La Lega non molla sulla questione dei ricongiungimenti familiari dei migranti. In commissione Affari istituzionali, il partito guidato da Matteo Salvini ha trasformato i propri emendamenti al decreto flussi in un ordine del giorno, puntando a inserirli “nel primo provvedimento utile” e a ottenere così una revisione della normativa vigente.
L’ordine del giorno, approvato dalla maggioranza, impegna il governo a valutare la possibilità di modificare l’attuale disciplina dei ricongiungimenti familiari affinché sia più aderente alle disposizioni della direttiva europea 2003/86/CE, sia per quanto riguarda le categorie di familiari ammessi sia rispetto ai criteri reddituali richiesti per accedere al beneficio. Un richiamo esplicito a una normativa più rigida rispetto a quella italiana attuale, sottolineato nel testo dall’onorevole Igor Iezzi, firmatario del documento.
Si tratta di un passaggio strategico per la Lega, che aveva inizialmente ritirato gli emendamenti al decreto flussi, scelta che ora le consente di portare avanti la propria linea attraverso strumenti parlamentari alternativi. La manovra dimostra la volontà del partito di incidere sulle politiche migratorie, ponendo particolare attenzione alla selezione dei beneficiari dei ricongiungimenti familiari e ai requisiti economici richiesti.
Il tema, già al centro del dibattito politico nazionale, torna così a occupare le prime pagine, con la Lega determinata a influenzare l’approccio del governo sulle regole di accesso per i familiari dei migranti, in un contesto in cui l’armonizzazione con le direttive europee rappresenta sia un obbligo normativo sia un argomento di scontro politico interno.
