8 Maggio 2021, sabato
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Nel Pdl nervi a fior di pelle

Sull’orlo di una crisi di nervi, tra lo scontento per la manovra del governo Letta, troppo carica di incognite fiscali, e il pericolo ormai imminente di un voto rapido che sancisca la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. Il Pdl è precipitato in uno psicodramma dopo che la corte di appello di Milano ha rideterminato in due anni il periodo di interdizione del Cavaliere dai pubblici uffici  e ieri la tensione è salita letteralmente alle stelle. Tanto che Daniela Santanchè ha accusato di tradimento non soltanto il Partito democratico, ma addirittura il presidente della repubblica Giorgio Napolitano. “Il primo traditore è  il Pd perché è venuto meno ai patti. Poi c’è il presidente della Repubblica, che sta facendo il suo secondo mandato perché lo ha proposto Silvio Berlusconi”, ha detto  a L’arena in onda su Rai 1. “Napolitano ha tradito,  l’ho votato ma oggi non lo voterei più perché la pacificazione promessa non c’è e ricordo che invece quando vuole il presidente della Repubblica le strade le sa trovare… Ora deve mantenere la parola data, deve essere arbitro della Costituzione e non un giocatore”. Parole durissime, che hanno indotto i  capigruppo del Pdl al senato e alla camera, Renato Schifani e Renato Brunetta, a prendere le distanze da Santanchè  con un comunicato che parla di “gravi affermazioni dell’onorevole Santanchè” e il ministro Maurizio Lupi a dichiararsi “molto dispiaciuto” per le parole della collega di partito.

Anche sulla questione fiscale, dopo che Santanchè  ha parlato di “rischio per il governo, perché Berlusconi non consentirà  che si aumentino le tasse, che l’Imu torni sottoforma di un’altra tassa e che non ci siano soldi per il taglio del cuneo fiscale”, sia Schifani, sia il presidente della commissione bilancio di palazzo Madama,  Antonio Azzollini, hanno tirato il freno a mano: “Sono certo che anche i ministri del Pdl faranno la loro parte e che il governo Letta saprà far suoi tutti i suggerimenti a parità di saldi”, ha detto il capogruppo del Pdl a palazzo Madama. Mentre Azzollini ha attaccato chi esprime “giudizi affrettati sulle tasse della nuova legge di Stabilità.

A completare l’immagine di un partito alle prese con una difficile fase di transizione, l’intervista di Fabio Fazio a Raffaele Fitto, ex governatore della Puglia  e tra i leader dei lealisti del Pdl: “Serve un dibattito all’interno del partito”, ha spiegato. “Non ho nulla contro il segretario Angelino Alfano, ma la mia è una posizione politica. Bisogna tornare a quanto detto dal nostro leader Berlusconi, che prende milioni di voti. Bisogna stabilire regole per l’immediato e per il futuro. Non penso a una fase postberlusconiana”.

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