16 Agosto 2026, domenica
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La polizia ferma tre membri della Curva Terminillo accusati di aver partecipato alla sassaiola che ha ucciso l’autista del pullman dei tifosi pistoiesi.

Indagini in corso per ricostruire la dinamica dell’agguato sulla statale 79.

Sono stati arrestati tre sostenitori della Sebastiani basket Rieti, ritenuti tra i responsabili della morte di Raffaele Marianella, 44 anni, il secondo autista del pullman che trasportava i tifosi del Pistoia. L’uomo è rimasto ucciso domenica scorsa, colpito durante una sassaiola lungo la strada statale 79 in direzione di Terni, subito dopo l’incontro di campionato. 

Dietro le sbarre sono finiti Manuel Fortuna, 31 anni, Kevin Pellecchia, 20, e Alessandro Barberini, 53, tutti appartenenti al gruppo ultrà della “Curva Terminillo”. Nei loro confronti, secondo quanto riferisce la Questura di Rieti, “sono emersi gravi indizi di colpevolezza”. Per tutti e tre l’accusa è di omicidio volontario. Un quarto tifoso reatino è invece indagato per favoreggiamento.

Gli inquirenti sono arrivati a loro grazie alle testimonianze degli agenti che scortavano il pullman dei tifosi toscani. Proprio gli uomini della scorta avrebbero notato alcune persone, con il volto coperto, fuggire rapidamente e salire su alcune auto parcheggiate sotto un cavalcavia nei pressi del luogo dell’agguato. Le successive indagini, condotte in tempi stretti, hanno portato a individuare e fermare i tre sospettati.

A pesare sulla ricostruzione anche il passato dei tre arrestati, già segnalati in occasione di altri incontri sportivi disputati al palazzetto di Rieti, dove si erano verificati scontri e tensioni con tifoserie ospiti. I loro profili social, inoltre, mostrano riferimenti al fascismo, con immagini di Mussolini e simbologie riconducibili all’estrema destra. Elementi che delineano un contesto di radicalizzazione e violenza, lontano anni luce dallo spirito sportivo.

Nel frattempo, la Procura di Rieti ha disposto per questa mattina l’autopsia sul corpo di Marianella, che servirà a chiarire le cause esatte del decesso. Secondo le prime ipotesi, l’uomo potrebbe essere morto sul colpo dopo essere stato colpito da uno dei sassi lanciati contro il mezzo.

La tragedia di domenica scorsa ha scosso profondamente l’ambiente sportivo e la città di Rieti, riportando al centro dell’attenzione il tema della violenza negli stadi e del degrado che, troppo spesso, si annida nei settori più radicali del tifo organizzato. Un episodio che ora la magistratura dovrà ricostruire in ogni dettaglio, per restituire giustizia a una vittima innocente e responsabilità a chi ha trasformato una domenica di sport in un agguato mortale.

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