21 Settembre 2026, lunedì
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Debito pubblico, a luglio lieve calo a 3.205,8 miliardi

La riduzione è stata di 1,5 miliardi rispetto a giugno. A incidere è stato soprattutto l’avanzo di cassa, pari a 16,1 miliardi. Ma le disponibilità liquide del Tesoro sono aumentate di 14 miliardi

Il debito delle Amministrazioni pubbliche torna a scendere, ma lo fa di appena 1,5 miliardi. A luglio, secondo i dati diffusi dalla Banca d’Italia nella pubblicazione statistica Finanza Pubblica, il debito si è attestato a 3.205,8 miliardi di euro, contro i 3.207,3 miliardi del mese precedente.

Dietro il lieve arretramento c’è soprattutto il risultato della gestione di cassa. Nel corso del mese, infatti, le entrate hanno consentito di registrare un avanzo di 16,1 miliardi di euro, contribuendo in modo significativo alla riduzione dell’esposizione complessiva.

Il dato, tuttavia, è stato in parte assorbito dall’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro. Le riserve di liquidità sono cresciute di 14 miliardi, raggiungendo a fine luglio quota 75,7 miliardi di euro. Una dinamica che ha attenuato l’effetto positivo dell’avanzo di cassa sul debito.

A completare il quadro hanno contribuito altri fattori per circa 500 milioni di euro. Si tratta, in particolare, degli scarti e dei premi legati all’emissione e al rimborso dei titoli, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e delle variazioni dei tassi di cambio.

Il risultato finale è dunque un movimento quasi impercettibile rispetto alla dimensione raggiunta dal debito pubblico italiano. I 3.205,8 miliardi di luglio confermano infatti la scala del problema: anche variazioni mensili nell’ordine di pochi miliardi finiscono per avere un peso relativamente contenuto quando vengono rapportate a un ammontare complessivo che supera i tremila miliardi.

Il calo registrato a luglio va quindi letto soprattutto alla luce della composizione dei diversi fattori che incidono mese per mese sull’indebitamento. L’avanzo di cassa ha spinto il debito verso il basso, mentre l’accumulo di liquidità nelle casse del Tesoro e gli effetti finanziari legati ai titoli, all’inflazione e ai cambi hanno agito in direzione opposta. Il saldo è stato una riduzione di 1,5 miliardi.

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