21 Settembre 2026, lunedì
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Nel “Tinder banking” di Mediobanca, dopo Commerzbank UniCredit può fare match con Santander

Il risiko bancario europeo entra nella fase delle grandi combinazioni. Mediobanca Research analizza 12 istituti e individua gli incastri potenzialmente più compatibili per costruire gruppi capaci di competere con i colossi statunitensi

Se il risiko bancario europeo fosse davvero Tinder, UniCredit avrebbe già superato il primo appuntamento con Commerzbank. Il secondo, secondo Mediobanca Research, potrebbe condurre molto più a Sud, fino alla Spagna di Santander.

È uno degli scenari che emergono dal report “Tinder banking, alla ricerca dei futuri campioni dell’Ue”, con cui gli analisti di Piazzetta Cuccia hanno passato al setaccio 12 grandi banche europee per misurarne il grado di compatibilità e individuare le combinazioni potenzialmente in grado di dar vita a nuovi campioni continentali.

L’idea di fondo è che all’Europa servano banche molto più grandi, diversificate e internazionali. Non soltanto per una questione di dimensioni, ma soprattutto per colmare il divario con i grandi gruppi americani e riportare sotto un maggiore controllo europeo una parte delle attività finanziarie strategiche.

Il triangolo UniCredit, Commerzbank e Santander

Tra gli incastri che, secondo l’analisi di Mediobanca, presentano il più elevato grado di compatibilità c’è quello a tre fra UniCredit, Commerzbank e Santander.

Il punto di partenza è il rafforzamento del gruppo italiano nella banca tedesca. Un eventuale passo ulteriore verso Santander allargherebbe sensibilmente il perimetro geografico del gruppo, mettendo insieme tre piattaforme con una presenza significativa in mercati europei differenti.

È proprio la complementarità, più ancora della semplice taglia, a determinare l’attrattività delle combinazioni esaminate. Per Mediobanca, le fusioni possono produrre benefici più consistenti quando mettono insieme reti retail solide ma distribuite su mercati diversi, accompagnate da attività capaci di alimentare fonti di ricavo differenti.

Al contrario, il potenziale di un’aggregazione si riduce quando le attività si sovrappongono eccessivamente oppure quando la redditività complessiva non offre margini sufficienti per sostenere i costi e la complessità dell’operazione.

Santander, possibile partner anche per la Francia

Nel “Tinder bancario” di Piazzetta Cuccia, Santander non è però soltanto il possibile terzo vertice del triangolo con UniCredit e Commerzbank. Il gruppo spagnolo compare infatti anche in altri abbinamenti ad alta compatibilità, in particolare con due protagonisti del sistema francese: BNP Paribas e Crédit Agricole.

Il filo conduttore è sempre lo stesso: costruire gruppi con una scala tale da ridurre la distanza dai giganti finanziari statunitensi.

Mediobanca evoca il modello delle “JP Morgan europee”, banche sufficientemente grandi e diversificate da poter competere non soltanto nel credito a famiglie e imprese, ma anche nell’investment banking. Un terreno sul quale, dall’inizio della crisi finanziaria del 2008-2009, le banche americane hanno progressivamente rafforzato la propria posizione rispetto alle concorrenti europee.

Ma il tema non riguarda soltanto la finanza.

Per gli analisti, la creazione di grandi gruppi bancari europei si intreccia con la capacità dell’Unione di finanziare gli investimenti necessari nei prossimi anni, dall’energia alle telecomunicazioni, dalle infrastrutture alla difesa.

È qui che il consolidamento bancario assume una dimensione più ampia. Il problema, nella lettura di Mediobanca, non è semplicemente avere banche più grandi, ma disporre di intermediari europei in grado di sostenere progetti industriali che richiedono capitali ingenti e una capacità di finanziamento su scala continentale.

L’Italia può essere l’innesco del risiko europeo

E il detonatore di questo processo potrebbe arrivare proprio dall’Italia.

Secondo Mediobanca Research, le operazioni di M&A domestiche potenzialmente capaci di creare banche di dimensione europea potrebbero innescare un effetto domino oltreconfine. Il consolidamento italiano, dunque, potrebbe non essere il punto di arrivo del risiko, ma il suo possibile punto di partenza.

Sul quadro italiano, tuttavia, Mediobanca pone un’importante cautela. Piazzetta Cuccia segnala infatti di essere “restricted” e di non poter esprimere valutazioni su alcuni istituti direttamente o indirettamente coinvolti nelle operazioni in corso. Tra questi figurano Intesa Sanpaolo, Mps, Banco Bpm, Banca Generali, Unipol e Bper.

Il report va quindi letto per quello che è: un esercizio di analisi delle possibili combinazioni, non la fotografia di trattative già avviate.

Dalla logica domestica alla partita continentale

Il messaggio che emerge, però, è difficile da ignorare. Dopo anni in cui il consolidamento bancario europeo si è concentrato soprattutto sui singoli mercati nazionali, il prossimo capitolo del risiko potrebbe spostarsi con maggiore decisione oltreconfine.

La partita, in altre parole, non sarebbe più soltanto quella di creare banche italiane, francesi, tedesche o spagnole più grandi. L’obiettivo diventerebbe costruire gruppi realmente europei, con dimensioni e diversificazione sufficienti per competere in un mercato finanziario sempre più dominato da operatori globali.

In questo scenario, il “Tinder banking” di Mediobanca mette sotto i riflettori un possibile triangolo: UniCredit, Commerzbank e Santander. Non è una previsione né l’annuncio di un’operazione. È, piuttosto, uno degli incastri che gli analisti considerano più interessanti quando si prova a immaginare come potrebbe evolvere il sistema bancario europeo.

E dopo il primo match tra UniCredit e Commerzbank, la prossima swipe potrebbe quindi puntare verso Madrid.

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