Dalla gita scolastica di una primaria veneta fino alle operazioni di soccorso nel Mediterraneo, il tema dell’immigrazione torna ad accendere il confronto politico con toni sempre più aspri. Al centro della polemica, da un lato un progetto educativo di solidarietà rivolto ai migranti in transito lungo la rotta balcanica, dall’altro l’intervento della ONG SeaWatch nel salvataggio di 166 persone.
A innescare il primo fronte è stata la reazione di esponenti della destra contro un’iniziativa che ha coinvolto gli alunni della scuola primaria “Arpalice Cuman Pertile” di Marostica, protagonisti di un viaggio a Trieste nell’ambito di un percorso didattico dedicato alla solidarietà. Il progetto, promosso da associazioni locali, mira a offrire sostegno alle persone in transito, spesso costrette ad attendere senza adeguate strutture l’esame delle richieste di protezione internazionale prima di proseguire verso il Nord Europa.
Secondo Annalisa Corrado, della segreteria nazionale del Partito Democratico, la vicenda ha scatenato una reazione sproporzionata e ideologicamente orientata: «Si assiste a una vera e propria gara a chi è più aggressivo e strumentale», afferma, denunciando un clima politico che colpisce perfino iniziative educative rivolte ai più piccoli. Nel mirino della dirigente dem finiscono alcuni esponenti della destra italiana ed europea, accusati di cavalcare la polemica con dichiarazioni fortemente divisive.
Il punto, sostiene Corrado, è culturale prima ancora che politico: insegnare ai bambini il valore della solidarietà e il rispetto della dignità umana non può diventare terreno di scontro ideologico. «Ricordare che chi fugge resta una persona non è un crimine», ribadisce, invitando il governo a concentrarsi sulle criticità reali del Paese, anziché alimentare tensioni.
Il secondo fronte riguarda invece il Mediterraneo e l’operato delle organizzazioni non governative. A sollevare il caso è Pierfrancesco Majorino, responsabile Immigrazione del PD, che parla apertamente di una gestione «paradossale e grave» da parte dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
Secondo Majorino, la nave di SeaWatch è intervenuta in assenza di un’azione istituzionale per soccorrere 166 migranti, subendo poi un’intimidazione da parte della guardia costiera libica e, successivamente, un intervento delle autorità italiane giudicato poco chiaro nelle finalità. Un susseguirsi di eventi che, nella lettura del PD, evidenzierebbe un approccio contraddittorio: da un lato l’assenza di intervento pubblico, dall’altro la pressione nei confronti di chi opera per salvare vite umane.
A denunciare il clima è anche Giorgia Linardi, che parla di una crescente criminalizzazione delle ONG. Una linea che, secondo Majorino, riflette una strategia politica precisa: «Si costruisce un contesto in cui chi salva vite viene trattato come un problema, anziché come una risorsa».
Il risultato, conclude l’esponente dem, è duplice: da un lato un approccio ritenuto disumano, dall’altro l’inefficacia delle politiche migratorie messe in campo negli ultimi anni. Un giudizio netto che riapre lo scontro tra maggioranza e opposizione su uno dei temi più divisivi dell’agenda politica italiana.

