8 Luglio 2026, mercoledì
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Maduro chiede aiuto a Putin contro gli Stati Uniti: il Venezuela si rivolge a Mosca, Pechino e Teheran 

Secondo il “Washington Post”, il presidente venezuelano avrebbe inviato una lettera al Cremlino per chiedere assistenza militare di fronte ai raid statunitensi nei Caraibi. Ma Trump smentisce: “Non sto valutando attacchi in Venezuela”.

Il presidente venezuelano Nicolás Maduro avrebbe scritto una lettera a Vladimir Putin chiedendo sostegno militare contro le manovre americane nei Caraibi. A rivelarlo è il “Washington Post”, che cita fonti vicine al governo di Caracas. La missiva, secondo il quotidiano, conterrebbe una richiesta di aiuto per fronteggiare le operazioni statunitensi nella regione e rafforzare la capacità difensiva del Paese.

Maduro avrebbe chiesto a Mosca forniture di armamenti, equipaggiamenti tecnologici e assistenza strategica per “proteggere la sovranità venezuelana” di fronte a quella che definisce “una minaccia diretta” da parte di Washington. Le stesse fonti sostengono che il presidente venezuelano abbia cercato sostegno anche dalla Cina e dall’Iran, nel tentativo di consolidare una rete di alleanze in funzione antiamericana.

L’appello a Putin si inserisce in una lunga tradizione di cooperazione tra Mosca e Caracas. Negli ultimi anni la Russia è divenuta un partner chiave per il Venezuela, fornendo carburante, armamenti e supporto economico in cambio di concessioni energetiche e di influenza politica nell’area caraibica. Il Cremlino, tuttavia, non ha confermato ufficialmente la ricezione della lettera.

Dal canto suo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha smentito categoricamente le voci su possibili piani di attacco contro il Venezuela, circolate dopo un articolo del “Wall Street Journal”. “Non sto valutando attacchi in Venezuela”, ha dichiarato il capo della Casa Bianca, chiudendo la porta a qualsiasi ipotesi di intervento militare diretto.

Nonostante le smentite, la tensione resta alta. Gli Stati Uniti continuano a considerare illegittimo il governo di Maduro, accusato di repressione politica e manipolazione elettorale, mentre Caracas denuncia da anni le sanzioni economiche imposte da Washington come strumenti di guerra economica. La presunta richiesta d’aiuto a Putin, se confermata, rappresenterebbe un ulteriore passo nella progressiva militarizzazione delle relazioni tra il Venezuela e i suoi alleati asiatici.

Il Paese sudamericano, stretto tra crisi economica, isolamento internazionale e crescente pressione esterna, sembra ormai guardare a Est per la propria sopravvivenza politica. E il nuovo asse che si delinea tra Caracas, Mosca, Pechino e Teheran non fa che accrescere le ombre su un’area geopolitica già carica di tensioni e rivalità globali.

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