15 Agosto 2026, sabato
HomeItaliaCronacaIncendio sul Monte Goj, notte di paura a Como: evacuate alcune palazzine

Incendio sul Monte Goj, notte di paura a Como: evacuate alcune palazzine

Il rogo ha aggredito un’ampia area boschiva alle pendici della Spina Verde. Circa 50 persone hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni, soprattutto a causa del fumo denso e irrespirabile. In campo 130 vigili del fuoco, da questa mattina operativi anche due Canadair. Sotto osservazione il vento.

Una notte di fuoco sul Monte Goj, alle porte di Como, dove un vasto incendio ha interessato la zona boschiva all’interno del parco regionale della Spina Verde. Le fiamme hanno imposto un imponente dispiegamento di soccorsi e, soprattutto, hanno costretto una cinquantina di residenti ad abbandonare temporaneamente le proprie abitazioni.

Più che il fronte del fuoco, a rendere necessario l’allontanamento è stata la qualità dell’aria. Il fumo, sospinto nelle aree abitate, ha raggiunto una concentrazione tale da risultare denso e difficilmente respirabile. Le famiglie evacuate sono state prese in carico dalla Croce Rossa e dalla Protezione civile.

La situazione, dopo una notte di lavoro senza sosta, appare in lieve miglioramento, ma l’emergenza non può ancora considerarsi conclusa. Dalla montagna continuano infatti a levarsi lunghe colonne di fumo, indicatore della presenza di focolai ancora attivi. Le fiamme, secondo le informazioni disponibili, sarebbero comunque sotto controllo.

130 vigili del fuoco in campo

Il dispositivo di soccorso è stato progressivamente rafforzato nel corso della notte. Complessivamente sono circa 130 i vigili del fuoco impegnati nelle operazioni, con squadre arrivate anche da altre regioni e dai diversi comandi della Lombardia.

A Como sono confluiti uomini e mezzi provenienti, tra gli altri, da Liguria, Veneto ed Emilia-Romagna, insieme ai rinforzi lombardi. Il loro compito non è soltanto quello di aggredire il fronte dell’incendio, ma anche di presidiare le aree più esposte, proteggere le abitazioni e impedire che eventuali riprese delle fiamme possano raggiungere le zone urbanizzate.

Dalla mattina sono entrati in azione anche due Canadair della flotta aerea dello Stato, chiamati a supportare le squadre a terra con lanci d’acqua sui settori maggiormente interessati dal rogo.

Il vento resta l’incognita

A preoccupare maggiormente, nelle prossime ore, è l’evoluzione del vento. Rispetto alla serata di giovedì 13 agosto la sua intensità è al momento inferiore, ma le condizioni restano tali da richiedere la massima attenzione.

Proprio il vento aveva contribuito, nelle ore più critiche, a trasportare cenere, foglie e materiale combusto ben oltre l’area direttamente interessata dall’incendio. Residui del rogo sono stati segnalati anche in centro a Como e nei territori di Cernobbio e Moltrasio, sulle sponde del lago.

E proprio il lago diventa ora parte integrante della macchina dei soccorsi. Per consentire ai Canadair di effettuare in sicurezza le operazioni di approvvigionamento dell’acqua, saranno predisposti presidi di controllo della navigazione nel primo bacino, con l’obiettivo di limitare il traffico delle imbarcazioni da diporto durante i passaggi dei velivoli.

Strade chiuse, viabilità sotto pressione

L’emergenza ha avuto inevitabili ripercussioni anche sulla mobilità. Al momento risultano chiuse via Madruzza e via Oltrecolle, quest’ultima arteria particolarmente importante per i collegamenti con la strada statale per Lecco.

Le chiusure rientrano nelle misure adottate per garantire la sicurezza di residenti, soccorritori e automobilisti, oltre a consentire alle squadre impegnate sul terreno di operare senza ostacoli.

L’appello alla prudenza

Sul rogo è intervenuta anche la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, che ha espresso preoccupazione per quanto sta accadendo nella sua città e ha rivolto un ringraziamento alle forze impegnate nell’emergenza.

Nel suo messaggio ha ricordato il lavoro dei Vigili del fuoco, della Protezione civile, della Colonna Mobile Regionale e dei volontari, sottolineando il contributo delle squadre arrivate da diverse province lombarde e il supporto dei mezzi aerei.

L’appello, in questa fase, è soprattutto uno: massima prudenza per chi si trova nelle vicinanze dell’area interessata dall’incendio.

La notte di emergenza lascia dunque spazio a una giornata ancora delicata. Il fronte principale appare contenuto, ma il Monte Goj continua a fumare e le condizioni del vento saranno decisive per capire se l’incendio potrà essere definitivamente domato o se sarà necessario mantenere alto il livello di mobilitazione.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti