5 Marzo 2024, martedì
HomeItaliaEconomiaSCIOPERO DEL 15 NOVEMBRE 2013: SOLIDARIETA' E AZIONE, INSIEME

SCIOPERO DEL 15 NOVEMBRE 2013: SOLIDARIETA’ E AZIONE, INSIEME

download (1)Gli impegni d’aula mi trattengono alla Camera per le interpellanze urgenti in programma al mattino, ma non posso mancare d’essere al fianco di quanti scenderanno in piazza oggi per manifestare, nella giornata di sciopero, la preoccupazione e la volontà di azione comune per affrontare le difficoltà del sistema produttivo nella nostra regione e specialmente in provincia di Pordenone. L’unità a difesa del sistema produttivo, è l’elemento fondamentale da cui partire per far fronte ai deficit che la crisi ha messo in evidenza. Solidarietà e azione devono aiutarci a colmare i vuoti che rischiano di aprirsi e spingerci verso il futuro con una rinnovata e innovativa capacità imprenditoriale.

Anche l’iniziativa di spinta e sostegno a livello parlamentare è trasversale e unitaria. Dopo il question time dei giorni scorsi, in questi giorni, insieme alla collega trevigiana Simonetta Rubinato e a molti altri, abbiamo interpellato con urgenza la presidenza del Consiglio dei Ministri a partire dal caso Electrolux sulla crisi dell’elettrodomestico per chiedere in modo chiaro: se non ritenga di avocare a sé l’iniziativa in materia per istituire con estrema urgenza il tavolo nazionale per il settore dell’elettrodomestico di concerto con il Ministero dello sviluppo economico e con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, coinvolgendo le rappresentanze sindacali e di categoria, nonché le Regioni interessate, stante l’urgenza di intervenire in un comparto produttivo strategico per l’industria in Italia, alla pari di Fiat, Alitalia e Telecom, per definire entro i prossimi mesi una strategia di politica industriale di breve e medio periodo e per implementare con urgenza le azioni necessarie per il rilancio del settore, inclusa la sorveglianza di mercato per il sostegno e la difesa del valore aggiunto del prodotto italiano, affinché possa continuare a dare il suo importante contributo alla crescita del Paese e alla salvaguardia dei livelli occupazionali; se non ritenga, in occasione del semestre italiano della presidenza europea, di affrontare la questione del declino del mercato europeo occidentale dell’elettrodomestico e del rischio della desertificazione produttiva nei paesi nell’Europa occidentale a causa della delocalizzazione del “bianco” nei paesi dell’Europa dell’Est, ponendo a tema delle politiche comunitarie, di concerto con il Vicepresidente della Commissione europea con delega per l’Industria e l’Imprenditoria Antonio Tajani, la situazione di insostenibile disparità tra i paesi membri in tema di costo del lavoro e dei servizi; se non ritenga di intervenire direttamente nei confronti della proprietà e del management di Electrolux per rendere esplicita la volontà del Paese di mantenere una forte presenza del Gruppo in Italia, sollecitando l’operatività del tavolo di confronto già esistente presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministro dello Sviluppo Economico tra i vertici dell’azienda Electrolux ed i sindacati, coinvolgendo anche le Regioni interessate, in particolare Veneto e Friuli Venezia Giulia, e le amministrazioni locali, con l’obiettivo da un lato di verificare l’attuazione da parte di Electrolux del piano di allineamento, assestamento e ripresa industriale nei termini concordati nel marzo 2011, e, dall’altro, di individuare nuove misure di sostegno alla competitività che possono essere messe in campo dalle istituzioni e dalle parti sociali e quelle di competenza dell’azienda che consentano di salvaguardare i poli produttivi in Italia, in particolare quelli di Susegana e Porcia, ed i livelli occupazionali, potenziando in ogni caso il settore strategico della R&S e lavorando infine anche sulla proposta di assegnazione delle aree dismesse dalla multinazionale svedese nei due siti alle società strumentali delle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, per dare corso ad un piano di reindustrializzazione, che potrebbe comprendere anche l’ipotesi di interventi di ottimizzazione energetica utili al rilancio degli investimenti; se non ritenga infine di attivare l’introduzione anche in Italia di norme fiscali sulle riorganizzazioni transfrontaliere e delocalizzazioni che, sull’esempio di quanto già avviene in alcuni paesi quali la Germania, nel rispetto della normativa comunitaria, salvaguardino l’interesse economico e sociale nazionale pur senza contraddire i principi della libera concorrenza e della libertà di stabilimento.

Trasmesso e pubblicato

Ufficio Stampa

On. Giorgio Zanin

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti