Una mattina qualunque davanti al Liceo Einstein di Torino si è trasformata in una scena di tensione che ha lasciato sgomenta la città. Un ragazzo di appena sedici anni è stato arrestato e ammanettato davanti ai suoi compagni, mentre la celere caricava gli studenti che manifestavano pacificamente in segno di solidarietà.
Sul posto, oggi, sono arrivati i rappresentanti del Movimento 5 Stelle – il deputato Antonino Iaria e la Senatrice Elisa Pirro, la consigliera regionale Sarah Disabato e la consigliera comunale Valentina Sganga – per testimoniare la loro vicinanza alla comunità scolastica e chiedere chiarezza su una vicenda che, per loro, “rappresenta una ferita profonda ai principi democratici del Paese”.
Secondo quanto riferito dai pentastellati, tutto è iniziato con un volantinaggio organizzato da giovani appartenenti a gruppi di destra, che avrebbero diffuso materiale dai contenuti xenofobi e discriminatori. Una provocazione che ha acceso gli animi davanti all’ingresso della scuola, dove la presenza delle forze dell’ordine in assetto antisommossa ha contribuito a rendere il clima ancora più teso. Il risultato è stato un’escalation che ha visto la repressione colpire chi, secondo il M5S, “manifestava in modo pacifico per difendere i valori della Costituzione e della solidarietà”.
“È inaccettabile che nel 2025 si ricorra ancora a metodi coercitivi contro studenti che difendono l’uguaglianza e la libertà di espressione”, denunciano Iaria, Pirro, Disabato e Sganga. “Chi diffonde odio rimane impunito, mentre chi si oppone alla discriminazione viene trattato come un pericolo pubblico. È una deriva preoccupante che non possiamo normalizzare”.
Il Movimento 5 Stelle ha annunciato la richiesta di un incontro urgente con il Prefetto e il Questore di Torino per ottenere chiarimenti sulle modalità dell’intervento e sulle motivazioni dell’arresto del sedicenne. “Gli studenti e le studentesse del Liceo Einstein non sono nemici dello Stato – sottolineano – ma figli e figlie della nostra Repubblica. Chiedono solo di poter esprimere liberamente il proprio pensiero e di difendere i valori dell’antifascismo e della solidarietà”.
A livello istituzionale, il M5S promette battaglia: verranno presentati atti parlamentari, interrogazioni in Consiglio regionale e mozioni in Consiglio comunale per chiedere verità, giustizia e un impegno chiaro delle autorità a garantire che la scuola torni a essere luogo di confronto, non di scontro.
“Le nuove generazioni – concludono i rappresentanti pentastellati – non devono imparare a temere le divise, ma a fidarsi delle istituzioni. È nostro dovere fare in modo che, dentro e fuori le scuole, prevalgano sempre il dialogo e il rispetto dei diritti fondamentali”.
