16 Agosto 2026, domenica
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Il Comune che rischia il default per nove pitbull

Mercatino Conca, piccolo centro del Pesarese, si trova in gravi difficoltà economiche dopo aver preso in carico gli animali di un allevamento abusivo. Il sindaco ha scritto al Quirinale per chiedere aiuto

Un caso tanto singolare quanto emblematico di come la gestione pubblica possa ritrovarsi schiacciata anche da un imprevisto di natura… canina. Mercatino Conca, minuscolo comune di circa mille abitanti incastonato tra le colline della provincia di Pesaro Urbino, è oggi a un passo dal dissesto finanziario per un motivo che ha dell’incredibile: il mantenimento di nove pitbull sequestrati a un allevamento abusivo.

Tutto nasce da un’operazione delle forze dell’ordine che, mesi fa, ha portato alla chiusura di una struttura illegale dove gli animali erano detenuti in condizioni precarie. Come prevede la legge, la custodia dei cani è ricaduta sul Comune di competenza. Ma la spesa, anziché essere temporanea e gestibile, si è trasformata in un vero e proprio salasso per le casse pubbliche.

Il bilancio di Mercatino Conca, già fragile, si è trovato a sostenere costi di mantenimento altissimi: vitto, cure veterinarie, stalli adeguati, microchip, antiparassitari e altre spese accessorie. Tutto moltiplicato per nove. Il risultato è una voce di bilancio sproporzionata rispetto alle dimensioni del paese. Tanto che il sindaco, con un gesto disperato, ha deciso di scrivere persino al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere un intervento straordinario.

Un cane di taglia media comporta, in media, spese mensili tra i 50 e i 70 euro solo per il cibo, a cui si aggiungono visite veterinarie, assicurazioni e trattamenti antiparassitari: in totale, circa mille euro l’anno. Se si moltiplica questa cifra per nove pitbull, il conto diventa pesantissimo, specialmente per un Comune che gestisce un bilancio ridotto all’essenziale. Il sindaco ha dichiarato costi assurdi: 35/40000 euro all’anno; un’esagerazione senz’altro ma il problema rimane.

Il caso di Mercatino Conca accende i riflettori su un nodo strutturale: quando la legge impone agli enti locali la custodia di animali sequestrati, spesso non prevede risorse adeguate per sostenerne i costi. Così, un atto di legalità e tutela si trasforma in un paradosso amministrativo che può mettere in ginocchio un’intera comunità.

In attesa di una soluzione – che potrebbe arrivare solo con l’adozione dei cani da parte di famiglie o associazioni – il Comune resta sospeso tra senso del dovere e crisi finanziaria. L’auspicio, condiviso anche dal primo cittadino, è che i nove pitbull trovino presto una casa e persone pronte ad amarli fino all’ultimo giorno. Sarebbe un lieto fine non solo per loro, ma anche per un paese che, suo malgrado, si è ritrovato vittima di una burocrazia cieca e di un sistema normativo che troppo spesso lascia soli i più piccoli.

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