29 Giugno 2026, lunedì
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Yoox Net-a-Porter, 211 esuberi in Italia: la Lombardia ne paga 46. Pizzighini (M5S): “Serve un’audizione urgente, la Regione ascolti azienda e lavoratori”

Dopo l’annuncio dei licenziamenti da parte del colosso dell’e-commerce del lusso, il Movimento 5 Stelle sollecita un confronto immediato in Commissione Attività Produttive. Al centro, la tenuta occupazionale e la tutela di competenze strategiche per il digitale italiano.

Milano – La crisi che ha investito Yoox Net-a-Porter, uno dei principali nomi dell’e-commerce globale di moda e lusso, arriva sui banchi del Consiglio Regionale della Lombardia. La consigliera Paola Pizzighini, esponente del Movimento 5 Stelle, ha depositato una richiesta formale affinché la IV Commissione Attività Produttive convochi un’audizione urgente con tutte le parti coinvolte: la direzione aziendale e le organizzazioni sindacali.

Il motivo è tutt’altro che marginale. L’azienda, acquisita di recente dal gruppo tedesco LuxExperience, ha annunciato 211 licenziamenti a livello nazionale, di cui 46 nella sola sede di Milano, tagliando significativamente sul personale in uno dei suoi principali hub strategici. Il piano è parte di una ristrutturazione che punta a migliorare le performance economiche e a consolidare il posizionamento competitivo sul mercato. Ma il prezzo, secondo i sindacati e le forze politiche d’opposizione in Regione, è troppo alto.

“Non possiamo restare spettatori mentre viene smantellato un polo che ha fatto scuola nel digitale applicato alla moda – dichiara Pizzighini –. Si tratta di un comparto in forte crescita, in cui l’Italia ha saputo distinguersi anche grazie a realtà come Yoox Net-a-Porter, capaci di coniugare innovazione, logistica avanzata e know-how creativo. Ora, con una decisione calata dall’alto, decine di lavoratori lombardi rischiano di essere espulsi senza alcuna alternativa concreta”.

Un settore in evoluzione, una crisi che preoccupa

Nata dalla fusione tra Yoox e Net-a-Porter, la società ha rappresentato per anni una delle più promettenti declinazioni italiane dell’e-commerce applicato al fashion. Con sedi operative tra Milano, Bologna e altre città europee, ha intercettato la trasformazione digitale del settore, diventando un modello per molte startup e operatori del lusso.

L’ingresso del nuovo azionista, tuttavia, ha aperto una stagione di incertezza. Il piano di LuxExperience, pur dichiarandosi orientato al rilancio, prevede una riduzione drastica del personale e un ridimensionamento operativo che rischia di indebolire l’intera filiera. Le reazioni non si sono fatte attendere: nelle scorse settimane, i lavoratori si sono mobilitati con scioperi e presidi anche davanti alla sede milanese, segnalando l’assenza di un confronto serio con la proprietà e il pericolo di una riorganizzazione unilaterale.

“Non possiamo accettare che, di fronte a un cambiamento societario di questa portata, si scelga la strada più rapida e traumatica: i licenziamenti – sottolinea la consigliera M5S –. Esistono strumenti, dagli ammortizzatori sociali ai percorsi di ricollocamento, che andrebbero attivati con il supporto delle istituzioni prima di arrivare ai tagli. Per questo riteniamo indispensabile che Regione Lombardia convochi immediatamente un’audizione pubblica in Commissione, per capire quali siano le reali intenzioni del gruppo e se esistano margini per un confronto costruttivo”.

Un patrimonio di competenze da non disperdere

Al centro della preoccupazione non c’è solo il numero degli esuberi, ma anche il tipo di professionalità coinvolte. Il personale impiegato da Yoox Net-a-Porter in Lombardia è composto in larga parte da figure specializzate in ambito tecnologico, logistico, creativo e commerciale, con competenze trasversali difficilmente replicabili altrove nel breve periodo.

“La perdita di questi posti di lavoro significa anche perdere un patrimonio umano, culturale e industriale che la Regione ha contribuito a costruire – spiega Pizzighini –. Sono persone che hanno maturato esperienze in ambienti internazionali, che conoscono i mercati digitali e che potrebbero contribuire alla crescita di molte altre realtà innovative del nostro territorio. Invece si trovano a rischio disoccupazione, senza prospettive certe”.

Il ruolo della Regione: tra silenzi e attese

La richiesta di audizione punta anche a sollecitare un’assunzione di responsabilità da parte della Giunta regionale. “La Lombardia non può limitarsi a prendere atto dei tagli – denuncia l’esponente pentastellata –. Deve farsi parte attiva nel promuovere un tavolo di confronto permanente tra le parti, affinché ogni decisione venga valutata anche alla luce dell’impatto sul tessuto economico locale e sulla tenuta occupazionale”.

Per Pizzighini, la Regione ha a disposizione strumenti concreti: politiche attive del lavoro, fondi europei per la riconversione e la formazione, reti di sostegno all’impiego. “Ma tutto questo – avverte – ha senso solo se si comincia ad ascoltare chi è direttamente coinvolto nella crisi. Da qui la richiesta di audizione, che non è un atto formale ma un primo passo per costruire una risposta politica e istituzionale credibile”.

Una crisi che parla anche al futuro dell’economia digitale

Il caso Yoox Net-a-Porter apre anche una riflessione più ampia sulle trasformazioni in atto nel mondo dell’e-commerce e della digitalizzazione della moda. In un settore in costante evoluzione, dove il confine tra tecnologia e creatività è sempre più sottile, la tenuta occupazionale non può essere sacrificata in nome dell’efficienza finanziaria.

Per questo il Movimento 5 Stelle chiede non solo un’azione tempestiva sul piano regionale, ma anche un cambio di passo nel modo in cui si affrontano le crisi aziendali nel digitale: meno subalternità alle logiche di mercato, più tutela del lavoro, più coinvolgimento delle istituzioni, più attenzione agli effetti di lungo termine sul sistema economico locale.

“Difendere oggi i lavoratori di Yoox Net-a-Porter – conclude Pizzighini – significa anche difendere un’idea di sviluppo basata sull’innovazione inclusiva, sulla sostenibilità sociale delle imprese e sul valore delle persone. La Regione Lombardia ha il dovere di esserci. E di agire”.

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