Con DUE.I, Ivan Cattaneo apre le porte di un universo creativo dove musica, letteratura, arti visive e videoarte si intrecciano senza confini. Un progetto poliedrico che conferma il suo spirito sperimentale e la capacità di reinventarsi continuamente, rendendolo una delle figure più originali e iconiche della scena musicale italiana. Abbiamo incontrato Ivan per una chiacchierata intensa e coinvolgente, durante la quale ci ha guidato con passione nel cuore del suo nuovo percorso artistico.
Il progetto, che esce solo in formato fisico, è stato anticipato dal singolo “Saffo-Love” in cui il poliedrico artista celebra l’amore come forma autentica e coraggiosa. Nel brano, dal sound elettropop, viene esaltata la diversità come forza e bellezza attraverso il mito di Saffo, un omaggio alle donne che amano altre donne.
Il volume DUE.I si divide in due parti speculari che corrispondono alle due anime del progetto e il risultato è un’opera d’arte multimediale che pone grande attenzione al tema della diversità, trattato con la libertà e il sarcasmo che da sempre contraddistinguono lo stile di Ivan Cattano.
“L’opera che si intitola DUE.I che sta per due Ivan, è suddivisa in due libri ma nello stesso libro, una scatola cinese, tu giri il libro e diventa un altro” racconta Ivan “Il primo libro è Titanic-Orkestra un vero e proprio romanzo multimediale, 24 personaggi immaginari che stanno sul Titanic ed a ognuno di loro è dedicata una canzone e una raffigurazione pittorica, un ritratto a 360 gradi. Girando il libro trovi la seconda parte che si intitola Un Mammifero che Canta e lì c’è tutta la celebrazione dei miei 50 anni di carriera, c’è un po’ tutto quello che ho fatto ma in forma completamente nuova: ci sono gli aforismi, le interviste, la galleria d’arte, le poesie, altri racconti, le mie fotografie, insomma tanto di me”.
“L’opera contiene anche 4 cd audio, di cui 2 in Titanic-Orkestra con brani inediti, tranne due canzoni che erano già stata cantate da Patti Pravo e da Al Bano (La carezza che mi manca e Abbaio alla Luna). Gli altri due cd sono Personal Remake che contiene il rifacimento delle mie canzoni d’autore come “Polisex” e “Male bello” riarrangiate e ricantate, e poi l’ultimo cd audio Remake dei Remakers con i pezzi revival, le hit anni ‘60, come “La zebra a pois”, “Una bambolina che fa no no no” e “Il Geghegè”. A completare l’opera c’è un dvd con 45 video arte, chiamati “Tableau-Mouvants”, che accompagnano i personaggi del Titanic e le canzoni remake, un lavoro colossale”, conclude Ivan.
Una raccolta di pezzi di vita che racconta Ivan a tutto tondo, e viene da lui definito come una sorta di testamento. “Si perché un’opera così non la farò mai più, farò altre cose, magari un disco con 8 pezzi, un libro, altro. Perché per quest’opera ho lavorato per almeno 15 anni e ho tirato fuori dal cassetto tutto il materiale che ho accumulato, dalle canzoni alle immagini, agli aforismi, i racconti. Ho fatto in modo che tutto ciò prendesse il volo e diventasse un’opera unica in Italia, perché penso che nessuno abbia mai fatto un lavoro così” prosegue Ivan “La più grande difficoltà è stata dover selezionare tra tutte le canzoni, i racconti, tutto il materiale, è stato un lavoro colossale anche dover smistare e scegliere cosa inserire nell’opera”.
Quando chiedo se c’è tra i tanti qualche ricordo a cui è legato in modo particolare Ivan dice che a questo proposito, nel libro c’è un capitolo intitolato “Storie nella mia storia” dove sono raccontati tanti aneddoti e incontri legati alla sua vita, che magari il pubblico non conosce: come l’incontro con Battisti, con Battiato, come quando era ragazzino e in casa di Nanni Ricordi una notte ha conosciuto Maria Callas, ha cantato con lei, e scherzando hanno fatto i vocalizzi alle due di notte.
