8 Luglio 2026, mercoledì
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Sanità, il “canale parallelo” che aggirava le liste d’attesa: licenziato dirigente medico in Puglia

L’indagine dei NAS di Taranto smaschera un sistema illecito di accesso privilegiato a visite e ricoveri: pazienti senza prenotazione né impegnativa scavalcavano le code ufficiali

Un sistema sanitario “alternativo”, costruito nell’ombra e capace di aggirare regole, controlli e – soprattutto – le lunghe liste d’attesa. È quanto emerso da un’articolata attività ispettiva condotta dai Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Taranto, nell’ambito di una più ampia strategia nazionale disposta dal Comando per la Tutela della Salute, finalizzata a verificare la correttezza nella gestione delle prestazioni e la trasparenza dei percorsi di accesso alle cure.

L’indagine, sviluppata attraverso un lavoro meticoloso di confronto tra banche dati informatiche aziendali e registri cartacei, ha portato alla luce gravi irregolarità attribuite a un dirigente medico in servizio presso un’Azienda Sanitaria Locale pugliese. Non semplici anomalie amministrative, ma un vero e proprio sistema organizzato che consentiva di bypassare i canali ufficiali.

Secondo quanto accertato dai militari, il professionista avrebbe gestito un circuito parallelo di erogazione delle prestazioni sanitarie: visite specialistiche e ricoveri venivano garantiti a pazienti privi della necessaria prenotazione tramite Centro Unico di Prenotazione (CUP) e, in molti casi, anche senza la prevista impegnativa medica. Un meccanismo che, di fatto, consentiva ad alcuni di accedere alle cure in tempi rapidissimi, a discapito di chi attendeva regolarmente il proprio turno.

A rendere possibile il funzionamento del sistema era anche la sistematica omissione nella registrazione e archiviazione della documentazione sanitaria obbligatoria. Un vuoto amministrativo che, oltre a ostacolare i controlli, contribuiva a occultare le prestazioni erogate fuori dai percorsi ufficiali.

Le conseguenze di questo meccanismo illecito sono evidenti: cittadini in attesa da mesi si sono visti scavalcare da altri utenti, in violazione dei principi di equità e universalità che dovrebbero garantire il corretto funzionamento del Servizio Sanitario Nazionale.

Alla luce delle risultanze raccolte, giudicate solide e inequivocabili, l’Ufficio Procedimenti Disciplinari della ASL competente ha adottato nei giorni scorsi un provvedimento drastico: licenziamento disciplinare con preavviso per il dirigente coinvolto.

Una decisione che segna un punto fermo nella tutela della legalità all’interno del sistema sanitario e che ribadisce, al contempo, la linea di rigore adottata dalle istituzioni e dall’Arma dei Carabinieri nel contrasto a pratiche che compromettono la fiducia dei cittadini e l’accesso equo alle cure.

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