15 Agosto 2026, sabato
HomeMondoPolitica nel MondoRussia-Ucraina, Kiev sotto minaccia: Mosca invita all’evacuazione delle ambasciate e alza il...

Russia-Ucraina, Kiev sotto minaccia: Mosca invita all’evacuazione delle ambasciate e alza il livello dello scontro

Alla vigilia del 9 maggio, il Cremlino paventa attacchi sulla capitale ucraina e promette rappresaglie. Zelensky accusa: “Raid russi nonostante la tregua”. Nuova escalation tra accuse incrociate e guerra dei droni

La tensione tra Russia e Ucraina torna a salire pericolosamente alla vigilia del 9 maggio, data simbolica per il Cremlino. Mosca ha invitato le ambasciate straniere presenti a Kiev a predisporre una “tempestiva evacuazione” del personale diplomatico e dei propri cittadini, lasciando intendere la possibilità concreta di un attacco imminente sulla capitale ucraina.

L’avvertimento arriva direttamente dal ministero degli Esteri russo, che in una comunicazione ufficiale ha collegato l’eventuale offensiva a possibili azioni di Kiev durante le celebrazioni della Vittoria, anniversario della sconfitta della Germania nazista nella Seconda guerra mondiale. Un giorno altamente simbolico per la narrativa russa, che ogni anno culmina nella grande parata militare sulla Piazza Rossa.

Secondo Mosca, un’eventuale interferenza ucraina nelle commemorazioni potrebbe innescare una risposta immediata: un “attacco di rappresaglia” contro Kiev. Un linguaggio che segna un ulteriore irrigidimento della postura russa, in un contesto già segnato da continui scambi di accuse e operazioni militari su vasta scala.

La tregua fragile e le accuse di Kiev

Il clima si inserisce in una tregua che appare sempre più fragile. Il cessate il fuoco annunciato da Mosca in occasione delle celebrazioni sarebbe entrato in vigore alla mezzanotte del 6 maggio, ma secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, le ostilità non si sarebbero mai realmente fermate.

Kiev denuncia infatti attacchi russi su diverse aree del Paese, con un bilancio di almeno venti vittime. “La scelta della Russia dimostra un evidente disprezzo per il cessate il fuoco e per la salvaguardia delle vite umane”, ha dichiarato Zelensky, sottolineando come la prosecuzione dei bombardamenti renda contraddittorio qualsiasi richiamo a pause umanitarie o celebrazioni ufficiali.

Il presidente ucraino ha inoltre lasciato intendere che le prossime mosse di Kiev saranno calibrate sulla base dell’andamento delle operazioni sul campo e delle valutazioni dell’intelligence militare. Un messaggio che suona come un avvertimento: la risposta ucraina potrebbe essere proporzionata alla pressione esercitata da Mosca.

Guerra di narrativa e droni: escalation senza tregua

Sul fronte opposto, la Russia rilancia con accuse altrettanto dure. Il ministero della Difesa ha annunciato l’abbattimento di 53 droni ucraini in diverse regioni, tra cui Belgorod, Bryansk, Kursk, la regione di Mosca, la Crimea e le acque del Mar Nero.

La portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha definito le operazioni ucraine “atti di terrorismo”, parlando di una “furia neonazista” che si intensificherebbe proprio in prossimità delle celebrazioni del 9 maggio. Una retorica ormai consolidata nella comunicazione del Cremlino, che continua a incorniciare il conflitto come una prosecuzione simbolica della lotta contro il nazismo.

Il 9 maggio come detonatore politico e militare

Il cuore della tensione resta dunque il 9 maggio, non solo una ricorrenza storica ma un potente strumento politico e identitario per la leadership russa. In questo scenario, qualsiasi azione militare o simbolica rischia di assumere un valore amplificato, trasformandosi in detonatore di una nuova escalation.

La richiesta di evacuazione delle ambasciate a Kiev rappresenta un segnale inequivocabile: Mosca si prepara a ogni scenario, compreso quello di un attacco diretto alla capitale ucraina. E mentre la diplomazia appare paralizzata, sul terreno si consolida una dinamica ormai abituale: quella di una guerra che procede tra tregue annunciate e sistematicamente disattese, accuse incrociate e una crescente intensità degli scontri.

In questo quadro, il rischio più concreto è che la giornata simbolo della memoria sovietica si trasformi nell’ennesimo punto di rottura di un conflitto che, a oltre due anni dall’inizio, continua a sfuggire a qualsiasi prospettiva di soluzione.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti