All’Unipol Domus torna a soffiare un vento che mancava da tempo. Il Cagliari ritrova la vittoria davanti al proprio pubblico dopo settantanove giorni di attesa e lo fa contro una Roma spenta, frenata dalle idee e poi definitivamente inceppata dall’espulsione di Celik. Finisce 1-0, firmato all’83’ da Gianluca Gaetano, il subentrato che cambia il volto di una sfida controllata dai rossoblù e mai davvero nelle mani dei giallorossi.
La Roma si presenta a Cagliari con un piano di gioco chiaro: Baldanzi falso nove, Dybala risparmiato in panchina per preservarne le energie. Una scelta identitaria di Gasperini, che però non produce il dinamismo desiderato. L’avvio è macchinoso, la squadra fatica a conquistare metri e a trovare un minimo di fluidità. Il Cagliari, invece, aggredisce la partita con un’organizzazione sorprendente e con Folorunsho, autentico metronomo offensivo, a cucire e rompere allo stesso tempo.
Le prime occasioni sono tutte sarde. Borrelli accende il pubblico con una conclusione che sfiora l’incrocio, poi Sebastiano Esposito costringe Svilar a un intervento complesso. La Roma resta a guardare, incapace di alzare la qualità della manovra e di dare continuità alle proprie uscite. La prima frazione si trascina verso lo 0-0 senza scossoni, fotografia precisa di una partita che i giallorossi non riescono mai a comandare.
La ripresa dura appena sei minuti prima della svolta. Folorunsho si lancia nello spazio con un’accelerazione che taglia in due la difesa romanista, Celik lo stende: l’arbitro Zufferli indica il rigore, ma il Var corregge. Il fallo è fuori area, niente penalty ma rosso diretto. È l’episodio che sposta l’asse psicologico della gara, perché la Roma rimane in dieci e perde l’ultima parvenza di equilibrio.
Gasperini prova subito a rianimare la squadra inserendo Dybala, Ferguson ed El Aynaoui. Ma il Cagliari è ormai padrone del campo e gioca sulle insicurezze avversarie. Folorunsho ci riprova, Palestra impegna Svilar, la Roma affonda nella propria sterilità offensiva. L’inerzia è tutta rossoblù, e il gol arriva nel momento in cui la squadra di Pisacane sembra aver completato il cerchio della propria superiorità.
All’83’ l’azione nasce da un corner: Esposito pennella sul primo palo, Ghilardi taglia e salta a vuoto, il pallone scivola sul secondo palo dove Gaetano è libero di colpire. Il suo destro è preciso, imprendibile per Svilar. È il colpo che decide la serata e avvolge l’Unipol Domus in un boato liberatorio.
Gli ultimi minuti si perdono in nervosismo, lanci lunghi, proteste e frammenti di gioco spezzettato. La Roma non costruisce più nulla, il Cagliari protegge il risultato e lo porta fino alla fine con un ordine tattico che è mancato troppo spesso in stagione. Il 1-0 è il premio alla disciplina e alla lettura della gara.
Pisacane può respirare: i suoi salgono a 14 punti, a più quattro sulla zona retrocessione. Gasperini, invece, torna a casa con un rammarico pesante. La Roma si ferma a quota 27 e viene superata in classifica dall’Inter, al termine di una serata in cui è mancata in lucidità, intensità e capacità di adattamento.
Una vittoria che pesa, quella del Cagliari. Un’occasione persa, quella della Roma. E un campionato che, nella sua parte centrale, si conferma più imprevedibile che mai.
