26 Ottobre 2026, lunedì
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Epatite A, blitz dei Nas in tutta Italia: irregolarità nel 38% dei controlli, sequestri per 15 milioni

Dalla filiera dei molluschi ai ristoranti, la campagna nazionale dei Carabinieri per la Tutela della Salute rivela gravi carenze igieniche, frodi e problemi di tracciabilità. Sospese 44 attività

Una fotografia nitida, e per molti versi preoccupante, dello stato della sicurezza alimentare in Italia emerge dalla vasta campagna di controlli condotta dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute (Nas), in sinergia con il Ministero della Salute. L’operazione, avviata il 26 marzo e conclusa il 4 maggio 2026, ha avuto come obiettivo la prevenzione del rischio di diffusione dell’epatite A, con un focus mirato sull’intera filiera dei prodotti ittici e ortofrutticoli.

Nel mirino degli ispettori sono finiti centri di spedizione e depurazione di molluschi, pescherie, ristoranti, mercati rionali e punti vendita di alimenti vegetali: un controllo capillare volto a verificare il rispetto delle normative e l’effettiva applicazione dei protocolli di sicurezza alimentare.

Un bilancio pesante: quasi un’ispezione su due irregolare

I numeri raccontano più di qualsiasi analisi. Su 1.104 ispezioni effettuate, ben 416 hanno evidenziato irregolarità, pari al 38% del totale. Un dato che conferma come le criticità siano diffuse lungo tutta la filiera.

Complessivamente:

  • 378 persone sono state segnalate alle Autorità amministrative e sanitarie;
  • sono state accertate 15 violazioni penali e 638 amministrative, per un ammontare di oltre 596 mila euro di sanzioni;
  • oltre 16 tonnellate di alimenti sono state sequestrate, per un valore superiore ai 320 mila euro;
  • 44 attività sono state sospese per gravi carenze igienico-strutturali o autorizzative.

Il valore complessivo dei sequestri e delle chiusure raggiunge circa i 15 milioni di euro.

Le irregolarità: igiene, tracciabilità e frodi

L’indagine ha messo in luce un sistema ancora fragile sotto diversi aspetti. Le violazioni più frequenti riguardano le carenze igienico-strutturali e la mancata applicazione dei piani di autocontrollo HACCP, strumenti fondamentali per garantire la sicurezza degli alimenti.

Diffuse anche le irregolarità nella tracciabilità – elemento chiave per risalire all’origine dei prodotti – e le non conformità nell’etichettatura.

Sul fronte penale, i reati più rilevanti si concentrano sul cattivo stato di conservazione degli alimenti e sulle frodi in commercio: dalla vendita di prodotti spacciati per freschi ma in realtà decongelati, fino alla manipolazione fraudolenta delle informazioni per il consumatore.

I casi più gravi: dal pesce “falso fresco” alle ostriche illegali

Le operazioni sul territorio restituiscono uno spaccato concreto delle irregolarità riscontrate.

A Bari, i Nas hanno denunciato il titolare di una pescheria per aver venduto 27 chili di prodotto dichiarato fresco ma in realtà decongelato e proveniente da aree di pesca diverse da quelle indicate. In un altro esercizio, il titolare è stato segnalato per aver sottratto merce già sottoposta a sequestro, mentre ulteriori 240 chili di pesce senza tracciabilità venivano rinvenuti e sequestrati.

A Caserta, il blocco sanitario ha riguardato 270 chili di ostriche francesi introdotte illegalmente sul territorio nazionale, prive delle necessarie autorizzazioni.

A Latina, quasi tre tonnellate di frutta e verdura sono state sequestrate per totale assenza di informazioni sulla provenienza.

Particolarmente critico il quadro emerso a Napoli: sospesa una linea di lavorazione all’interno di un supermercato per gravissime carenze igieniche, con macchinari non conformi e pesce sequestrato. In parallelo, quattro ristoranti sono stati segnalati per l’assenza di procedure HACCP e per la somministrazione di prodotti ittici non tracciati, inclusi molluschi di origine ignota conservati in acqua non certificata.

A Salerno, i controlli hanno portato al sequestro di centinaia di chili di pesce sott’olio e congelato senza tracciabilità, mentre a Taranto è stato disposto il blocco di oltre 4,5 tonnellate di calamari per irregolarità nelle procedure di congelamento.

Non meno grave quanto emerso a Sassari, dove titolare e dipendente di un ingrosso sono stati denunciati per aver venduto carne e pesce alterati e scaduti, rietichettati con date di conservazione falsificate.

Sicurezza alimentare, una sfida ancora aperta

L’operazione conferma il ruolo centrale dell’Arma dei Carabinieri e del Ministero della Salute nel presidio della sicurezza alimentare, ma evidenzia al tempo stesso come il sistema necessiti di controlli costanti e rigorosi.

La prevenzione del rischio sanitario – in questo caso legato alla diffusione dell’epatite A – passa infatti non solo attraverso la vigilanza, ma anche da una maggiore responsabilizzazione degli operatori del settore.

Perché, come dimostrano i dati, la sicurezza degli alimenti non è un dato acquisito, ma un equilibrio da costruire ogni giorno, lungo tutta la filiera.

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