La Fiorentina trasforma il dolore in energia, il lutto in determinazione. Scossa ma non piegata dalla scomparsa del presidente Rocco Commisso, morto venerdì scorso a New York all’età di 76 anni dopo una lunga malattia, la squadra viola espugna il Dall’Ara battendo 2-1 il Bologna nella 21ª giornata di Serie A e rendendo omaggio nel modo più autentico possibile al proprio patron: vincendo sul campo, come aveva scelto di fare rinunciando alla richiesta di rinvio.
Il derby dell’Appennino si apre con un minuto di silenzio carico di emozione. La Fiorentina scende in campo con il lutto al braccio e un atteggiamento subito aggressivo, decisa a prendere in mano la partita. Al 17’ arriva il primo squillo: Ndour trova la rete, ma l’esultanza viene strozzata dal fuorigioco iniziale di Parisi che porta all’annullamento del gol. È solo un rinvio dell’inevitabile.
Passano appena due minuti e i viola colpiscono davvero. Gudmundsson illumina la manovra con un assist perfetto dalla sinistra, Mandragora si inserisce con i tempi giusti e da centro area batte Ravaglia. Poi la dedica che vale più di mille parole: sotto la maglia spunta il nome “Rocco”, un gesto semplice e potentissimo per ricordare Commisso.
Il Bologna fatica a reagire, schiacciato dall’intensità e dalla qualità degli ospiti. La Fiorentina domina il possesso e gli spazi, e allo scadere del primo tempo trova il meritato raddoppio. È il 45’ quando Dodò inventa una percussione devastante sulla destra: il pallone arriva a Piccoli che, complice un rimpallo favorevole su Freuler, firma il 2-0 e manda i viola negli spogliatoi con un vantaggio pienamente legittimato.
Italiano prova a cambiare l’inerzia della gara con una vera e propria rivoluzione all’intervallo: quattro cambi in un colpo solo, dentro Zortea, Moro, Rowe e Fabbian. Ma la prima grande occasione della ripresa è ancora per la Fiorentina. Al 52’ Pongracic ha sul piede il possibile tris, che avrebbe chiuso i conti, ma spreca.
La partita resta così aperta e si trascina verso un finale imprevedibile. A diventare protagonista è Rowe: l’inglese all’85’ centra in pieno il palo, facendo tremare la porta viola, e tre minuti più tardi si riscatta servendo l’assist per il gol di Fabbian che riaccende improvvisamente il Dall’Ara. Il Bologna ci crede, la Fiorentina soffre, e all’ultimo respiro è Cambiaghi a sfiorare un pareggio che avrebbe avuto del clamoroso.
Il triplice fischio certifica però il successo viola. Una vittoria pesante, emotivamente e in classifica: la Fiorentina sale a 17 punti e prova a rilanciarsi nella complicata lotta per la salvezza, mentre il Bologna resta fermo a quota 30 incassando il settimo ko stagionale. Al di là dei numeri, resta l’immagine di una squadra capace di stringersi attorno al proprio dolore e trasformarlo in una notte di orgoglio e carattere, nel nome di Rocco Commisso.
