È approdato a Porto Empedocle l’ennesimo carico di umanità in fuga da guerre, persecuzioni e miseria. Nelle ultime ore la nave umanitaria Louis Michel ha portato in salvo decine di persone intercettate in mare aperto, assegnate al porto agrigentino come approdo sicuro. Lo sbarco, però, ha rivelato una situazione sanitaria complessa, con diversi migranti in condizioni critiche.
Cinque donne sono state trasferite d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Due di loro sono incinte e con una gravidanza in fase avanzata, circostanza che ha richiesto immediati accertamenti clinici. Altre due presentano ustioni diffuse, verosimilmente riportate durante il viaggio su imbarcazioni di fortuna, spesso saturate di carburante e prive di qualsiasi protezione. Una quinta donna, invece, è giunta a terra in stato di forte agitazione psicofisica, segno della tensione accumulata nelle ore drammatiche della traversata.
Nel gruppo soccorso dalla nave della ong figurano cittadini somali, eritrei, siriani e sudanesi. Tra loro, 26 donne e sei minori arrivati insieme alle proprie famiglie, oltre a tre adolescenti non accompagnati, particolarmente vulnerabili dopo un viaggio affrontato da soli. Gli operatori che hanno accolto i naufraghi hanno registrato condizioni fisiche complessivamente delicate: molti mostravano chiari segni di malessere, debilitazione e un livello significativo di disidratazione.
Il trasferimento dei casi più fragili al presidio ospedaliero e le prime cure prestate in banchina testimoniano ancora una volta l’emergenza cronica che scandisce gli arrivi sulle coste siciliane. Una realtà fatta di interventi umanitari tempestivi, ma anche di storie di sofferenza che si ripetono, con l’approdo come unico punto di salvezza dopo viaggi al limite della sopravvivenza.
