15 Agosto 2026, sabato
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Guerra Russia-Ucraina, pioggia di droni e bombe: vittime e danni da Sumy al Baltico

Una donna di 63 anni e il nipote di 9 anni sono morti sotto i bombardamenti russi nell’oblast di Sumy. Feriti anche il padre e la nonna del bambino. Colpite 28 località. Raid di droni anche su Cherkasy. Mosca denuncia inoltre un attacco ucraino nell’area del porto di Ust-Luga, snodo strategico per le esportazioni petrolifere.

La guerra torna a colpire con particolare durezza i civili nel nord-est dell’Ucraina. Nelle ultime 24 ore l’oblast di Sumy è stato teatro di una nuova ondata di bombardamenti russi che ha provocato almeno due vittime: una donna di 63 anni e il nipote di appena 9 anni. Altre quattro persone sono rimaste ferite.

Tra i feriti figurano il padre e la nonna del bambino, entrambi ricoverati in ospedale a causa di gravi ustioni. A riferire il bilancio è stata la polizia nazionale ucraina, secondo cui gli attacchi hanno interessato complessivamente 28 località della regione.

Il quadro dei danni restituisce la dimensione dell’offensiva: abitazioni private, veicoli, magazzini, materiale ferroviario, reti elettriche e altre infrastrutture civili sono stati danneggiati dai raid. Un elenco che racconta non soltanto la violenza degli attacchi, ma anche la pressione esercitata sulle infrastrutture essenziali di un territorio da anni esposto alla guerra.

Colpito un centro logistico vicino a Kiev

Parallelamente, il Ministero della Difesa russo ha rivendicato un attacco contro un centro logistico delle forze armate ucraine a Brovary, nell’area della regione di Kiev. Secondo la versione fornita da Mosca, l’operazione è stata condotta con droni Geran-4 Seeker.

Il ministero russo ha diffuso anche un filmato che, nelle sue dichiarazioni, documenterebbe l’impatto contro la struttura. Brovary occupa una posizione strategica: la città si trova a circa 25 chilometri a est della capitale ed è considerata un importante snodo per il movimento e il rifornimento delle forze impegnate nella difesa del settore nord-orientale di Kiev.

La sua collocazione, tra la capitale e l’area di Sumy, conferisce alla zona un peso logistico significativo in uno scenario nel quale le infrastrutture di supporto sono diventate obiettivi centrali della guerra.

Droni russi anche su Cherkasy

La pressione degli attacchi aerei non si è limitata a Sumy. Nella notte un attacco di droni russi ha colpito anche Smila, nella regione di Cherkasy, provocando cinque feriti.

Secondo quanto riferito dal capo dell’amministrazione militare regionale, Ihor Taburets, un drone ha centrato un edificio residenziale. I paramedici hanno soccorso cinque persone, che hanno tuttavia rifiutato il ricovero.

L’appartamento direttamente interessato dall’attacco era vuoto al momento dell’impatto, circostanza che ha probabilmente evitato un bilancio ancora più pesante. I soccorritori hanno domato rapidamente le fiamme, ma uno degli ingressi dell’edificio ha riportato danni considerevoli. Sul posto sono intervenuti i servizi di emergenza ed è stato allestito un centro operativo per coordinare gli interventi.

La risposta ucraina arriva sul Baltico

La dinamica degli attacchi resta però a doppio senso. Anche il territorio russo continua a essere bersaglio dei droni ucraini.

Nella regione di Leningrado, le autorità russe hanno segnalato danni nell’area di Ust-Luga, importante porto sul Mar Baltico e infrastruttura strategica per le esportazioni energetiche del Paese. Il governatore regionale Alexander Drozdenko ha riferito di un vasto attacco con droni e della presenza di un incendio nell’area portuale.

Secondo le autorità di Mosca, 51 droni ucraini sono stati abbattuti nella regione di Leningrado. Il bilancio dei danni e la dinamica esatta dell’incendio sono ancora oggetto delle comunicazioni delle autorità russe.

Ust-Luga rappresenta un nodo particolarmente sensibile perché collega la Russia ai mercati internazionali attraverso il Baltico e svolge un ruolo rilevante nelle esportazioni di petrolio. Un attacco nell’area, dunque, assume un valore che va oltre il danno locale: colpire infrastrutture portuali e logistiche significa mettere sotto pressione una delle arterie attraverso cui Mosca alimenta i propri flussi commerciali ed energetici.

Nel giro di poche ore, la geografia degli attacchi si è così allargata da Sumy e Cherkasy fino all’area di Kiev e al Baltico. Da una parte i bombardamenti russi continuano a colpire città e infrastrutture ucraine, con un costo umano che torna drammaticamente a pesare sulla popolazione civile. Dall’altra, i raid ucraini in territorio russo mirano sempre più spesso a infrastrutture strategiche, energetiche e logistiche.

È una guerra nella quale la distanza dal fronte conta sempre meno: abitazioni, snodi ferroviari, centri logistici e porti diventano parte integrante del campo di battaglia, mentre la popolazione civile continua a pagare il prezzo più immediato dell’escalation.

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