21 Settembre 2026, lunedì
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Debiti delle famiglie, nel 2025 sfiorati i 178 miliardi: quasi 6.700 euro a nucleo

Il credito al consumo continua a crescere e in nove anni mette a segno un aumento del 62%. Mutui esclusi, sono soprattutto le spese per beni durevoli e le esigenze di liquidità a spingere gli italiani verso banche e finanziarie. Ma la geografia dell'indebitamento racconta un Paese a velocità diverse.

Le famiglie italiane ricorrono sempre più al credito per sostenere consumi e spese quotidiane. Nel 2025 l’ammontare dei finanziamenti concessi da banche e società finanziarie alle famiglie consumatrici ha sfiorato i 178 miliardi di euro, con un’esposizione media di 6.657 euro per nucleo familiare. Il dato, elaborato dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, non comprende i mutui per l’acquisto della casa, considerati una forma di indebitamento distinta perché legata a un investimento destinato ad accrescere il patrimonio immobiliare.

La cifra restituisce però con chiarezza la dimensione di una trasformazione che negli ultimi anni ha coinvolto i bilanci domestici. Rispetto a nove anni fa, infatti, il credito al consumo è aumentato del 62%, pari a circa 68 miliardi di euro in più.

Dietro questa crescita ci sono esigenze diverse. Da una parte ci sono le famiglie che ricorrono al prestito per ottenere liquidità e affrontare spese impreviste o periodi di maggiore difficoltà. Dall’altra ci sono i finanziamenti destinati all’acquisto di beni durevoli, dall’automobile agli elettrodomestici, dai mobili ai dispositivi elettronici. Sono acquisti che in passato venivano più frequentemente sostenuti con il risparmio accumulato e che oggi, con maggiore frequenza, vengono invece dilazionati nel tempo attraverso il credito.

A pesare è anche l’effetto prodotto dall’inflazione. L’aumento dei prezzi ha ridotto progressivamente il potere d’acquisto di redditi che, in molti casi, non hanno tenuto lo stesso passo. Stipendi e pensioni hanno così perso capacità di spesa proprio mentre il costo di beni e servizi cresceva. Per una parte del ceto medio, il ricorso al finanziamento è diventato uno strumento per mantenere consumi e standard di vita che il solo reddito disponibile non riusciva più a sostenere.

Mutui compresi, il debito supera i 600 miliardi

Il quadro cambia radicalmente se al credito al consumo si aggiungono i finanziamenti legati all’acquisto della casa. Nel 2025 circa 3,8 milioni di famiglie risultavano interessate da mutui per l’abitazione, per un ammontare complessivo di 447,5 miliardi di euro, cui si aggiungono altre forme residuali di prestito.

Considerando anche i 127 miliardi di euro di credito al consumo erogato dalle sole banche, il debito complessivo arriva a 612,6 miliardi di euro. Una cifra che mostra quanto il ricorso al credito sia ormai una componente strutturale dei bilanci familiari, anche se non tutte le forme di indebitamento hanno la stessa natura o lo stesso impatto sulla situazione economica dei nuclei.

Siracusa in cima alla classifica provinciale

La distribuzione sul territorio nazionale è tutt’altro che uniforme. Nel 2025 la provincia con la maggiore esposizione a breve per famiglia è stata Siracusa, con 8.437 euro, in aumento del 4% rispetto all’anno precedente.

Subito dopo si collocano Massa-Carrara, con 8.373 euro (+5,8%), e Lodi, con 8.280 euro (+6,5%). Quarta Pistoia, dove l’esposizione raggiunge gli 8.168 euro.

Proprio Pistoia, insieme a Ravenna, registra anche uno degli incrementi più marcati su base annua: +7,1% in entrambi i casi. Un’accelerazione che segnala quanto rapidamente possa cambiare il ricorso al credito anche all’interno di territori che partono da livelli di indebitamento differenti.

All’estremo opposto della graduatoria provinciale si trovano Trento, con un’esposizione media di 4.524 euro per famiglia (+5,9%), Sondrio, con 4.400 euro (+6,1%), e soprattutto Bolzano, con 3.106 euro (+5,3%).

Umbria, Toscana e Sicilia sono le regioni più esposte

Anche sul piano regionale emergono differenze significative. La maggiore esposizione media a breve nei confronti di banche e finanziarie si registra in Umbria, dove nel 2025 il debito al consumo per famiglia ha raggiunto 7.514 euro, con un incremento del 5,1% rispetto al 2024.

Seguono la Toscana, con 7.399 euro (+5,6%), e la Sicilia, con 7.383 euro (+4,5%).

Nella parte bassa della graduatoria figurano invece il Friuli-Venezia Giulia, con 5.845 euro di debito per nucleo (+4,9%), la Basilicata, con 5.536 euro (+3,7%), e il Trentino-Alto Adige, fermo a 3.824 euro (+5,7%).

La media nazionale, come detto, si attesta a 6.657 euro per famiglia, con una crescita del 4,9% in un solo anno.

Il dato più significativo, al di là delle classifiche territoriali, è dunque la progressiva normalizzazione del ricorso al credito. L’indebitamento non riguarda più soltanto l’acquisto di una casa o un investimento di particolare rilievo, ma entra sempre più spesso nella gestione ordinaria del bilancio familiare. Tra necessità, acquisti importanti e redditi messi sotto pressione dal caro prezzi, il credito diventa così una leva per distribuire nel tempo una spesa che, sempre più spesso, non può essere sostenuta interamente con il reddito disponibile.

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