15 Agosto 2026, sabato
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Monte Bianco, due morti in un’ora: tragedia sui sentieri e sulle piste d’alta quota

Due incidenti distinti hanno spezzato la giornata nel massiccio del Monte Bianco. Prima la caduta fatale di una giovane escursionista di 24 anni, che camminava da sola verso il Col de l’Enclave; un’ora dopo un uomo ha perso la vita praticando speed-riding al Col de l’Index, a Chamonix.

È stata una giornata segnata dalla morte sul massiccio del Monte Bianco, dove nel giro di appena un’ora due incidenti distinti hanno richiesto l’intervento dei soccorritori e provocato due vittime.

Il primo allarme è scattato intorno alle 14 nella zona del Col de l’Enclave, nel territorio di Contamines-Montjoie. Il Soccorso alpino di Chamonix (Pghm) è intervenuto dopo la caduta di una persona impegnata in un’escursione. A perdere la vita, secondo quanto riferito dal quotidiano Le Dauphiné Libéré, è stata una donna di 24 anni, che stava affrontando il percorso da sola.

La dinamica dell’incidente è ancora al vaglio, ma la caduta non ha lasciato scampo alla giovane escursionista. L’intervento dei soccorritori si è trasformato così in una drammatica operazione di recupero in un ambiente che, anche durante la stagione estiva, può presentare condizioni e difficoltà tutt’altro che prevedibili.

Appena un’ora più tardi, un secondo incidente mortale ha fatto scattare un nuovo intervento, questa volta nella zona del Col de l’Index, a Chamonix. La vittima è un uomo che stava praticando speed-riding, disciplina spettacolare e ad alto tasso di adrenalina che unisce sci e volo.

Lo speed-riding utilizza infatti una piccola vela, simile a quella impiegata nel parapendio, che permette agli sciatori di alternare tratti percorsi sulla neve a brevi fasi di volo. Una combinazione che consente di affrontare i pendii a velocità elevate e che richiede esperienza, precisione e un controllo particolarmente rigoroso dell’ambiente circostante.

Anche in questo caso, nonostante l’intervento dei soccorritori, per l’uomo non c’è stato nulla da fare.

Due vittime, due scenari diversi e appena sessanta minuti di distanza: la montagna ha mostrato ancora una volta, nello stesso pomeriggio, i suoi due volti. Da una parte l’escursionismo, attività apparentemente più ordinaria ma esposta ai rischi dell’alta quota; dall’altra una disciplina estrema che porta il confine tra sci e volo sulle pareti del massiccio.

Gli incidenti ricordano quanto, sulle montagne del Monte Bianco, anche un itinerario affrontato a piedi o una discesa apparentemente sotto controllo possano trasformarsi rapidamente in un’emergenza. Per i soccorritori di Chamonix è stata una giornata di lavoro segnata da due interventi ravvicinati e da un bilancio tragico: due persone hanno perso la vita nello stesso massiccio, a distanza di un’ora l’una dall’altra.

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