Il fermo è stato convalidato. Alex Manna, vent’anni, resta in carcere ad Alessandria, dove si trova dalla sera del 7 febbraio. La decisione del giudice per le indagini preliminari Aldo Tirone arriva al termine dell’udienza di convalida e cristallizza, almeno in questa fase, l’impianto accusatorio costruito dalla Procura: omicidio aggravato dai futili motivi.
A pesare nella valutazione del gip sono stati, da un lato, i “gravi indizi di colpevolezza” presentati dagli inquirenti; dall’altro, la confessione resa dal giovane ai carabinieri. Un elemento che, secondo il giudice, rafforza il quadro indiziario e giustifica la misura cautelare più afflittiva.
«Sono stati riconosciuti gravi indizi di colpevolezza, fosse solo perché reo confesso», sottolinea l’avvocata Patrizia Gambino, che assiste Manna. «L’accusa resta quella di omicidio aggravato dai futili motivi». Accanto a lei, nella difesa, si è affiancato l’avvocato Rocco Giuseppe Iorianni, del foro di Palmi. È stato lui a presenziare all’autopsia sul corpo di Zoe, un passaggio cruciale per chiarire dinamica e cause della morte. Nei prossimi giorni entrambi i legali incontreranno nuovamente il giovane in carcere; attesa anche la visita dei genitori.
La linea difensiva, per ora, si muove su un crinale di cautela. «Continuo a dire che si tratta di una tragedia», insiste Gambino. «Ci sono indagini in corso e la vicenda va trattata con delicatezza». Un richiamo che suona come invito alla prudenza, in una fase in cui l’attenzione mediatica rischia di sovrapporsi ai tempi della giustizia.
Di diverso avviso la Procura, che ha sostenuto la necessità della custodia cautelare in carcere non solo per la gravità del fatto contestato, ma anche per il concreto pericolo di fuga. Un rischio ritenuto attuale e sufficiente a giustificare la permanenza in cella del ventenne. Il giudice Tirone ha condiviso questa impostazione, sciogliendo la riserva e confermando la misura.
Il procedimento è ancora nelle sue battute iniziali. L’autopsia, gli accertamenti tecnici, le eventuali perizie e l’analisi dei dispositivi elettronici potrebbero aggiungere ulteriori tasselli a un quadro che, sebbene segnato da una confessione, dovrà essere verificato in ogni suo dettaglio. La qualificazione dell’omicidio come aggravato dai futili motivi sarà uno dei nodi centrali del futuro confronto processuale.
Intanto, Alex Manna resta dietro le sbarre del carcere di Alessandria. In attesa che l’inchiesta prosegua e che il dibattimento, quando verrà, chiarisca responsabilità e contorni di una vicenda che la stessa difesa definisce, senza esitazioni, una tragedia.
