28 Luglio 2026, martedì
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La fiamma olimpica scalda Roma: al Quirinale Mattarella accende il braciere e apre il viaggio italiano del fuoco dei Giochi

Cerimonia solenne al palazzo presidenziale con la premier Meloni e la presidente del CIO Coventry: un richiamo all’universalità dello sport, alla tregua olimpica e alla responsabilità dell’Italia nel custodire i valori dei Giochi.

La Fiamma Olimpica è tornata a brillare nel cuore della Repubblica. Dopo l’arrivo in Italia nella serata di giovedì 4 dicembre, il fuoco che da millenni accompagna l’ideale olimpico ha trovato nuova vita al Quirinale, dove il presidente Sergio Mattarella ha acceso il braciere celebrativo alla presenza delle più alte cariche dello Stato. Accanto a lui, la presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Kirsty Coventry, e la premier Giorgia Meloni, testimoni di un passaggio simbolico che intreccia tradizione, diplomazia e visione del futuro.

La cerimonia, sobria e carica di significato, ha restituito la dimensione universale di un rito che va ben oltre l’approssimarsi dei Giochi. Nel momento in cui la fiamma si è accesa, la loggia del Quirinale ha assunto la dimensione di un piccolo crocevia del mondo. Mattarella ha accompagnato il gesto con parole che hanno rimesso al centro l’essenza più autentica dello spirito olimpico: l’idea che lo sport rappresenti un ponte tra popoli, un terreno comune di incontro e di pace.

«L’accensione della fiamma olimpica, che dà il via a un percorso coinvolgente attraverso le regioni d’Italia, non riguarda soltanto la capitale», ha sottolineato il Capo dello Stato. «Coinvolge i principi e gli ideali che attengono all’universalità. Il fuoco olimpico dimostra come uomini e donne possano raggiungere traguardi più elevati, consapevoli di un destino condiviso».

Un messaggio che si è fatto ancora più incisivo quando Mattarella ha evocato la tregua olimpica, uno dei lasciti più antichi dell’epoca classica, oggi più che mai carico di implicazioni geopolitiche. «La pace è scritta nel DNA dei popoli sin dai tempi più remoti. L’Italia ha chiesto che la tregua olimpica venga rinnovata e speriamo sia possibile fermare i conflitti in atto. Come Paese offriremo accoglienza e amicizia. Che la crescita sia per tutti, per le delegazioni e per gli atleti che vivranno luoghi straordinari. Accendiamo la torcia e portiamo nelle strade questi esempi di speranza».

La presenza di Kirsty Coventry, ex campionessa e oggi vertice del CIO, ha aggiunto alla cerimonia una dimensione internazionale immediata. La dirigente dello sport mondiale, visibilmente emozionata, ha ribadito il valore della fiamma come simbolo capace di attraversare confini culturali e sociali. «La fiamma simboleggia lo spirito dei Giochi, abbattendo barriere e costruendo ponti», ha ricordato. «Deve ispirare i sogni delle nuove generazioni, connettendo persone e culture. Questo spirito può fiorire solo quando ogni atleta, squadra o funzionario può partecipare senza discriminazioni. I Giochi esistono per unire».

Coventry ha poi rivolto un pensiero speciale all’Italia, Paese che storicamente lega il proprio nome a imprese sportive, organizzative e simboliche: «In questi giorni che ci hanno portato a Roma ho provato gratitudine per il passato e speranza per il futuro. So che l’Italia accompagnerà la fiamma con la passione che da sempre la contraddistingue».

La fiamma, ora ufficialmente accesa e affidata alla custodia italiana, si prepara a un lungo viaggio attraverso il Paese. Non sarà solo un percorso sportivo, ma un itinerario narrativo, culturale, identitario: una staffetta ideale che porterà il fuoco dei Giochi tra città e comunità, scuole e territori, prima di approdare alla sua destinazione finale.

Roma, con la cerimonia al Quirinale, ha donato alla Fiamma il suo primo respiro italiano. Da oggi, quel bagliore non è soltanto un simbolo dei Giochi, ma il riflesso dei valori che il Paese ha scelto di mettere in cammino.

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