New York – Carlos Alcaraz continua a brillare sui campi in cemento di Flushing Meadows con l’autorevolezza di chi, nonostante la giovane età, sembra ormai perfettamente a suo agio nel ruolo di protagonista assoluto. Agli US Open lo spagnolo ha confermato ancora una volta la sua superiorità tecnica, mentale e atletica dominando Jiri Lehecka nei quarti di finale con un netto 6-4, 6-2, 6-4 in appena un’ora e cinquantasei minuti di gioco.
Una prestazione che lascia pochi margini all’interpretazione: Alcaraz è in fiducia, in forma, e viaggia spedito verso una semifinale che si preannuncia esplosiva, dove troverà il vincente del confronto tra Novak Djokovic e Taylor Fritz. Intanto, il ventunenne di Murcia si gode l’ennesima vittoria senza perdere nemmeno un set, un dettaglio che testimonia la sua straordinaria continuità in questa edizione del torneo.
Partenza lampo, dominio costante
Il match contro Lehecka, testa di serie numero 20, non ha mai davvero dato la sensazione di poter sfuggire dalle mani dello spagnolo. Dopo un inizio brillante, Alcaraz ha subito preso in mano il controllo della partita: break in apertura e 2-0 in pochi minuti. Il ceco ha provato a reagire, riuscendo a riavvicinarsi sul 4-3, ma il numero due del mondo ha ristabilito rapidamente le distanze, chiudendo il primo set per 6-4 senza concedere mai l’inerzia della gara all’avversario.
Nel secondo parziale la superiorità di Alcaraz si è fatta ancora più netta. Il giovane spagnolo ha alzato il ritmo e la qualità del proprio tennis, lasciando a Lehecka solo le briciole. Il 6-2 che archivia il secondo set racconta di un match a senso unico, in cui il ceco non è mai riuscito a trovare contromisure efficaci né al servizio né negli scambi prolungati da fondo campo.
Il terzo set ha regalato l’unico momento di parziale equilibrio della partita. Lehecka, con un moto d’orgoglio, è riuscito a tenere testa allo spagnolo fino al 4-4, ma è bastato un break nel nono game per rimettere le cose in chiaro. Alcaraz ha poi chiuso la pratica senza esitazioni, confermandosi letale nei momenti chiave e saldamente in controllo del proprio destino.
Un torneo perfetto, finora
Il cammino dello spagnolo a New York fin qui è stato impeccabile: non ha mai perso un set e ha mostrato una capacità sorprendente di adattarsi agli avversari senza rinunciare alla propria identità di gioco. Solido al servizio, fulmineo negli spostamenti, aggressivo nello sviluppo degli scambi: il mix che sta proponendo Alcaraz in questo Slam sta facendo la differenza.
Pur non essendo più il numero uno del mondo, il murciano appare come il giocatore più completo e costante di questa edizione degli US Open. In attesa di conoscere chi tra Djokovic e Fritz sarà il suo prossimo ostacolo, Alcaraz ha già mandato un messaggio chiaro al resto del tabellone: per arrivare in finale, servirà qualcosa di straordinario per fermarlo.
Tabellone femminile: Pegula prima semifinalista, in attesa di Sabalenka
Nel torneo femminile, è Jessica Pegula a prendersi la scena. La statunitense, numero 5 del seeding, conquista l’accesso alla semifinale con una vittoria solida e autoritaria contro Barbora Krejcikova. Il punteggio parla chiaro: 6-3, 6-3 in 1h26′ di gioco. È la sua 42ª vittoria stagionale, una striscia che conferma lo stato di forma e la crescita della tennista di Buffalo, che sogna di conquistare il suo primo titolo Slam proprio davanti al pubblico di casa.
Pegula, 31 anni, non ha mai superato le semifinali in un torneo Major e, dopo l’amarezza della sconfitta dello scorso anno, spera che il 2025 possa finalmente essere l’anno della consacrazione. Ora attende l’esito del match tra Aryna Sabalenka, attuale numero 1 del mondo, e Marketa Vondrousova, per conoscere il nome della sua prossima avversaria.
Verso un finale da fuochi d’artificio
Con Alcaraz che incanta tra gli uomini e una Pegula in grande spolvero tra le donne, gli US Open entrano nella fase più calda. La qualità in campo e la posta in gioco alzano il livello dell’attenzione e dell’intensità: ogni match da qui in avanti può essere decisivo per scrivere la storia di questa edizione. E se lo spagnolo continuerà a giocare con questa autorità, sarà difficile negargli un posto nell’atto conclusivo di Flushing Meadows.
Nel frattempo, il tennis mondiale osserva con attenzione. Perché Alcaraz, anche lontano dalla terra rossa, continua a dettare legge.
