazio, Campania e Sicilia, con rischio di locali allagamenti o dissesti idrogeologici;  allerta dunque per città come Genova, Roma, Napoli. Piogge invece in genere più deboli al Nord, di tipico stampo autunnale, salvo fenomeni più incisivi come già detto su Liguria, ma anche basso Piemonte ed Emilia Romagna; in genere più deboli ed intermittenti le precipitazioni su estremo Nordest e Alpi.

Domenica ancora piogge ed acquazzoni sul gran parte del Paese – In tal frangente saranno Sud e Sicilia più a rischio violenti temporali e nubifragi, con possibili allagamenti e dissesti idro-geologici; piogge a tratti copiose e molto abbondanti anche tra Romagna, Marche ed Abruzzo, per rotazione delle correnti dai quadranti orientali. Rovesci invece più irregolari sulle tirreniche, mentre i fenomeni tenderanno parzialmente ad attenuarsi al Nordovest per lieve effetto di caduta alpino.

Le più gravi alluvioni di Ottobre sull’Italia negli ultimi 50 anni

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Ottobre è un altro mese ad alto rischio alluvionale per l’Italia; questo perchè le perturbazioni in arrivo trovano accoglienza in un mare ancora caldo che ne esalta le potenzialità. La cronaca italiana apre un vasto ventaglio di casistiche alluvionali in questo mese, alcune davvero tragiche; ecco alcune tra le più gravi degli ultmi 50 anni:

25 Ottobre 2011: alluvione nello Spezzino e in Lunigiana; oltre 500mm di pioggia in meno di 6 ore; esondazione di numerosi fiumi tra cui Vara, Magra e Taro; 12 vittime

4 Ottobre 2010: alluvione tra genovese e savonese, colpite in particolare Sestri Ponente, Varazze, Cogoleto; fino a 300-400mm di pioggia in poche ore, 1 vittima

5 Ottobre 2010: alluvione a Prato e provincia per nubifragio, 3 vittime

1 Ottobre 2009: alluvione nel messinese per violenti temporali; numerose frane e smottamenti; 36 vittime

22 Ottobre 2008: alluvione nel cagliaritano, colpita in particolare Capoterra per violenti nubifragi, 5 vittime

13-16 Ottobre 2000: alluvione in Piemonte per piogge copiose e persistenti; coinvolte anche Valle d’Aosta e Lombardia, dove esondarono il Po e diversi affluenti. Si contarono 23 vittime e 40.000 sfollati.

7-8 Ottobre 1977: ancora alluvione su Piemonte e Valle d’Aosta per violenti rovesci; 15 vittime

7-8 Ottobre 1970: alluvione a Genova per esondazione dei torrenti Bisagno, Leira, Chiaravagna, Cantarena; picchi pluviometrici di 900mm in 24 ore. Si contarono ben 44 vittime

Andando ancora più indietro nel tempo ritroviamo alluvioni gravissime come quella di Salerno il 25-26 Ottobre 1954 che costò la vita a 318 persone e ancora quella di Reggio Calabria il 21 Ottobre 1953 che causò 51 vittime.

DONNA 39ENNE MUORE AL POLICLINICO DOPO IL PARTO: AVVIATA UN’INDAGINE

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Una donna indiana di 39 anni è morta ieri al Policlinico Umberto I dopo aver partorito lo scorso 29 agosto. Il marito della 39/enne ha sporto denuncia per omicidio colposo. La donna era stata ricoverata il 28 agosto e aveva partorito il giorno seguente. Sono in corso indagini per chiarire le cause della sua morte. La Regione Lazio, appresa la notizia della donna deceduta al Policlinico Umberto I, ha immediatamente richiesto al direttore Generale della struttura ospedaliera romana una relazione su quanto accaduto per avere «maggiori e dettagliate informazioni». La donna indiana di 39 anni morta ieri al Policlinico Umberto I di Roma aveva subito lo scorso 29 agosto «un parto cesareo molto difficile» e al momento del decesso si trovava nel reparto di rianimazione. È quanto si apprende da fonti sanitarie dell’ospedale. La donna, dopo il parto, non è mai ritornata a casa, e il suo caso è stato definito dai sanitari «molto complicato». A quanto pare, inoltre, le condizioni di salute della donna non sono state sempre costanti: questo l’avrebbe portata a essere ricoverata in più reparti del policlinico romano. Sempre a quanto risulta da fonti sanitarie, la donna era già uscita in precedenza dalla rianimazione, per poi rientrarci.

GETTÒ IL FIGLIO NEONATO NEL TEVERE, RIPARTE IL PROCESSO OGGI: “NO ALL’INFERMITÀ MENTALE”

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No alla condanna per infermità mentale nei confronti del papà che gettò il figlioletto nel Tevere. Prende il via oggi – tra le polemiche – il processo di secondo grado a carico di Patrizio Franceschelli che, il 4 febbraio 2012, prese il figlio Claudio, di pochi mesi. L’associazione Valore Donna, che tutela la famiglia del piccolo Claudio, attacca infatti in una nota l’omicida: “Come se nulla fosse, gettò il piccolo da Ponte Mazzini dentro al Tevere, facendolo affogare in una mattinata in cui l’acqua era gelida a causa della nevicata della notte prima. Un gesto che definire insano e crudele è poco – commenta la Presidente di Valore Donna, Valentina Pappacena -. Una tragedia che nessuno riesce e potrà mai dimenticare. Una crudeltà, soprattutto se tenuto conto che si tratta di un padre; un gesto inspiegabile e soprattutto ingiustificabile. Il padre di Claudio fu condannato, in primo grado a 30 anni ed ora i suoi avvocati cercheranno di tornare a percorrere la tesi dell’infermità mentale per un uomo che invece, a detta di tutti, quella terribile mattina era assolutamente capace di intendere e di volere».

TROVATO IN CASA CON 41 CHILI DI DROGA: NIENTE CARCERE. “LE CELLE SONO TUTTE PIENE”

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Ennesimo maxi sequestro di marijuana nel Piovese: 41 chili e mezzo. Il “deposito” è stato scoperto a casa di Massimiliano Ferretto,48 anni, residente in una elegante villa di via Vigna, nelle campagne diArzergrande. Ma lui non andrà in carcere restando ai domiciliari appunto nella sua villa. Schiva il carcere in virtù di una norma di recente approvazione, finalizzata a contrastare il fenomeno del sovraffollamento delle carceri. Nel caso di Ferretto – che risulta da tempo disoccupato – il pm Vartan Giacomelli ha ritenuto adeguata la detenzione domiciliare sia perchè è incensurato sia per l’assenza di elementi idonei a sostenere l’accusa di spaccio. Il quarantaseienne è stato infatti indagato soltanto per coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti.