Con l’arrivo della Manovra 2025, il governo ha messo in campo una nuova doppia stretta sulle pensioni anticipate, intervenendo sia sulle “finestre mobili” che sul riscatto della laurea. A partire dal 2032, chi ambisce ad andare in pensione prima del raggiungimento dei 67 anni dovrà fare i conti con tempi di attesa più lunghi e con un ridimensionamento dei benefici ottenuti tramite il riscatto degli studi universitari.
La prima misura riguarda l’aumento della “finestra mobile”, quel periodo di attesa che separa il momento in cui si maturano i requisiti per la pensione anticipata e l’effettivo inizio del pagamento del trattamento pensionistico. Attualmente fissata a tre mesi, dal 2032 questa finestra si allunga a quattro mesi. L’ulteriore inasprimento avverrà nel corso degli anni, con l’attesa che arriverà a cinque mesi nel 2033 e a sei mesi nel 2034. Un cambiamento che colpirà soprattutto i lavoratori più prossimi al pensionamento, costringendoli a un’attesa più lunga rispetto alla situazione attuale.
Un’altra modifica significativa riguarda il riscatto della laurea triennale, una pratica che permette di aggiungere i periodi di studi universitari al proprio montante contributivo per anticipare l’accesso alla pensione. In base alla nuova norma, a partire dal 2032 i mesi riscattati perderanno valore, riducendo il loro impatto sul raggiungimento della pensione anticipata. Nel primo anno, il taglio sarà di sei mesi; un effetto che si intensificherà negli anni successivi, con un abbassamento di 12 mesi nel 2032, 18 mesi nel 2033, 24 mesi nel 2034 e addirittura 30 mesi nel 2035.
Queste misure si pongono come una risposta alle esigenze di bilancio dello Stato, ma rischiano di penalizzare una parte significativa di lavoratori che, anche in virtù degli studi universitari, avevano pianificato il proprio pensionamento anticipato. Gli effetti della manovra, quindi, sono destinati a farsi sentire con forza, soprattutto per coloro che contano su un pensionamento anticipato, ora reso più complesso e meno favorevole.
