5 Dicembre 2025, venerdì
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Italia a quattro zampe: Non solo crocchette: il boom del pet care racconta un Paese che cambia (e ama)

Gli italiani spendono oltre 7 miliardi l’anno per i loro animali domestici. Ma dietro il business c’è molto di più: un cambiamento sociale, culturale ed emotivo che trasforma cani e gatti in veri compagni di vita.

A cura di Salvatore Guerriero, Presidente Nazionale ed Internazionale della Confederazione delle Imprese nel Mondo – PMI International

Gli italiani amano i loro animali domestici. Li accudiscono, li viziano, li considerano veri e propri membri della famiglia. Un sentimento che non è solo affettivo, ma che si riflette anche in un mercato in piena espansione come quello del pet care, che oggi vale tra i 6,8 e i 7 miliardi di euro annui. Numeri da record che raccontano molto più di un business: fotografano i cambiamenti della società italiana, sempre più orientata a costruire attorno agli animali parte della propria quotidianità.

Il cuore del settore resta il pet food, che da solo pesa 3,1 miliardi di euro nel 2024, con un incremento del 3,7% rispetto all’anno precedente. Cresce soprattutto il segmento dedicato ai gatti, con +5% negli alimenti e +10,2% negli snack. Questo è un segnale del ruolo crescente dei felini, ideali per la vita in appartamento e spesso scelti dai single o da chi vive in città.

Al fianco del cibo cresce anche il mondo dei servizi veterinari e di cura, che in soli cinque anni ha visto un +32% e oggi rappresenta il 26% dell’intero mercato. Non solo visite e vaccini, ma anche assicurazioni veterinarie, piani di prevenzione e interventi specialistici. Una dinamica che va di pari passo con la diffusione di vere e proprie cliniche veterinarie multidisciplinari, dotate di diagnostica avanzata e reparti dedicati.

Il comparto accessori – giochi, cucce, guinzagli, prodotti per toelettatura – registra un valore di 83,7 milioni di euro. Anche se in calo del 2,6%, continua a essere alimentato dall’innovazione con cucce di design, prodotti eco-friendly, collari intelligenti e persino abbigliamento coordinato padrone-pet.

Il mercato riflette nuove sensibilità e stili di vita. La premiumizzazione porta a scegliere alimenti funzionali, dietetici e naturali. Sempre più diffusi i prodotti bio e le linee personalizzate, che seguono allergie o esigenze specifiche dell’animale.

La tecnologia fa la sua parte. Con la pet tech è un fenomeno in crescita, con dispositivi per monitorare battito, calorie bruciate e sonno degli animali, oltre a piattaforme per la telemedicina veterinaria. E non mancano servizi wellness come lespa per cani, la fisioterapia post-operatoria, persino corsi di yoga in compagnia del proprio animale.

Il cibo per animali si divide tra supermercati e ipermercati (44,5% delle vendite) e negozi specializzati, che detengono la stessa quota ma si distinguono per l’offerta personalizzata. È però l’e-commerce a crescere di più: +8,2% annuo, con un valore di 451 milioni di euro nel 2024. Sempre più famiglie scelgono la consegna a domicilio, spesso con abbonamenti mensili che garantiscono praticità e risparmi.

Dietro i numeri si nasconde una realtà sociale tutta italiana. Gli animali domestici diventano compagni di vita per single e anziani, riempiono il vuoto nelle famiglie ridotte, regalano affetto e continuità a chi vive in città sempre più frenetiche. Non è raro che un cane o un gatto diventi l’unico punto di riferimento emotivo quotidiano, un antidoto alla solitudine e un alleato contro lo stress.

Gli studi confermano che la presenza di un animale migliora il benessere psicologico: abbassa i livelli di ansia, stimola l’attività fisica, rafforza i legami sociali. Non a caso si moltiplicano i progetti di pet therapy in scuole, ospedali e case di riposo.

Il boom del pet ha anche un effetto collaterale positivo: la nascita di un vero e proprio ecosistema economico e sociale. Accanto ai negozi e alle cliniche, spuntano aree dedicate nei parchi, pensioni per animali, servizi di dog sitting e cat sitting a domicilio, app per trovare la persona giusta che porti a spasso il cane.

L’adozione è un altro tassello importante. Le campagne delle associazioni animaliste, unite alla crescente sensibilità, stanno aumentando le adozioni da canili e gattili. Questo ha stimolato la nascita di nuovi centri, non solo per accogliere animali abbandonati, ma anche per facilitare l’incontro tra famiglie e futuri compagni di vita.

Il mercato del pet sembra destinato a crescere ancora. La combinazione di innovazione, digitalizzazione e nuove abitudini familiari lasciano intravedere margini di sviluppo enormi. Il cane o il gatto del futuro non sarà soltanto un animale da compagnia, ma un protagonista della vita sociale, con esigenze precise e un ventaglio di servizi dedicati.

In fondo, parlare di “mercato del pet” significa anche parlare di noi cioè degli italiani che cambiano, che reinventano la famiglia e che vedono negli animali non più un accessorio, ma un affetto insostituibile. Ecco perché, forse più che in altri settori, i numeri non bastano. Dietro ogni miliardo speso c’è una storia di relazione, cura e amore.

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