2 Luglio 2026, giovedì
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La Fiorentina ritrova luce e punti

Kean apre, Gudmundsson chiude: la Dinamo Kiev va al tappeto e la Viola vede la qualificazione

La serata del Franchi riconsegna alla Fiorentina una vittoria che serviva come l’aria. Dopo due sconfitte consecutive in Conference League, la squadra di Paolo Vanoli supera la Dinamo Kiev per due a uno e mette un piede nella fase a eliminazione diretta. Un successo che vale per la classifica, ma soprattutto per la tenuta mentale di un gruppo reduce da settimane complicate.

La partita si accende presto e a risvegliarla è Moise Kean, uno dei giocatori più attesi e più osservati. La punta della Nazionale, alla ricerca di continuità e fiducia, rompe l’equilibrio al diciottesimo minuto: Dodo confeziona un cross teso dalla destra e Kean, liberatosi alle spalle dei centrali ucraini, impatta di testa con precisione, firmando un gol che pesa doppio. Non solo per il vantaggio, ma per il segnale che manda al suo stesso morale e agli occhi del ct azzurro.

La Fiorentina costruisce altre occasioni con buona fluidità e Kean va vicino al raddoppio prima della mezz’ora, ma si imbatte nella serata generosa del portiere avversario Neshcheret, che gli chiude due volte lo specchio. Meno felice l’impatto di Dzeko sulla gara, autore di un colpo di testa impreciso sullo zero a zero e poi di una deviazione sbilenca dopo la rete dell’uno a zero.

La Dinamo Kiev, pur in difficoltà, resta in partita e colpisce al momento giusto. A inizio ripresa Pikhalyonok fa da sponda, Mykhaylenko si avventa sul pallone al limite dell’area e incrocia un destro che sorprende De Gea. Il portiere viola, impeccabile nel recente incontro con il Sassuolo, non ha responsabilità. È un gol che in altre settimane avrebbe rischiato di tagliare le gambe alla Fiorentina. Questa volta no.

Vanoli capisce che la partita si giocherà anche sulle energie fresche. Al sessantasettesimo rivoluziona l’attacco con un triplo cambio e pesca dalla panchina Alfred Gudmundsson, arrivato tra speranze e pressioni ma ancora alla ricerca della scintilla giusta. La trova sette minuti più tardi, nella maniera più semplice e più utile: Kean calcia, Neshcheret respinge, Gudmundsson è il più rapido a piombare sulla ribattuta e scaraventa in rete il pallone del due a uno. Un gesto rapido, istintivo, liberatorio.

La Fiorentina resta padrona del campo, sfiora il terzo gol ancora con Kean ma si scontra nuovamente con l’ottima serata del giovane portiere ucraino. La Dinamo, in difficoltà sul piano del ritmo, non riesce a costruire un vero forcing finale e la gara si chiude con il pubblico del Franchi che si riappropria di entusiasmo e fiducia.

Con nove punti e una spinta ritrovata, la Viola mette al sicuro almeno lo spareggio playoff. Ma nel gruppo e nello staff tecnico circola ora un’ambizione differente: evitare il passaggio intermedio e centrare l’accesso diretto agli ottavi. Una prospettiva che, dopo le recenti cadute, sembrava meno tangibile.

Al di là della classifica, resta un messaggio forte. La Fiorentina ha mostrato carattere, ha reagito all’ennesimo momento scomodo e ha ritrovato nei suoi uomini più sotto pressione le risposte che cercava. Per Vanoli questo due a uno non è soltanto una vittoria europea: è un punto da cui ripartire, anche in campionato, con la convinzione che la squadra può ancora dire la sua.

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