A cura di Salvatore Guerriero, Presidente Nazionale ed Internazionale della CONFEDERAZIONE DELLE IMPRESE NEL MONDO – PMI INTERNATIONAL
L’Africa non è soltanto un continente geograficamente vicino all’Europa. È parte integrante della nostra storia, del nostro presente e, soprattutto, del nostro futuro. Il Mar Mediterraneo non rappresenta un confine, ma uno spazio naturale di connessione: da millenni è crocevia di scambi culturali, economici e umani tra due mondi destinati a dialogare.
Accanto a questa storia comune si collocano, tuttavia, le pagine più dolorose della contemporaneità: le tragedie che si consumano nelle sue acque, con migliaia di giovani vite spezzate nel tentativo di raggiungere l’Europa. Quelle migrazioni, però, non sono numeri: sono speranze. Sono il volto di un continente giovane che cerca opportunità, dignità, futuro.
Già oltre quarant’anni fa molti studiosi avevano previsto che, in assenza di politiche di cooperazione strutturate e di investimenti seri nello sviluppo locale, i flussi migratori sarebbero aumentati. Quelle analisi, purtroppo, non sono state pienamente recepite. Oggi, però, la storia ci pone davanti a una responsabilità non più rinviabile: costruire sviluppo in Africa significa garantire stabilità, crescita e prospettive anche all’Europa.
L’Italia, per posizione geografica e vocazione storica, è la sponda europea naturalmente proiettata verso l’Africa. In questo quadro si inseriscono iniziative come l’Italia Africa Business Week e il più ampio disegno del Piano Mattei, che puntano a rafforzare relazioni fondate su reciprocità, investimenti e crescita condivisa.
Ma la vera svolta si realizza quando si passa dalle dichiarazioni di principio ai progetti concreti.
È qui che assume un significato centrale il tema delle green city, cuore delle più recenti linee strategiche emerse negli incontri del Governo italiano in Africa. Le città africane stanno crescendo a un ritmo impressionante, con milioni di giovani che si concentrano nelle aree urbane in cerca di lavoro e servizi per migliorare le proprie condizioni di vita. Se questa crescita non viene governata, rischia di generare disuguaglianze, degrado ambientale e tensioni sociali. Se invece viene pianificata per tempo, con visione e competenza, può diventare il motore del nuovo sviluppo africano.
Le green city non sono uno slogan ambientale. Rappresentano un modello di sviluppo eco-compatibile e sostenibile: città progettate con infrastrutture moderne, reti energetiche rinnovabili, sistemi idrici efficienti, gestione avanzata dei rifiuti, mobilità intelligente e servizi primari accessibili a tutti. Significa garantire acqua, energia, scuole, sanità, trasporti e formazione. Significa assicurare dignità e qualità della vita a milioni di persone.
In questo ambito l’Italia può offrire competenze straordinarie nell’ingegneria, nella progettazione urbana, nelle tecnologie ambientali, nella gestione integrata dei servizi e nelle soluzioni innovative per l’efficienza energetica. Le nostre imprese, soprattutto le piccole e medie, possiedono un know-how concreto e una capacità di adattamento che possono rivelarsi determinanti nei processi di trasformazione urbana del continente africano.
Come PMI INTERNATIONAL – Confederazione delle Imprese nel Mondo – abbiamo già sottoscritto accordi con organizzazioni rappresentative di diversi Paesi africani, a livello sia continentale sia nazionale, iniziando dal Nord Africa e dall’Africa occidentale. Stiamo lavorando a progetti che riguardano infrastrutture primarie, formazione tecnica e professionale, sviluppo industriale e cooperazione economica strutturata.
L’Africa possiede un sottosuolo ricchissimo di materie prime strategiche, una biodiversità straordinaria e produzioni agricole di grande valore. Si pensi alla filiera del caffè, settore chiave dell’agroalimentare africano, che può generare trasformazione locale, occupazione e valore aggiunto nei territori di origine.
La nostra visione non è quella di un rapporto squilibrato o predatorio, ma di una partnership tra pari, fondata sulla costruzione di competenze, sulla formazione delle nuove generazioni, sull’industrializzazione sostenibile e sulla creazione di ecosistemi economici solidi.
Stiamo definendo un ulteriore piano strategico, come Confederazione, per consolidare gli accordi già attivati e accompagnare i nostri imprenditori in un percorso di investimento responsabile e lungimirante nel continente africano. Vogliamo essere al fianco delle imprese italiane ed europee che credono nel futuro dell’Africa e intendono contribuire alla nascita di città moderne, sostenibili e inclusive.
Perché il futuro dell’Europa passa inevitabilmente dall’Africa.
E il futuro dell’Africa può essere costruito insieme all’Europa, attraverso infrastrutture, formazione, innovazione e sviluppo sostenibile.
È il tempo dei ponti.
È il tempo delle green city.
È il tempo di una nuova stagione di cooperazione autentica.
