10 Giugno 2026, mercoledì
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Disabilità e autismo, il diritto alla cura e all’inclusione: l’avvocato Rocca al fianco dell’associazione Libera Mente

A Crotone nasce una collaborazione tra l’avvocato Rocca e l’associazione guidata da Elvira Scaccianoce per garantire la piena tutela dei diritti delle persone con disabilità e delle famiglie con figli nello spettro autistico. In programma un incontro con la ministra Locatelli per interventi concreti sul territorio.

Promuovere una cultura dei diritti che non resti confinata alle parole, ma che diventi pratica quotidiana e concreta tutela per le famiglie più fragili. È questo lo spirito che anima la nuova collaborazione tra l’avvocato Rocca e l’associazione Libera Mente di Crotone, presieduta da Elvira Scaccianoce, da anni impegnata nella difesa dei diritti delle persone con disabilità e dei loro caregiver.

«Sono onorato di mettere le mie competenze al servizio di una realtà come Libera Mente – spiega l’avvocato Rocca – che da tempo rappresenta un punto di riferimento per tante famiglie. La nostra collaborazione nasce dalla volontà comune di costruire una vera cultura dei diritti, soprattutto per i nuclei con figli affetti da disturbi dello spettro autistico, troppo spesso lasciati soli di fronte a ritardi, disservizi e mancanze del sistema sanitario e scolastico».

Al centro dell’impegno condiviso, il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, che – sottolinea Rocca – deve tradursi in azioni concrete e tempestive, non in protocolli e buone intenzioni. «Servono servizi efficienti, continuità terapeutica e un sostegno reale alle famiglie. È necessario garantire diagnosi precoci e percorsi terapeutici personalizzati, perché ogni ritardo nella presa in carico pesa sulla qualità della vita dei bambini e sul futuro dei genitori».

Le norme parlano chiaro: secondo quanto previsto dai Livelli Essenziali di Assistenza (DPCM 12 gennaio 2017), le famiglie con bambini nello spettro autistico hanno diritto a una diagnosi gratuita e tempestiva, all’accesso ai programmi terapeutici e riabilitativi e alla presa in carico immediata da parte delle Aziende Sanitarie Provinciali. Queste ultime devono garantire trattamenti basati su evidenze scientifiche, sotto la supervisione di un’équipe multidisciplinare dedicata.

Ma la tutela non si ferma all’ambito sanitario. Il diritto all’inclusione scolastica è sancito dalla Legge 104 del 1992 e dal Decreto legislativo 66 del 2017, che impongono la presenza di un docente di sostegno in misura adeguata, di assistenti educativi e alla comunicazione e la piena partecipazione del minore a ogni attività della vita scolastica. Quando questo diritto viene negato o limitato, le famiglie possono ricorrere al Tribunale amministrativo regionale o al Giudice ordinario per ottenere il ripristino immediato delle ore di sostegno.

A questi diritti fondamentali si affiancano quelli di natura economica e lavorativa: indennità di frequenza o di accompagnamento, permessi retribuiti, congedi straordinari per i genitori e detrazioni fiscali per spese mediche e scolastiche. Strumenti indispensabili per alleviare, almeno in parte, il peso che grava sulle famiglie impegnate quotidianamente nella cura dei propri figli.

«La collaborazione con Libera Mente – conclude Rocca – è un impegno concreto per dare voce a chi troppo spesso resta invisibile. L’obiettivo è trasformare i diritti riconosciuti dalla legge in diritti realmente esigibili, vissuti ogni giorno, accessibili a tutti senza ostacoli burocratici o disparità territoriali».

Nelle prossime settimane è previsto un incontro operativo con la consigliera comunale Marisa Luana Cavallo, già responsabile dell’Assessorato alle Politiche sociali e alla Disabilità, e con la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli. Un momento di confronto che avrà lo scopo di portare all’attenzione delle istituzioni nazionali le esigenze delle famiglie con figli autistici e di discutere interventi concreti per il territorio crotonese: dai servizi di diagnosi precoce all’inclusione scolastica, dalla continuità terapeutica alla formazione del personale educativo.

Un passo importante, dunque, verso una sinergia reale tra istituzioni e associazioni. Perché il riconoscimento dei diritti non resti un principio astratto, ma diventi il fondamento di una società più giusta e solidale, capace di accogliere e sostenere ogni individuo nella sua piena dignità.

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