Un pomeriggio qualunque si è trasformato in un incubo nel cuore di Modena. In piena zona a traffico limitato, tra le vetrine affollate del sabato e il passeggio del centro storico, un’auto lanciata ad alta velocità ha travolto una decina di pedoni lungo via Emilia, seminando panico e sangue. Il bilancio, ancora provvisorio, parla di sette feriti, almeno due in condizioni gravissime.
Alla guida del veicolo, un uomo di 31 anni, Salim el Koudri, nato a Seriate e residente nel Modenese. Fermato dopo un inseguimento concitato, avrebbe agito – secondo le prime dichiarazioni raccolte dagli investigatori – per un sentimento di rancore legato a presunti episodi di bullismo. Gli inquirenti escludono al momento qualsiasi collegamento con il terrorismo.
La dinamica: velocità, impatto, fuga
L’auto è piombata in via Emilia provenendo da largo Garibaldi, accelerando improvvisamente e puntando il marciapiede all’altezza di largo Porta Bologna. Una traiettoria deliberata, secondo quanto riferito anche dal sindaco, che ha descritto un’azione lucida e violenta: il veicolo ha colpito pedoni e una bicicletta prima di terminare la corsa contro la vetrina di un negozio.
Tra i feriti, una donna versa nelle condizioni più critiche: le sue gambe sono state schiacciate nell’impatto e i medici stanno valutando l’amputazione.
Subito dopo l’investimento, il conducente ha abbandonato l’auto tentando di dileguarsi a piedi. Durante la fuga avrebbe estratto un coltello, colpendo un passante che cercava di fermarlo.
L’arresto: decisivo l’intervento dei cittadini
Determinante è stato l’intervento di alcuni presenti. Un gruppo di quattro o cinque persone ha inseguito l’uomo fino all’incrocio tra rua Pioppa e corso Adriano, contribuendo a bloccarlo prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.
Tra loro, Luca Signorelli, rimasto ferito durante la colluttazione. “Stavo cercando di soccorrere una donna quando l’ho visto scappare. L’ho inseguito insieme ad altri. A un certo punto è ricomparso con un coltello, agitato, diceva parole incomprensibili. Mi ha colpito, ma siamo riusciti a fermarlo”, ha raccontato, ancora sanguinante, ai cronisti.
I soccorsi e la città paralizzata
Sul luogo della tragedia sono intervenuti in pochi minuti carabinieri, polizia, guardia di finanza e numerose ambulanze. In supporto anche gli elicotteri del 118 decollati da Bologna e Pavullo. L’area è stata immediatamente transennata, mentre i sanitari prestavano le prime cure ai feriti sull’asfalto.
Le testimonianze raccolte parlano di una scena drammatica: “Andava a cento all’ora, abbiamo visto le persone volare”, riferiscono alcuni presenti, ancora sotto shock.
Le reazioni istituzionali
La vicenda è seguita con la massima attenzione dal governo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è in costante contatto con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e con il sottosegretario Alfredo Mantovano, mentre si trova all’estero per impegni istituzionali.
Da Palazzo Chigi filtra la linea della prudenza: si attendono gli sviluppi dell’indagine, ma al momento viene esclusa la pista terroristica.
Un gesto isolato, ma dalle conseguenze devastanti
Resta da chiarire il contesto personale dell’aggressore e verificare la veridicità delle motivazioni addotte. Gli investigatori stanno ricostruendo le ore precedenti all’attacco e analizzando eventuali segnali pregressi.
Intanto, Modena si risveglia ferita. Un episodio che, pur privo – secondo le prime evidenze – di una matrice organizzata, riapre il tema della sicurezza urbana e della fragilità degli spazi pubblici di fronte a gesti individuali imprevedibili e violenti.
