A cura di Salvatore Guerriero Presidente Nazionale ed Internazionale della CONFEDERAZIONE DELLE IMPRESE NEL MONDO – PMI INTERNATIONAL
Viviamo un tempo nel quale il dibattito pubblico è troppo spesso dominato dalle difficoltà, dalle emergenze e da una narrazione che alimenta sfiducia. Eppure, chi opera quotidianamente accanto alle imprese conosce un’altra Italia: quella che continua a investire, innovare, rischiare e creare lavoro nonostante le incertezze economiche e geopolitiche.
È proprio da questa Italia che bisogna ripartire.
Nel corso degli anni la Confederazione delle Imprese nel Mondo – PMI International ha sviluppato una delle sue missioni più strategiche: favorire l’attrazione degli investimenti. Un’attività che non significa semplicemente cercare capitali, ma costruire un ponte stabile tra il mondo della finanza internazionale e quello dell’impresa produttiva, mettendo in relazione fondi di investimento, banche d’affari, investitori istituzionali e privati con progetti imprenditoriali seri, sostenibili e capaci di generare valore.
Oggi il capitale non manca. Ciò che spesso manca è la capacità di creare le condizioni affinché quel capitale incontri le migliori idee. È qui che il sistema Paese deve compiere un salto di qualità.
L’Italia possiede eccellenze riconosciute in tutto il mondo. Ha imprenditori competenti, una manifattura tra le più apprezzate a livello internazionale, un patrimonio di creatività e di innovazione che continua ad attrarre interesse. Ma tutto questo rischia di non esprimere pienamente il proprio potenziale se non viene sostenuto da una visione strategica condivisa.
In questo scenario il Mezzogiorno rappresenta una delle più grandi opportunità dell’Europa.
La ZES Unica può trasformarsi in uno straordinario motore di sviluppo, capace di attrarre investimenti nazionali e internazionali. Tuttavia, gli incentivi da soli non bastano. Occorre costruire un ecosistema nel quale istituzioni, imprese, università, sistema bancario e investitori collaborino stabilmente, offrendo certezze, tempi rapidi e strumenti operativi efficienti.
Il Mezzogiorno dispone di una ricchezza spesso sottovalutata: i suoi giovani.
Ogni anno le nostre università formano migliaia di professionisti altamente qualificati. Molti di loro sono costretti a lasciare il proprio territorio per trovare opportunità altrove. È una perdita enorme di capitale umano che il Paese non può più permettersi.
La vera sfida consiste nel creare le condizioni affinché quei giovani possano diventare protagonisti dello sviluppo proprio nei territori in cui sono nati, contribuendo con competenze, innovazione e conoscenza delle nuove tecnologie, dall’intelligenza artificiale alla trasformazione digitale, fino ai nuovi modelli di economia sostenibile.
Non condivido una visione esclusivamente pessimistica del futuro dell’Italia.
Le criticità esistono e sarebbe irresponsabile negarle. Ma sarebbe altrettanto sbagliato ignorare le immense potenzialità che il nostro sistema produttivo continua a esprimere. Servono fiducia, responsabilità e una capacità politica di guardare oltre il consenso immediato.
Per questo ritengo indispensabile un grande Patto Nazionale per gli Investimenti.
Un accordo permanente tra istituzioni, sistema produttivo, finanza, università e rappresentanze sociali che metta al centro la competitività del Paese, superando contrapposizioni sterili e divisioni ideologiche.
Maggioranza e opposizione hanno il dovere di confrontarsi democraticamente, ma anche la responsabilità di collaborare quando sono in gioco gli interessi strategici dell’Italia.
Lo sviluppo economico non appartiene a una parte politica. Appartiene ai cittadini.
Allo stesso modo, non possiamo più immaginare che la crescita dipenda esclusivamente dalle risorse pubbliche. Il futuro richiede una nuova alleanza tra capitale pubblico e capitale privato, nella quale ciascuno svolga il proprio ruolo con trasparenza, competenza e responsabilità.
La Confederazione delle Imprese nel Mondo – PMI International lavora ogni giorno proprio in questa direzione. Attraverso una rete internazionale di relazioni, partner finanziari e investitori, accompagna imprese e territori nella costruzione di progetti credibili e sostenibili, favorendo l’incontro tra opportunità imprenditoriali e capitali disponibili.
L’Italia non ha bisogno soltanto di nuove risorse.
Ha bisogno soprattutto di una nuova cultura della collaborazione.
Perché quando istituzioni, imprese e finanza decidono di lavorare insieme, il capitale incontra il merito, le idee diventano impresa e la crescita smette di essere una speranza per trasformarsi in una concreta prospettiva di sviluppo.

