16 Agosto 2026, domenica
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Campobasso, madre e figlia morte per intossicazione: non escluso l’avvelenamento da parte di terzi

Indagini a tutto campo sulla tragedia di Pietracatella. Attesi gli esiti delle analisi medico-legali e tossicologiche

Nuovi e inquietanti scenari si affacciano sull’inchiesta che ruota attorno alla morte di Sara Di Vita, 15 anni, e della madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, decedute a poche ore di distanza all’ospedale Cardarelli di Campobasso. La Procura non esclude alcuna ipotesi, nemmeno quella di un avvelenamento riconducibile a terzi, mentre proseguono senza sosta gli accertamenti scientifici destinati a chiarire l’origine della duplice tragedia.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Campobasso e affidata alla Squadra Mobile, procede a 360 gradi. Al centro dell’attenzione degli investigatori c’è l’individuazione dell’eventuale agente scatenante: una tossina, un veleno o un contaminante che potrebbe aver causato l’intossicazione fatale. Al momento, tuttavia, non vi sono conferme sulla natura della sostanza, sulla sua origine né sulle modalità di esposizione.

Ogni valutazione resta subordinata agli esiti delle autopsie e alle analisi tossicologiche e chimiche. I primi risultati potranno fornire indicazioni preliminari, ma per arrivare a risposte definitive – in grado di stabilire se si sia trattato di una tossinfezione alimentare, di una contaminazione tossica o di un’azione dolosa – saranno necessari tempi più lunghi, legati alla complessità dei prelievi e degli esami di laboratorio. Solo l’incrocio dei dati medico-legali, tossicologici e delle analisi sugli alimenti potrà restringere il ventaglio delle ipotesi e fare piena luce su quanto accaduto.

Sequestrati 19 alimenti: sotto esame anche la polenta
Nel frattempo, gli inquirenti hanno disposto il sequestro di 19 alimenti rinvenuti a Pietracatella, sui quali si concentrano le verifiche. L’elenco è ampio e comprende un preparato con funghi e peperoni, olive verdi e nere, polpette, formaggio al pistacchio, mozzarella di latte vaccino, salsa di pomodoro, funghi presumibilmente del tipo Pleurotus ostreatus, vongole cotte con guscio, baccalà gratinato con pinoli, uva e patate, una torta con pandispagna e crema al pistacchio, pesto, formaggio spalmabile, due tipi di marmellata, polenta condita con funghi presumibilmente champignon, due ulteriori tipi di formaggio spalmabile, funghi alla contadina e giardiniera autoprodotta.

I prodotti erano conservati in parte nell’abitazione di Gianni Di Vita e in parte in quella della madre, situata al primo piano dello stesso stabile. Le analisi sui cibi sono state affidate all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Abruzzo e Molise, che dovrà accertare l’eventuale presenza di tossine, batteri o sostanze nocive.

Il padre migliora: fuori dalla rianimazione
Sul fronte clinico arriva intanto una notizia incoraggiante: il padre è stato trasferito dal reparto di Rianimazione a un reparto ordinario. A renderlo noto è l’Istituto Spallanzani, che parla di una decisione presa «vista l’evoluzione favorevole del quadro clinico». L’Istituto precisa inoltre che «padre e figlia continuano a essere debitamente assistiti dall’équipe medica e supportati dal team di psicologi».

Mentre la comunità resta sgomenta e in attesa di risposte, l’inchiesta prosegue nel massimo riserbo. Saranno la scienza e il tempo a dire se dietro la morte di Sara e Antonella si nasconda una tragica fatalità o qualcosa di ancora più oscuro.

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