15 Agosto 2026, sabato
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Finta Ferrari in vetrina: sequestrata a Catanzaro una Toyota “travestita” da supercar

Operazione della Guardia di Finanza con tecnici della casa di Maranello: smascherata una replica costruita con componenti contraffatti. Denunciato il proprietario dell’autosalone

Una supercar iconica, almeno all’apparenza. Linee aggressive, stemmi del Cavallino rampante e dettagli che richiamano uno dei modelli più amati degli anni Novanta. Ma sotto quella carrozzeria non batteva il cuore di una vera Ferrari F355 GTS: era, invece, una comune Toyota abilmente trasformata per ingannare acquirenti e mercato.

È quanto scoperto dalla Guardia di Finanza del Comando provinciale di Catanzaro, che ha eseguito il sequestro del veicolo al termine di un’indagine coordinata dalla Procura. L’auto, esposta in un autosalone cittadino e pubblicizzata anche online, veniva proposta come autentica Ferrari, senza indicazione del prezzo ma con tutti i richiami tipici del marchio di Maranello.

L’inganno nei dettagli

A rendere credibile la trasformazione era un lavoro minuzioso di sostituzione: cerchi, volante, battitacco, passaruota e persino cofano anteriore e posteriore erano stati rimpiazzati con componenti contraffatti, riproduzioni fedeli degli originali Ferrari. Anche gli stemmi e i loghi erano stati applicati per completare l’illusione.

Un intervento che richiamava in tutto e per tutto il design firmato Pininfarina, autore delle linee della vera F355 prodotta tra il 1994 e il 1999 dalla Ferrari.

Il blitz e il sequestro

Determinante, nell’operazione, il supporto di personale tecnico inviato direttamente dalla casa di Maranello, che ha consentito di accertare la natura contraffatta del veicolo. Il provvedimento di sequestro, disposto dal Tribunale di Catanzaro, ha portato prima al blocco dell’auto e successivamente allo smontaggio delle parti non originali, poi distrutte.

Le conseguenze giudiziarie

Per il proprietario dell’autosalone è scattata la denuncia per contraffazione. L’uomo è stato quindi rinviato a giudizio dalla Procura della Repubblica di Catanzaro.

L’operazione riaccende i riflettori su un fenomeno tanto raro quanto insidioso: quello delle repliche spacciate per autentiche, in un mercato – come quello delle auto di lusso e d’epoca – dove il valore può raggiungere cifre elevatissime e dove l’apparenza, se ben costruita, rischia di ingannare anche occhi esperti.

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