8 Maggio 2021, sabato
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Pd-Pdl aspettano al varco la manovra

E anche la legge di stabilità 2014-2016 non fa eccezione, se è vero che i partiti che fanno parte della maggioranza, Pd, Pdl e anche Scelta civica, sono pronti a presentare una vagonata di emendamenti che potrebbero fare lievitare il conto di circa 10 miliardi. Mentre i sindacati, Cgil, Cisl e Uil in testa, oggi potrebbero raggiungere l’intesa sullo sciopero generale già minacciato contro la manovra e anche Confindustria non nasconde la propria delusione. Certo è che da domani in parlamento, nelle aule delle commissioni, comincerà per il premier Enrico Letta una battaglia di posizione difficilissima e dall’esito per nulla scontato. Già, perché la manovra si scontra con la volontà di cambiamento manifestata da Pd e Pdl. Il partito guidato da Guglielmo Epifani ha già chiesto modifiche per la riduzione del cuneo fiscale sul costo del lavoro, per fare in modo che i circa 14 euro in più al mese che i lavoratori dipendenti si troverebbero in tasca con le misure appena varate diventino una cifra più consistente.

Epifani stesso ha chiesto modifiche importanti alla parte della manovra che riguarda lo stato sociale, con più risorse e una maggiore attenzione alle categorie più deboli. Ma dall’altra parte delle Larghe intese il Pdl paventa il rischio che la sostituzione dell’Imu con Trise, Tasi e Tari comporti un aumento delle tasse invece che l’atteso e promesso calo dell’imposizione sugli immobili. Al  punto che il ministero dell’Economia guidato da Fabrizio Saccomanni è stato costretto a negare con un comunicato che le nuove imposte siano più pesanti dell’Imu cancellata.

Altro capitolo, il taglio lineare delle agevolazioni (le cosiddette  tax expenditures) che il Pd vorrebbe evitare.  Il governo ha previsto nelle legge di stabilità, a partire però dal 2015 se non si troveranno le necessarie coperture, la riduzione al 18% con effetto retroattivo già sul 2013 delle detrazioni al 19%, come quelle sulle spese sanitarie o per interessi sui mutui.   Dal 2014 in poi queste detrazioni sarebbero ulteriormente ridotte al 17%.

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