La donna era stata brutalmente aggredita lo scorso 27 luglio dal suo ex compagno, un connazionale di 44 anni, già noto alle forze dell’ordine.
L’uomo, secondo la ricostruzione degli investigatori, aveva prima speronato l’auto della vittima in via del Cossa, nel quartiere Santa Viola, poi l’aveva raggiunta all’interno dell’abitazione dove viveva con alcuni familiari, aggredendola e colpendola con un coltello sotto i loro occhi.
La donna, soccorsa in condizioni disperate, era stata ricoverata in Rianimazione all’Ospedale Maggiore e successivamente trasferita in una stanza di degenza, dove ha trascorso gli ultimi mesi della sua vita. È deceduta lunedì mattina all’Ospedale Santa Viola.
Con la morte di Nadia Khaidar, la Procura di Bologna procederà alla modifica del capo d’imputazione nei confronti dell’aggressore, che passa così da tentato omicidio a omicidio volontario. L’uomo era stato arrestato il giorno stesso dell’aggressione grazie all’intervento tempestivo dei Carabinieri, allertati dalle chiamate dei vicini.
