A Vigo il Bologna firma una rimonta che vale molto più dei tre punti. Vale una dimostrazione di carattere, di maturità europea, di fedeltà a un’idea di gioco che non si scompone nemmeno davanti agli imprevisti. Al Balaídos finisce due a uno per gli uomini di Vincenzo Italiano, bravi a rialzarsi dopo il vantaggio spagnolo di Zaragoza e a ribaltare il destino della partita in meno di dieci minuti, nella ripresa, grazie alla serata scintillante di Federico Bernardeschi. Per l’esterno offensivo, due firme pesantissime: un rigore impeccabile e un guizzo da rapace d’area a completare l’opera.
La sesta giornata di Europa League restituisce così un Bologna solido, consapevole, capace di soffrire e poi colpire. E la classifica lo premia: undici punti, qualificazione a un passo, con Braga e Porto ormai vicinissimi. Per il Celta, fermo a nove, il peso della sconfitta è doppio: la zona eliminazione resta pericolosamente vicina.
La partita si accende presto, già al diciassettesimo. La scelta iniziale di Italiano di arretrare Lykogiannis al centro della difesa non paga: il greco scivola nel momento meno opportuno e si lascia scappare Swedberg, che serve un pallone pulito per l’inserimento di Zaragoza. Il destro ravvicinato dello spagnolo non lascia scampo a Ravaglia e manda avanti i padroni di casa.
Il Bologna però non si scompone, ricomincia a tessere il suo calcio fatto di linee pulite e trame ragionate. Le occasioni per rimettere in equilibrio la partita arrivano, ma vengono sprecate: Rowe al ventisettesimo calcia senza convinzione, poi Castro al quarantatreesimo spreca una chance ghiotta, aprendo troppo il destro. Due segnali che annunciano una ripresa dal peso specifico ben diverso.
E infatti il secondo tempo cambia scenario. Pobega alza i giri, prima trova un gol che il Var cancella per fuorigioco, poi guadagna un rigore che spezza la resistenza del Celta. Dal dischetto, al sessantaseiesimo, Bernardeschi sceglie la freddezza: rincorsa corta, sinistro calibrato e pareggio. È la scintilla che muta l’inerzia del match.
Italiano coglie l’attimo e getta subito nella mischia Cambiaghi per un Rowe in serata opaca. La mossa si rivelerà decisiva. Dopo otto minuti, al settantaquattresimo, Cambiaghi trova il varco giusto e serve a Bernardeschi un pallone che chiede solo di essere spinto in rete. L’ex Empoli inventa, l’ex Toronto rifinisce: un tocco di punta rapace che anticipa Radu e vale il sorpasso.
Gli ultimi quindici minuti scivolano via tra interruzioni, falli tattici e poca lucidità, un finale spezzettato che favorisce la squadra in vantaggio. Il Bologna controlla, amministra, chiude gli spazi e porta a casa una vittoria preziosa quanto meritata.
A Vigo non è arrivato solo un due a uno. È arrivata la conferma che questa squadra sa cambiare pelle, sa reggere l’urto europeo, sa colpire quando serve. E soprattutto ha ritrovato un Bernardeschi capace di assumersi responsabilità e di decidere partite che contano. Una notizia che risuona forte anche oltre il Balaídos, mentre la strada verso la qualificazione si apre sempre di più davanti agli emiliani.
