16 Agosto 2026, domenica
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Hormuz, l’Iran alza il tono: “Sovranità consolidata”. Nuove tensioni con gli Stati Uniti

Teheran rivendica il controllo strategico sullo Stretto e accusa Washington di aver violato il cessate il fuoco. I pasdaran minacciano una “risposta decisa”, mentre Trump prende tempo sull’intesa

Lo Stretto di Hormuz torna al centro dello scontro tra Iran e Stati Uniti, in un’escalation che rischia di destabilizzare ulteriormente uno degli snodi energetici più delicati del pianeta. Da Teheran arriva un messaggio netto: la sovranità iraniana sull’area non è negoziabile.

A ribadirlo è stato il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi, che ha parlato di un controllo ormai “saldamente consolidato” sullo stretto strategico attraverso cui transita una quota significativa del petrolio mondiale. “Non permetteremo che le azioni militari statunitensi minino la nostra sovranità”, ha dichiarato, accusando Washington di aver oltrepassato una linea rossa.

Le parole del diplomatico arrivano all’indomani di nuove tensioni militari nel sud dell’Iran. Secondo le autorità di Teheran, gli attacchi condotti dagli Stati Uniti nella zona di Bandar Abbas costituirebbero una violazione diretta del cessate il fuoco. “Provocazioni che hanno ricevuto una risposta adeguata”, ha aggiunto Gharibabadi, senza fornire ulteriori dettagli sulle contromisure adottate.

Il clima si è ulteriormente irrigidito con l’intervento delle Guardie Rivoluzionarie, che hanno diffuso una dichiarazione dai toni esplicitamente minacciosi. In caso di nuovi attacchi, hanno avvertito i pasdaran, le forze armate statunitensi “dovranno affrontare una risposta decisa”. Un monito che conferma quanto la situazione resti altamente volatile, con il rischio concreto di un’escalation militare su larga scala.

Sul fronte politico, intanto, si registra una fase di stallo. Secondo quanto riportato da fonti citate dal sito Axios, l’ex presidente Donald Trump avrebbe chiesto alcuni giorni di tempo per valutare i termini di un possibile accordo e definire la posizione americana. Un segnale che riflette le incertezze strategiche di Washington, divisa tra la necessità di contenere Teheran e quella di evitare un conflitto diretto.

In questo scenario, lo Stretto di Hormuz si conferma ancora una volta epicentro delle tensioni globali: un passaggio obbligato per le rotte energetiche e, al tempo stesso, terreno di confronto geopolitico dove ogni mossa rischia di innescare conseguenze ben oltre i confini regionali.

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