15 Maggio 2021, sabato
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Il redditometro al ristorante (cd tovagliometro) non è attendibile sulle cerimonie

redditometro 

Secondo la CTR di Brescia nella sentenza n. 18/63/13 la metodologia di rideterminazione induttiva,  basata sulla ricostruzione indiretta dei ricavi di un’impresa di ristorazione, effettuata mediante l’applicazione del prezzo medio di un pasto al numero delle prestazioni fornite, stimate sulla scorta del consumo dei tovaglioli, non è attendibile nei confronti di un ristorante che effettua prevalentemente cerimonie e banchetti.

I Giudici in sentenza hanno affermato che: “Pare logico ritenere che la porzione delle singole portate di un banchetto, atteso il loro ingente numero, non possa paragonarsi a quelle del normale pasto quotidiano”.

L’accertamento analitico-induttivo (ex art. 39, primo comma, lettera d) del DPR 600/73) basato sul cosiddetto “tovagliamento” ridetermina i ricavi di un’impresa di ristorazione sulla base del consumo unitario di tovaglioli utilizzati, attribuendo la teoria secondo cui ogni cliente per singolo pasto utilizza un tovagliolo, cosi ridetermina il numero dei pasti consumati, che moltiplicato per il prezzo medio praticato per persona, viene ridetermina il volume d’affari accertato.

Questa metodologia induttiva, secondo quanto affermato i Giudici della CTR di Brescia, non è attendibile se l’attività prevalente del ristorante è quella di organizzare cerimonie e banchetti.  In quanto questi tipi di eventi non possono essere patagonati al normale servizio di pasto giornaliero, ne sotto l’aspetto delle materie prime utilizzate per la preparazione ne sotto il profilo dei tovagloli utilizzati.

Pertanto, ci troveremo di fronte all’inattendibilità della ricostruzione induttiva del volume d’affari  se il metodo di determinazione dei ricavi è fondato sul riscontro dei tovaglioli utilizzati da un ristorante e sulla stima del numero dei pasti serviti, in quanto viziato.

Rusciano Mariarosaria

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