Ivan Cattaneo è stato sempre fedele a sé stesso, con intelligenza ed ironia, ha sfidato le convenzioni e ha sempre seguito la sua linea, ma cosa ne pensa del cambiamento del mondo musicale nel corso degli anni? “Si il mondo musicale è cambiato però nello stesso tempo è rimasto uguale, sono cambiate le persone, c’è stato un ricambio generazionale e quindi logicamente persone più giovani, ma è stato sempre così. Anche quando c’eravamo noi negli anni ‘80 le varie Nilla Pizzi e Tonina Torrielli venivano un po’ abbandonate, dimenticate. E’ vero, cambia il modo di fare musica però poi non è cambiato nulla. Se pensiamo che i rapper fanno musica e credono di essere all’avanguardia, ma in realtà fanno la musica dei loro nonni perchè il rapper è stato inventato nel ‘75 da Grandmaster Flash, o già nel ‘78 c’era Celentano che faceva “Prisencolinensinainciusol” ed era un rapper. Io nel 1982 ho fatto un album che si intitolava “Ivan il terribile” e conteneva un pezzo che si chiama “Italian Slip” che era un rap, sono passati quasi 50 anni e a livello musicale non è cambiato molto”.
Una scelta si potrebbe dire non al passo con i tempi, quella di utilizzare esclusivamente il formato fisico e non quello digitale per questo lavoro, ma è stata dettata dal fatto che Ivan voleva che ci fosse proprio un materiale tangibile, sarebbe stato altrimenti troppo “impalpabile”, poi ognuno potrà fare naturalmente quello che vuole con il dvd, usarlo nel computer, passarlo sulle chiavette, ma era l’idea del libro che gli piaceva, un libro che tra l’altro ha anche fisicamente un suo peso e diventa un oggetto simbolico.
Visto il periodo, non si poteva non toccare l’argomento Sanremo. In passato Ivan ha rifiutato l’invito a partecipare, ma oggi farebbe questa esperienza? “E’ vero, parliamo del 1983 e io ero padrone di casa al Bandiera Gialla, la discoteca che gestivo e dove una sera è venuto Ravera, che allora era il direttore del festival, implorandomi di andare a Sanremo l’anno dopo, ma io non sono andato. Non volevo andare, non ne avevo bisogno, invece quando è venuto il momento in cui avrei voluto fare Sanremo non mi ha più chiamato nessuno. Poi in questi ultimi anni non avevo più pensato a Sanremo, ero anche preso con il libro. Però l’altro giorno ho avuto un incontro telefonico con Carlo Conti, perché ho letto un articolo in cui si diceva che parecchi cantanti hanno detto no a Sanremo, allora ho chiamato Carlo e gli ho mandato due pezzi inediti, fatti così con la chitarra e voce. Lui è stato gentilissimo, mi ha risposto subito, anche se oramai era troppo tardi, però mai dire mai”.
Quindi possiamo dire che si apre la possibilità di calcare il palcoscenico di Sanremo il prossimo anno? “A Carlo le canzoni sono piaciute però aveva già chiuso il cast, era sabato e il giorno dopo avrebbe annunciato i nomi dei partecipanti. Sono arrivato tardi, però gli ho detto di tenermi presente per il prossimo anno” continua Ivan “Non sono mai andato a Sanremo, è un’esperienza nuova che manca alla mia molteplice carriera: io dipingo, scrivo, faccio musica e scrivo anche i testi, sono nato così. Nanni Ricordi quando mi ha scoperto e mi ha lanciato voleva creare il canta-pittore, ma è sempre un po’ difficile conciliare due mondi così diversi”.
Ma Ivan per il futuro ha anche dei progetti legati alla sua nuova opera: “A febbraio, marzo, vorrei presentare in piccoli teatri i brani inediti contenuti in Titanic-Orkestra, che si presta molto come musical, ed è adatto per un palcoscenico più intimo e suggestivo”.
Aspettando quindi il ritorno sulle scene, con DUE.I Ivan Cattaneo offre al pubblico un’esperienza totale da leggere, ascoltare e guardare, attraverso un lavoro eclettico e trasversale, che supera le barriere tra i linguaggi diversi, caratteristiche che da sempre accompagnano la carriera di questo artista unico nel panorama italiano.
