La scia di violenza che sabato sera ha seminato il panico su un treno passeggeri nel Cambridgeshire, in Gran Bretagna, potrebbe essere solo l’ultimo capitolo di una serie di aggressioni più ampia e inquietante. Anthony Williams, 32 anni, l’uomo incriminato per l’attacco a colpi di coltello che ha ferito diversi passeggeri, è infatti sospettato di essere coinvolto in altri tre episodi analoghi, avvenuti in momenti e luoghi diversi, ma con modalità compatibili.
Lo ha confermato la polizia britannica, che nelle ultime ore ha ampliato il raggio dell’inchiesta, mettendo sotto la lente un possibile percorso di violenza progressiva culminato nell’assalto di sabato sera. Williams, cittadino britannico senza precedenti per terrorismo né appartenenze note a gruppi radicali, viene descritto come una persona “mentalmente instabile” e isolata, con un passato segnato da fragilità psichiche.
Fino a ieri, contro di lui risultava formalizzata solo l’accusa relativa a un altro accoltellamento, avvenuto nella metropolitana di Londra poche ore prima dell’attacco sul treno. Ma nuove segnalazioni e testimonianze, arrivate dopo la diffusione della sua identità, stanno tracciando un quadro più ampio: tre episodi di violenza simili, per i quali gli investigatori stanno ora cercando riscontri oggettivi, dalle immagini delle telecamere di sicurezza ai rilievi forensi.
L’assalto sul treno, avvenuto nel cuore della sera, ha scatenato momenti di panico tra i passeggeri, costretti a fuggire o a cercare riparo nei vagoni posteriori mentre l’uomo colpiva alla cieca con un coltello da cucina. L’intervento rapido della polizia ferroviaria ha permesso di bloccarlo e arrestarlo, ponendo fine a una sequenza che, secondo le autorità, avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi.
Ora gli investigatori stanno cercando di ricostruire i movimenti di Williams nei giorni precedenti, per capire se gli attacchi fossero pianificati o frutto di impulsi incontrollabili. Al momento non emergono elementi che colleghino la sua condotta a motivazioni ideologiche o estremiste: il suo profilo, sottolineano fonti della polizia, rimanda piuttosto a una fragilità psicologica che avrebbe trovato sfogo in episodi improvvisi e violenti.
L’indagine resta in corso e la magistratura britannica ha disposto la custodia cautelare del trentaduenne, in attesa di un’ulteriore valutazione psichiatrica. Intanto, il caso riaccende il dibattito nel Regno Unito sulla sicurezza nei trasporti pubblici e sulla necessità di intervenire con maggiore efficacia nei confronti di soggetti a rischio, prima che la loro instabilità si trasformi in tragedia.
