3 Luglio 2026, venerdì
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Serie A, il Parma frena il Como e l’Udinese ritrova il sorriso

Al Tardini finisce 0-0 nel derby spagnolo tra Cuesta e Fabregas: il Parma costruisce di più, il Como ringrazia. A Udine, dopo quasi otto mesi, i friulani tornano a vincere in casa battendo 3-2 il Lecce

Il sabato di Serie A regala un doppio intreccio di emozioni e riscatti. Al Tardini il Parma ferma la corsa del Como, imponendo uno 0-0 che va stretto ai ducali per quanto visto in campo. Al Bluenergy Stadium, invece, l’Udinese ritrova finalmente il successo interno dopo quasi otto mesi di digiuno, superando il Lecce per 3-2 in una gara vibrante e piena di colpi di scena.

Parma solido e sprecato, Como graziato

Non riesce a dare continuità alla sorprendente vittoria sulla Juventus il Como di Cesc Fabregas, che al Tardini si salva più per demeriti avversari che per meriti propri. Il tecnico catalano sceglie un inedito modulo a tre dietro, ma l’esperimento produce una manovra sterile, tutta possesso e pochi pericoli. 

Il Parma, al contrario, interpreta la gara con lucidità e ritmo, trovando nelle ripartenze e nelle palle inattive le occasioni più nitide. L’ex Patrick Cutrone si divora il vantaggio con una doppia chance: prima un colpo di testa che centra in pieno la traversa, poi la respinta di Butez che gli nega la rete sulla ribattuta. Bernabé sfiora il gol con un sinistro a giro, Ordoñez segna ma il VAR cancella per un fuorigioco millimetrico di Cutrone. 

Il Como, pur padrone del pallone per oltre il 70% del tempo, fatica a pungere: un colpo di testa di Morata è l’unico squillo degno di nota. Nella ripresa Fabregas corre ai ripari, abbandona il 3-4-3 e torna al più familiare 4-2-3-1, inserendo Diao e Kühn per dare profondità. Ma la musica non cambia. Il Parma si difende con ordine, chiude ogni varco e continua a creare: Delprato chiama Butez a un intervento decisivo, poi nel finale Douvikas spreca il pallone della vittoria al 94’. 

Alla fine è 0-0, risultato che fotografa bene la serata del Como: tanto controllo, poca incisività. Il Parma, invece, conferma di essere squadra organizzata, capace di resistere e ripartire con efficacia, ma ancora incapace di concretizzare. I lariani salgono a 13 punti e mancano il salto verso la zona Europa; i ducali raggiungono quota 7, ma con sensazioni in crescita.

Udinese, ritorno alla vittoria dopo otto mesi

A Udine, la serata è invece di liberazione. I bianconeri tornano a sorridere davanti al proprio pubblico dopo un digiuno casalingo che durava dal 1° marzo. Lo fanno battendo 3-2 un Lecce combattivo, in una partita che racchiude tutto: tecnica, errori e soprattutto carattere. 

Karlström apre le danze con un gol che sblocca la squadra e il suo pubblico. Davis raddoppia con una zampata da opportunista, e Buksa chiude virtualmente i conti prima che il Lecce reagisca. Berisha accorcia le distanze al 58’, poi N’Dri in pieno recupero (95’) accende un finale incandescente, ma la rimonta salentina si ferma lì. 

L’Udinese interrompe così una serie di quattro gare senza vittorie e respira in classifica, trovando nel carattere e nella concretezza la chiave per ripartire. Per il Lecce, invece, una sconfitta amara: le reti nel finale non bastano a mascherare le amnesie difensive che hanno compromesso il match.

Bilancio di giornata

Un sabato che, in fondo, racconta due realtà diverse ma parallele: il Parma che cresce e si compatta, pur pagando la sterilità offensiva, e l’Udinese che risorge dopo settimane difficili, riconquistando il proprio pubblico e un po’ di fiducia. 

Il Como, invece, resta nel limbo: elegante e fedele alla filosofia di Fabregas, ma ancora incapace di trasformare il possesso in vittorie. In Serie A, la continuità — più del gioco bello — è ciò che fa la differenza.

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