16 Agosto 2026, domenica
HomeItaliaCronacaStrage di Capodanno a Crans-Montana, la Procura di Roma apre un’inchiesta: “Servono...

Strage di Capodanno a Crans-Montana, la Procura di Roma apre un’inchiesta: “Servono responsabilità e una punizione esemplare”

Capodanno di sangue sulle Alpi svizzere: la tragedia che ha sconvolto Crans-Montana arriva ora anche sul tavolo dei magistrati italiani

La tragedia di Capodanno a Crans-Montana non è più soltanto una ferita aperta nella memoria collettiva, ma diventa anche un caso giudiziario di rilievo internazionale. La Procura di Roma ha infatti aperto un fascicolo d’indagine sul devastante incendio divampato nella notte di San Silvestro all’interno del locale “Le Constellation”, costato la vita a 40 persone, sei delle quali italiane. Le ipotesi di reato al vaglio dei magistrati capitolini sono quelle di omicidio colposo e incendio, in un procedimento avviato secondo la prassi che attribuisce alla magistratura romana la competenza sui fatti che coinvolgono cittadini italiani all’estero.

L’apertura dell’inchiesta è scaturita da una comunicazione ufficiale della Farnesina, che ha trasmesso alla Procura di piazzale Clodio la documentazione relativa a quanto accaduto nella località turistica svizzera. Al momento, gli inquirenti mantengono il massimo riserbo: le indagini verranno delegate alle forze dell’ordine e si muoveranno in stretto raccordo con l’autorità giudiziaria elvetica.

Sul fronte svizzero, infatti, l’inchiesta è già in pieno svolgimento. A coordinare le indagini è la Procura del Cantone Vallese, guidata da Beatrice Pilloud, che procede per omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. Gli unici indagati, allo stato, sono Jacques Moretti e la moglie Jessica Maric, gestori del disco-bar devastato dalle fiamme. Un rogo improvviso e letale, che in pochi minuti ha trasformato una notte di festa in una delle peggiori tragedie avvenute in un locale notturno sulle Alpi.

Tra i feriti c’è anche il figlio di Valentino Giola, che affida alle parole tutto il dolore e lo sconcerto di una famiglia segnata dall’accaduto. «In Svizzera ci siamo sempre sentiti al sicuro», racconta. Vacanze trascorse da anni nella casa di famiglia, serate tranquille, ragazzi che uscivano da soli senza paura. «A Crans-Montana non c’è criminalità. I giovani andavano sempre in quel locale, così come ci andavo io quando ero più giovane. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare una simile tragedia».

Giola chiede ora che venga fatta piena luce su quanto accaduto e che le responsabilità non restino senza conseguenze. «È necessaria una punizione esemplare», afferma, dando voce a un sentimento condiviso da molte delle famiglie colpite.

Intanto, sul piano istituzionale, non è mancata l’attenzione del governo italiano. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha fatto visita ai ragazzi ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano. «Ha garantito a uno dei padri – riferisce Giola – che il governo farà tutto il possibile per portare alla luce ogni responsabilità».

Mentre le indagini procedono su due binari paralleli, tra Svizzera e Italia, resta il peso di una tragedia che ha infranto certezze e spezzato vite, lasciando dietro di sé una domanda ancora senza risposta: come è potuto accadere tutto questo, in un luogo considerato da sempre sinonimo di sicurezza?

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti