17 Maggio 2026, domenica
HomeItaliaCronacaGarlasco, la nuova pista della Procura: “Un’aggressione furiosa dopo il rifiuto”. Sempio...

Garlasco, la nuova pista della Procura: “Un’aggressione furiosa dopo il rifiuto”. Sempio al centro dell’inchiesta

Nuovi elementi investigativi ribaltano il quadro del delitto di Chiara Poggi: escluso il movente pornografico attribuito ad Alberto Stasi, mentre emergono indizi su un presunto approccio sessuale respinto

Un’aggressione cieca, violenta, sproporzionata. Un’escalation improvvisa che, secondo la Procura di Pavia, avrebbe trasformato un rifiuto in un’esplosione di brutalità. È questa la nuova chiave di lettura che i magistrati pavesi attribuiscono all’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, uno dei casi più controversi della cronaca giudiziaria italiana.

Nel corso dell’interrogatorio del 6 maggio scorso, i pubblici ministeri avrebbero contestato ad Andrea Sempio — oggi indagato — una dinamica ben precisa: dopo un presunto approccio sessuale rifiutato dalla vittima, si sarebbe scatenata “un’aggressione che diventa cieca, sproporzionata, un annientamento furioso concentrato sul volto e la testa”, come se l’intento fosse cancellare l’identità stessa della giovane.

In quell’occasione, Sempio si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Il crollo del movente originario

La nuova impostazione accusatoria segna un punto di svolta anche rispetto alla posizione di Alberto Stasi, già condannato in via definitiva per il delitto. Secondo quanto emerge dalle più recenti attività investigative, il movente pornografico a suo carico — per anni al centro del dibattito processuale — verrebbe ora considerato privo di fondamento.

Al contrario, i magistrati parlano di “nuovi elementi” che rafforzerebbero la pista legata a Sempio e al tentativo di approccio sessuale nei confronti della vittima. Una ricostruzione che, se confermata, ridefinirebbe in modo radicale l’impianto interpretativo dell’intera vicenda.

Nella relazione illustrata durante l’interrogatorio, i pm sottolineano come “l’emersione delle responsabilità di Andrea Sempio si intrecci indissolubilmente con lo sgretolamento della responsabilità di Alberto Stasi”, evidenziando al contempo presunte “omissioni” nelle precedenti indagini del 2017, concluse con l’archiviazione della posizione dello stesso Sempio.

I nuovi elementi: file, password e accessi sospetti

Tra i punti centrali dell’inchiesta figura l’analisi dei contenuti informatici presenti nel computer della famiglia Poggi. Secondo gli investigatori, alcuni file — ritenuti sensibili — sarebbero stati successivamente protetti da password dalla stessa Chiara, segnale di un possibile timore legato a intrusioni nella propria sfera privata.

Per gli inquirenti, Sempio “non poteva essere a conoscenza di quei video” senza avervi avuto accesso diretto. Da qui l’ipotesi che il materiale sia stato visualizzato utilizzando il computer della vittima o supporti informatici presenti nell’abitazione.

Nel quadro investigativo compare anche Marco Poggi, fratello della vittima e amico di Sempio. Le sue dichiarazioni vengono giudicate “incongruenti” in relazione alla conoscenza dei file e alla possibilità di averli visionati. Gli investigatori non escludono che l’accesso ai contenuti possa essere avvenuto in sua presenza, ma resta aperta anche l’ipotesi di un’azione autonoma da parte di Sempio, che avrebbe potuto sfruttare momenti di assenza o distrazione.

Un elemento ritenuto significativo è la competenza informatica attribuita sia a Sempio sia a Marco Poggi, considerata “ampiamente idonea” per accedere ai contenuti del computer. A ciò si aggiunge un ulteriore dettaglio: all’interno del pc era presente anche un video che ritraeva lo stesso Sempio, circostanza che suggerirebbe un utilizzo condiviso del dispositivo da parte del gruppo di amici, ben oltre un semplice uso ludico.

Un’indagine che riapre interrogativi

Il lavoro della Procura di Pavia si inserisce in un contesto già segnato da anni di processi, sentenze e polemiche. Ma i nuovi elementi — se confermati — potrebbero riaprire scenari ritenuti ormai definitivi, mettendo in discussione certezze consolidate e riportando il caso Garlasco al centro dell’attenzione nazionale.

Resta ora da capire quale peso avranno queste nuove evidenze nel prosieguo dell’inchiesta e se saranno in grado di riscrivere, almeno in parte, la verità giudiziaria su uno dei delitti più discussi degli ultimi decenni.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti