Da giovedì diventeranno operative le riduzioni tariffarie previste dall’intesa commerciale tra Stati Uniti e Unione europea. L’avviso, pubblicato sul Registro federale, dà piena attuazione all’ordine esecutivo firmato lo scorso 5 settembre dal presidente Donald Trump, che aveva annunciato una serie di misure per rivedere il regime doganale tra le due sponde dell’Atlantico.
Il provvedimento introduce esenzioni e abbattimenti di dazi su settori ritenuti strategici. Beneficeranno della riduzione aeromobili e componentistica, farmaci generici e alcune categorie di prodotti chimici. L’obiettivo dichiarato è quello di agevolare l’interscambio e ridurre i costi per le imprese europee e statunitensi coinvolte nelle filiere globali.
Sul fronte dell’automotive, invece, resta in vigore la barriera doganale: la tariffa del 15% continuerà ad applicarsi su automobili e parti di ricambio importate dall’Unione europea. Una conferma che riflette la persistente sensibilità del settore automobilistico, tradizionalmente al centro di frizioni tra Washington e Bruxelles.
La decisione rappresenta un segnale di apertura nei confronti dell’Europa, ma al tempo stesso evidenzia la linea di fermezza che l’amministrazione Trump mantiene sui comparti più competitivi e simbolici. L’operazione tariffaria si inserisce in un quadro più ampio di politica commerciale che punta a tutelare l’industria americana senza rinunciare, al contempo, a forme selettive di cooperazione economica.
Sul versante politico-mediatico, il presidente ha colto l’occasione per tornare ad attaccare direttamente l’emittente ABC dopo la ripresa in prima serata dello show “Jimmy Kimmel Live!”. Attraverso un post sulla piattaforma Truth, Trump ha scritto: “Non riesco a credere che ABC Fake News abbia ridato il lavoro a Jimmy Kimmel. Penso che proveremo a far uscire ABC da questa situazione. Vediamo come ci riusciamo. L’ultima volta che sono andato contro l’emittente mi hanno dato 16 milioni di dollari. Questa volta sembra ben più redditizio”.
Le nuove misure tariffarie, destinate ad avere effetti concreti sugli scambi tra Europa e Stati Uniti, rappresentano quindi un passaggio significativo nella strategia commerciale dell’amministrazione Trump, dove il pragmatismo economico si intreccia costantemente con la comunicazione politica e con un uso diretto e personalissimo della scena pubblica.
